Procedure mediche

Disostruzione delle vie aeree nel lattante e nel bambino

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Un argomento su cui negli ultimi anni si è posta sempre più l’attenzione di genitori, baby sitter ed insegnanti è quello della disostruzione delle vie aeree nel neonato o nel bambino. Cosa fare infatti e come prevenire un tale drammatico evento, senza farsi prendere dal panico?

Un numero sempre maggiore di associazioni nel nostro paese si occupa oggi di informare e addestrare grazie a corsi specifici, chiunque sia interessato all’argomento e i risultati evidenziati nel calo di questi eventi dimostrano quanto sia importante sapere come comportarsi.

Ma partiamo subito dal conoscere il detentore del primato di causa scatenante: gli alimenti! Molto spesso un genitore si trova nella difficoltà di capire non solo cosa e come tagliare un determinato cibo ma soprattutto in che quantità.

Quali sono i cibi killer

  • Piselli, fagioli e legumi in genere, arachidi, gomme da masticare, caramelle dure.

Cibi altrettanto responsabili di incidenti

  • cibi piccoli: es. palline di mais, pop corn, snack di formato piccolo;
  • cibi rotondi: es. uva, polpettine, pomodorini;
  • cibi cilindrici: es. salsicce, wurstel, carote;
  • cibi con forma e diametro conforme alle vie respiratorie: es. mozzarelline, ciliegine di latte, olive, ciliegie, carote e ortaggi tagliati a rondelle;
  • cibi appiccicosi: es. gelatine, marshmallow;
  • cibi che si sfilacciano: es. prosciutto crudo, finocchio, frutta filamentosa con nocciolo;
  • cibi con consistenza dura: es. mela, pera, pesca, pezzi di pane, sedano, ananas, frutta secca in genere.

Oltre agli alimenti, va ricordato che sono diversi altri gli oggetti coinvolti a cui bisogna prestare attenzione:

  • Pile al litio, parti di giocattolo, monete, tappi di penne o tappi in genere.

Come tagliare i cibi

Le linee guida ministeriali indicano la necessità, per i bambini dagli 0 ai 4 anni, di tagliare i cibi in pezzi piccoli (da 5 mm ad un max di 1 cm), da somministrare singolarmente e ricordandosi di rimuovere eventuali semi e noccioli (altrettanto vale per le lische presenti nel pesce). Per quanto riguarda cibi a consistenza dura, è essenziale cuocerli fino a quando non avranno raggiunto una consistenza morbida tale da poterli schiacciare o grattugiare finemente. Molto importante per la categoria degli alimenti cilindrici è il taglio, da effettuare sempre prima in lunghezza (dunque a listarelle) e poi in pezzetti di circa 5 mm, mai a rondelle. Qualsiasi frutto secco o cereale, meglio invece se tritato o ridotto in farina.

L’intento di queste informazioni per ogni genitore o insegnante ovviamente non è quello di demonizzare il cibo, ma insegnare a porgerlo ad un bambino, dunque a riconoscere un eventuale pericolo nell’ambito di una prevenzione primaria.

Anatomia delle vie aeree

Il sistema coinvolto in questi incidenti è proprio il sistema respiratorio, costituito da:

  • Vie respiratorie superiori: cavità nasale, cavità orale e faringe;
  • Tratto respiratorio funzionalmente diviso in: zona di conduzione (laringe, trachea, bronchi e bronchioli) e zona respiratoria (bronchioli respiratori, dotti alveolari, alveoli e sacchi alveolari).

Nel lattante e nel bambino, le vie aeree superiori hanno un calibro minore rispetto a quelle dell’adulto e ciò, unitamente alla conformazione conica, predispone questi soggetti alle ostruzioni da corpo estraneo. L’aria che entra dalla cavità nasale e/o dalla cavità orale (dove in particolar modo nel bambino le dimensioni della lingua sono maggiori in rapporto all’orofaringe) giunge in entrambi i casi alla faringe, via di passaggio comune per l’aria e per il cibo. Dopo questa, si scindono due vie, in quanto l’aria passa nella laringe, mentre il cibo giunge nell’esofago. È molto semplice dunque che un pezzo di cibo possa entrare nel canale errato provocando un soffocamento. A mediare il passaggio nella laringe troviamo la glottide, coperta da un lembo di tessuto chiamato epiglottide, il quale durante la deglutizione si abbassa sulla glottide per evitare che il cibo entri nel tratto respiratorio. Successivamente alla laringe è presente la trachea, un condotto molto più corto e scarsamente cartilagineo nel bambino, che decorre proprio anteriormente all’esofago. La trachea è poi divisa nel bronchi primari di destra e di sinistra conducenti l’aria in ciascun polmone, per poi suddividersi in bronchioli secondari, terziari e terminali, fino a giungere ai bronchioli respiratori e ai sacchi alveolari, sede principale per lo scambio dei gas.

Distinguiamo differenti tipi di ostruzioni e relative tecniche di disostruzione in base all’età:

  • Lattante: al di sotto di 1 anno;
  • Bambino: da 1 anno alla pubertà.

Ostruzione parziale delle vie aeree

Un’ostruzione parziale è riconoscibile dal fatto che il bambino parla, piange o tossisce.

In questo caso è necessario:

  1. Indurre il bambino a tossire lasciandolo stare nella posizione che preferisce;
  2. Non entrare in agitazione;
  3. Non scuotere il bambino tenendolo a testa in giù;
  4. Somministrare ossigeno se possibile;
  5. Chiedere aiuto e chiamare il 118.

Ostruzione completa nel lattante cosciente

Nel caso di un’ostruzione completa, ci troveremo a che fare con un lattante che non riesce a parlare, piangere o tossire e va incontro a cianosi.

In questo caso è necessario:

  1. Prendere la mandibola;
  2. Sdraiare il lattante a pancia in giù su una gamba;
  3. Alternare 5 pacche interscapolari (facendo attenzione a non colpire la testa) con 5 compressioni al centro dello sterno;
  4. Procedere con questa alternanza fino alla disostruzione.

Ostruzione completa del bambino cosciente

Nel caso in cui il soggetto coinvolto fosse un bambino risulta necessario:

  • Alternare 5 pacche interscapolari (evitando di colpire la testa) con 5 compressioni subdiaframmatiche;
  • Procedere con questa alternanza fino alla disostruzione.

Ostruzione completa nel paziente incosciente

Nel caso in cui le precedenti manovre non dovessero dare alcun risultato e il paziente (lattante o bambino) perda coscienza, è necessario:

  1. Porre il paziente su un piano rigido;
  2. Chiamare il 118;
  3. Sollevare il capo e il mento per rendere pervie le vie aeree;
  4. Sollevare la lingua ed esplorare il cavo orale del paziente per vedere se il corpo estraneo è affiorante ed in tal caso rimuoverlo con le dita (facendo molta attenzione a non ottenere l’effetto contrario e dunque spingere il corpo estraneo in profondità);
  5. Eseguire 5 tentativi di ventilazione bocca-bocca tenendo il capo esteso;
  6. Procedere con la rianimazione cardio polmonare alternando 30 compressioni toraciche con 2 ventilazioni bocca-bocca;
  7. Continuare la rianimazione per 1 minuto e fino all’arrivo dei soccorsi avanzati.

Riguardo l'autore

Valeria Zanobbi

Mi chiamo Valeria Zanobbi e sono una laureanda della facoltà di Medicina e Chirurgia presso l'Università della Campania Luigi Vanvitelli. Durante i miei tirocini ho la continua conferma del fatto che fornire una corretta ed aggiornata informazione sia un primum movens imprescindibile in ogni ambito della medicina, in particolare quello pediatrico, per indurre adulti e genitori a fare scelte consapevoli.
Il mio contributo al sito "mammastobene.com" intende implementare proprio questo fornendo i mezzi necessari alla comprensione anche ai non esperti del settore che vogliano imparare come prendersi cura dei bambini.