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Intolleranza al glutine nei bambini

Sai che l’intolleranza al glutine nei bambini è una faccenda molto seria da non sottovalutare?

Solo in Italia si contano circa 50.000 casi di celiachia nei bambini ed il numero sembra destinato a crescere. Ogni genitore attento nota subito qualsiasi cambiamento nella vita del figlio. Se inizia ad essere più irritato, o si lascia andare a pianti immotivati, o cresce poco, una mamma o un papà subito se ne accorgono.

Ma molto spesso si ignora che questi potrebbero essere sintomi di intolleranza al glutine.

La celiachia nei bambini infatti può manifestarsi fin dai primi mesi di vita, quando a partire dai 6 mesi si introducono nella dieta del piccolo alimenti che contengono glutine. Ma come riconoscerla?

Celiachia nei bambini

La celiachia è una patologia dell’apparato digerente che colpisce l’intestino tenue e limita l’assorbimento dei nutrienti presenti nel cibo. Chi ne è affetto è intollerante al glutine, una proteina contenuta nel grano, nell’orzo e nella segale, e di cui vi sono tracce in molti alimenti ma anche farmaci, integratori, e vari prodotti di uso comune.

Quando un celiaco assume glutine, il suo sistema immunitario reagisce danneggiando i villi intestinali, che sono le protuberanze che costituiscono la mucosa intestinale. Sono proprio questi villi a consentire l’assorbimento dei nutrimenti nei cibi. Se smettono di funzionare bene, si verificano appunto gli episodi di malnutrizione.

In un primo momento è possibile non riconoscere i segnali della celiachia nei bambini. Spesso sono sintomi molto comuni, che vengono ricondotti ad altre patologie.

Cause dell’intolleranza al glutine

Le cause della celiachia sono in larga parte sconosciute. E’ certamente in gioco un’importante componente genetica: una persona con celiachia ha un’alta probabilità di avere fratelli e figli con la stessa condizione. Infatti, se viene diagnosticata la celiachia ad una adulto o ad un bambino, è necessario che tutti i familiari pratichino i test per la celiachia (vedi oltre).
Inoltre i soggetti predisposti sono tutti portatori di particolari geni HLA (DQ2 con DQA1*05 e DQB1*02 o DQA1*02 e DQB1*02, DQ8 con DQB1*0302).

Chi non è portatore di questi geni è pressoché certo di non andare incontro a celiachia. Nei soggetti geneticamente predisposti che assumono glutine con la dieta, è verosimile che il processo infiammatorio della mucosa intestinale venga innescato da un episodio infettivo o da un’aggressione chimica (es. terapia antibiotica) o fisica (es. intervento chirurgico, radioterapia), tutti fattori che vanno a sollecitare il sistema immunitario.

Sintomi dell’intolleranza al glutine

Vomito, diarrea e disturbi gastrici sono sintomi che si verificano per una serie molto nutrita di affezioni, tra cui la banale influenza. Se il fenomeno persiste a lungo però, piuttosto che influenza intestinale, questi possono essere segnali che i villi intestinali sono compromessi per l’assunzione di glutine.

Capelli diradati e colorito spento sono strettamente collegati al malassorbimento dei cibi. Lo abbiamo detto più volte. Il nostro aspetto esteriore è lo specchio di ciò che accade all’interno del nostro organismo. E questo vale anche in caso di celiachia nei bambini. Se vostro figlio assorbe male i nutrienti dei cibi questo si ripercuote immediatamente sulla salute di capelli, pelle e unghie, che avranno un aspetto spento.

Spesso un bambino intollerante al glutine si mostra magro ma con una pancia grossa e rigonfia. Anche questo è un segnale che la dieta che sta seguendo non è adeguata alle sue esigenze e dovrebbe adottare un’alimentazione senza glutine.

Il vostro bambino cresce poco e più lentamente rispetto a quanto dovrebbe (bassa statura, eccessiva magrezza, scarsa massa muscolare…). E questo nonostante non presenti nessun disturbo gastrointestinale. Questo accade quando il bambino è affetto da celiachia silente: non presenta sintomi visibili ma ha ugualmente gli anticorpi tipici e le stesse lesioni intestinali delle forme sintomatiche.

Se il vostro bambino è nervoso, scoppia in pianti immotivati e spesso non vuole mangiare, potrebbe non trattarsi solo di capricci. Se ciò che mangia non gli fa bene, questo si ripercuote anche sul suo benessere psicologico. I bambini possono cambiare carattere, diventare molto irritabili, perdere il sonno e allo stesso tempo possono stancarsi subito. La stanchezza cronica si può manifestare nei bambini più grandi, associata a dolori articolari, macchie sullo smalto dei denti, dermatite erpetiforme e afte orali ricorrenti. La ferritina molto bassa e le transaminasi alte sono altri campanelli di allarme che devono destare sospetto.

Nei bambini è possibile fare diagnosi con un semplice esame del sangue che rilevi la presenza degli anticorpi specifici (TTG o EMA) in misura di dieci volte superiore ai livelli normali, il che rende la diagnosi più facile e meno traumatica rispetto alla precedente pratica della biopsia intestinale che individua se i villi intestinali sono atrofici e infiammati.

Cosa fare con l’intolleranza al glutine nei bambini

A seguito delle opportune indagini cliniche, a vostro figlio viene diagnosticata la celiachia. Niente panico. La celiachia non è una “malattia” da combattere, ma una condizione con cui si impara a convivere. Basta adottare dei cambiamenti nelle abitudini di tutta la famiglia.

Innanzi tutto il pediatra saprà indicare il regime alimentare senza glutine adeguato così da garantire al piccolo l’assunzione di tutti i nutrienti, senza alcuna carenza. Poi, è importante che gli alimenti destinati al bambino celiaco siano separati da quelli per il resto della famiglia, così come le stoviglie e le posate, per evitare contaminazioni. Ad esempio, se tagliate il pane sulla tovaglia e la forchetta del bambino entra in contatto con le briciole, quello che mangerà con quella posata potrebbe causargli problemi intestinali.

Attualmente l’unica cura consiste nell’eliminare completamente e per tutta la vita, il glutine dalla dieta. L’eliminazione del glutine dall’alimentazione comporta una progressiva e completa guarigione della mucosa intestinale. La dieta va proseguita a vita perché la reintroduzione del glutine comporterebbe la ripresa dello stato infiammatorio con danno della mucosa. L’esclusione completa del glutine dalla dieta non è di facile realizzazione anche perché i cereali che contengono glutine si ritrovano in numerosi prodotti alimentari e non.

La malattia non può essere prevenuta. È possibile invece la diagnosi precoce in soggetti ancora senza sintomi o con sintomi molto sfumati. Gli sami del sangue per dimostrare o escludere la diagnosi di celiachia vanno praticati a tutti i soggetti “a rischio”, indipendentemente dalla presenza o meno di sintomi: i famigliari dei soggetti con diagnosi di celiachia, con deficit selettivo di IgA sieriche, con patologie autoimmuni (soprattutto diabete di tipo I e tiroidite autoimmune), con sindrome di Down, sindrome di Turner e sindrome di Williams.

Alimentazione e intolleranza al glutine

Nei processi di lavorazione dell’industria, non solo alimentare, si possono verificare contaminazioni con glutine. A puro titolo di esempio, possono contenere glutine alcuni farmaci da banco, alcuni rossetti, dentifrici e collutori nonché l’adesivo di alcuni francobolli e buste. Tra gli alimenti, soltanto alcuni sono assolutamente sicuri: altri vanno utilizzati con cautela perché potrebbero contenere glutine. Diventa quindi indispensabile che il bambino venga seguito da un Centro specializzato con dietologi particolarmente competenti in materia.

Sembra complicato ma non lo è. Basta fare pratica e abituarsi. In breve tempo vedrete il vostro figlio riprendere a crescere, il suo aspetto rifiorire e il suo umore tornare sereno.

Una mamma sa quando c’è qualcosa che non va nei propri figli. Inutile dirle che la sua bambina è minuta perché assomiglia a lei; assolutamente vani i tentativi di convincerla a mettersi l’animo in pace perché sì, la piccola è improvvisamente diventata irrequieta, mangia poco, non cresce, ma è un momento, poi passerà.

Fidati del tuo istinto: se pensi che ci sia qualcosa che non va, parlane con il pediatra e approfondite insieme questo cambiamento nelle abitudini del bambino o della bambina.