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Come le mamme acquistano online

Un fenomeno che negli ultimi anni, ma con incredibile e rapida ascesa nel periodo 2017/2018, è andato incrementandosi sempre più, è la diffusione del fenomeno Digital Mum (o Digital Mom, che siate più British o American) e dell’indotto che queste generano. Quando si parla di mamme digitali l’argomento è quantomai ampio, si può spaziare dalle influencer alle aziende impegnate nella vendita di prodotti per mamme e bambini, ai progetti editoriali sulla salute dei più piccoli, a quelli che tengano impegnate le casalinghe e le mamme a tempo pieno con passioni e consigli su piccoli lavoretti manuali come l’arte dell’uncinetto, e così via.

Insomma, nel nuovo millennio, le mamme la fanno da padrone anche online.

A testimoniare ulteriormente questo trend in crescita vi è la nascita di aziende concentrate in particolar modo a dar voce e credito a queste mamme digitali, affamate d’informazioni ma anche benevole e volenterose nel fornire ai propri lettori altrettanti spunti e nozioni sul mondo e sul modo di essere mamme. In Italia, ad esempio, un network fatto dalle mamme per le mamme, nato dall’idea di giovani imprenditori e imprenditrici con la mente proiettata ai bisogni di quelle che prima non erano utilizzatrici esperte del web, è FattoreMamma, una società che si occupa di mediare il rapporto commerciale tra le mamme (e chiunque parli di donne e bambini) e gli inserzionisti-imprenditori in cerca di un messaggio pubblicitario forte e deciso, che provenga da testimonial reali e quindi mamme vere.

Il business che ruota attorno a questo fenomeno, cioè all’affermarsi delle madri moderne come utenti digitali, è milionario e coinvolge sempre più donne e, di conseguenza, aziende e investimenti; per meglio comprenderlo vogliamo dunque fornire una lista (ricavata da un articolo di CafeMom) dei profili che le mamme assumono sul web e in particolar modo sui social media:

  • Mamma Self Expressor: ha generalmente un figlio con età inferiore ai 6 anni, si tiene in contatto tramite chat con altre mamme sui temi riguardanti i prodotti da acquistare per i propri figli, tiene aggiornato il suo profilo personale sui social.
  • Utility Mom: ha una famiglia numerosa che però non le impedisce di passare molto (davvero molto) tempo online, trascorre parte di questo tempo su giochi e quiz.
  • Mamma Groupster: si dà molto da fare per creare community anche con mamme che non conosce nella vita reale, ricerca informazioni e consigli dal suo network online ed è incredibilmente attiva su gruppi, blog, forum, ecc.
  • Mamma Hyperconnector: ha figli generalmente più grandi, ha smesso di cercare informazioni con fare ossessivo ma non disdegna l’utilizzo dei social per confrontarsi sui prodotti da acquistare e fonti da cui farlo, non si riserva di comunicare apertamente il suo parere sugli acquisti.
  • Mamma Infoseeker: la ricerca di informazioni generiche sulla salute dei bambini, sui prodotti da acquistare e sulle notizie che potrebbero interessare al suo status di mamma è il suo pane quotidiano, ha un figlio molto piccolo, tendenzialmente un neonato e accetta di buon grado i consigli della community ma anche delle aziende che reputa affidabili.

L’economia digitale in relazione alle mamme

Su espertodelrisparmio.com analizziamo gli aspetti economici di differenti settori e ambiti. Dall’economia personale, cercando di fornire spunti e consigli su come ottimizzarla, a questioni di ordine generale riguardanti mercati e finanza. L’aspetto su cui vogliamo concentrarci in questo articolo, per entrare in contatto con una realtà emergente e una vera e propria “economia emergente” è quello delle mamme digitali e della loro propensione all’acquisto online.

Quel che prima sembrava impossibile, cioè che le mamme e in particolar modo le cosiddette pancine acquistassero sul web i prodotti per i propri bambini è ormai realtà; non più solo in termini di prospettive a lungo termine: le mamme sono online e acquistano più che mai.

Il settore Baby&Kids è quello preso maggiormente d’assalto. Una gran fetta di mamme afferma di dividere il proprio budget per la spesa online al 50% tra acquisti per sé e acquisti per i propri bambini. Le donne con figli rappresentano il 79% dei ricavi generati dal settore del commercio elettronico per bambini, i papà coinvolgono il restante 21%. Le regioni che sono rappresentate dal maggior numero di mamme sono la Lombardia, il Lazio e il Piemonte.

Il fenomeno sembra essere in continua crescita perché le mamme 2.0 percepiscono il web con una modalità differente rispetto alle nuove generazioni, un po’ come tutti gli adulti utilizzatori dei social, ma con particolare decisione le mamme, il must è la condivisione: condividere a tutti i costi le proprie scoperte, punti di vista, opinioni, ecc è il modo che le mamme digitali hanno per convincersi di star facendo la scelta giusta e acquistare i prodotti migliori.

Come scelgono il proprio online shop

Le mamme, più in generale le donne, sembrano esasperare i criteri di selezione e scelta dell’e-commerce da cui acquistare. A differenza degli uomini, per cui la comparazione è sì un elemento importante ma non così dirimente quanto non lo sia per le donne. La questione prezzo è quantomai importante per le acquirenti digitali, e a farla da padrone è l’abbigliamento Kids over 5 anni, seguito da quello per neonati e nel mezzo quello per bambini tra 2 e 4 anni. La fascia d’età dei propri figli compresa tra 0-36 mesi sembra presentare un dato importante: pur non essendo quella più profittevole è quella più consultata, come se le mamme con figli più piccoli fossero più “affamate d’informazioni” rispetto alle madri con figli più grandi.

La scelta del negozio online avviene mediante il passaparola tra le mamme e, con gran gioia per gli inserzionisti, in risposta agli stimoli pubblicitari. Le mamme digitali, specialmente quelle con un livello culturale medio, rispondono bene agli annunci pubblicitari sulle differenti piattaforme.

Non più, dunque, soltanto inbound marketing, per cui il posizionamento sui motori di ricerca sarebbe stato la chiave di volta per migliorare gli acquisti sul proprio e-commerce, ma anche direct marketing attraverso campagne di display advertisingfacebook ads e le sopracitate strategie di influencer marketingbuzz marketing.

La centralità del marchio e la fiducia che le mamme hanno nel brand è un altro degli elementi che sembra diversificare fortemente le donne che acquistano online dagli uomini. Le mamme intervistate, su cui si basa lo studio che abbiamo rappresentato nell’infografica di seguito, affermano nel 65% dei casi di acquistare esattamente gli stessi marchi per sé stesse e per i propri figli, soprattutto quando si parla di abbigliamento.

Gli e-commerce maggiormente visitati e più in voga sia per l’abbigliamento che per prodotti solidi, attualmente sono Prenatal che rappresenta un marchio intramontabile, Mukako che pare aver intercettato la quasi totalità del traffico online per quanto riguarda l’acquisto di pannolini e puericultura, e la sempre crescente affermazione del gruppo RCS con i suoi ecommerce Quimammeshop e Toctocshop.

Infografica

Per rendere più chiaro il fenomeno, abbiamo realizzato un’infografica completa che possa riassumere e al contempo descrivere esaustivamente quali siano i comportamenti e le abitudini di acquisto delle madri online. Vediamola di seguito.

infografica msb

Questa infografica rappresenta la fetta di mercato digitale e i comportamenti degli acquirenti online con focus particolare sul mondo degli acquisti online sugli shop di prodotti per donne e bambini. Le mamme, come più volte ripetuto, la fanno da padroni, ma non sono le uniche. Insieme ai papà vi sono anche le zie, che rientrano in una categoria a parte, le P.A.N.K..

Chi sono le Pank

Acronimo di Professional Aunt NKids, ossia “zie di professione senza bambini”, le pank sono quelle che più di tutti adorano viziare i propri nipoti con acquisti di volta in volta differenti e mai banali o ripetitivi. Le tendenze di acquisto riservate alla categoria si distanziando leggermente da quelle delle madri, più attente ai prodotti per il benessere fisico dei propri bambini, e si concentrano su giocattoli e, sempre e comunque, sull’abbigliamento.

Paola Accardi

Sono una mamma non a tempo pieno. Sono anche un'insegnante laureata in Scienze della Formazione Primaria. Dedico la mia vita ai bambini, non solo quelli miei, e per questo ho scelto di contribuire al progetto di MammaStoBene.com per aiutare tutte le mamme alle prese con le mille necessità che i bambini richiedono e fornire utili e pratici consigli riguardanti la cura e salute dei più piccoli.
Ho collaborato per anni come OSS in reparti di pediatria e neonatologia, entrando in contatto con la realtà sanitaria che riguarda i più piccoli; intrapresi gli studi per diventare infermiera pediatrica, poi sospesi per dedicarmi al lavoro. Grazie a queste esperienze ho conosciuto fantastiche persone che collaborano con me alla realizzazione degli articoli di questo sito e partecipano a un processo di informazione valida e affidabile per chiunque abbia perplessità su questo delicato argomento.