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malattie esantematiche nei bambini

Le malattie esantematiche

Le malattie esantematiche sono tutte quelle malattie infettive, sia di natura virale, sia di natura batterica, che provocano una tipica eruzione cutanea accompagnata da una serie di altri sintomi, come: febbre, malessere, mancanza di appetito, mal di testa, dolore addominale, irritabilità e dolore muscolare. Hanno una maggiore incidenza in età pediatrica e sono: il morbillo, la rosolia, il megaloeritema, la sesta malattia, la varicella, la scarlattina.

Il Morbillo

Il morbillo è una malattia infettiva acuta, altamente contagiosa causata da un virus appartenente alla famiglia dei Parvomyxoviridae, genere Morbillivirus. La malattia endemica in tutto il mondo, con riaccensione epidemiche ogni 2-4 anni, colpisce prevalentemente il bambino in età prescolare; la trasmissione avviene per mezzo delle goccioline respiratorie emesse dal malato con i colpi di tosse.

Il virus a RNA penetra attraverso la mucosa respiratoria o congiunturale. Dopo un’incubazione di 9-12 giorni generalmente asintomatica, la malattia evolve in tre periodi: invasivo, esantematico e della guarigione.

Il periodo invasivo o delle mucosità (3-5 giorni) è caratterizzato dalla febbre, dalle manifestazioni catarrali e dall’enantema. L’interessamento delle mucose congiuntivale, nasale e faringea si manifesta con fotofobia, lacrimazione, secrezione nasale, tosse stizzosa. La mucosa orofaringea è arrossata con piccoli puntini emorragici sul palato molle; in seconda-terza giornata sulla faccia interna delle guance in corrispondenza dei premolari compaiono elementi puntiformi biancastri che persistono per un paio di giorni, noti come segno di Koplik (segno patognomonico).

Nel periodo esantematico (14 giorni dopo il contagio) elementi maculopapulari compaiono in sede retroauricolare alla nuca, al collo; nelle prime 24 ore interessano il volto e gli arti superiori e in 2-3 giorni si estendono in senso craniocaudale al tronco, all’addome e gli arti inferiori. Gli elementi di colore rosa pallido isolati su cute sana in 1-2 giorni diventano rosso vinoso e tendono a confluire specie sul viso, sul collo e sul dorso.

Nel periodo della risoluzione l’esantema regredisce in 2-3 giorni.

La malattia si può manifestare in forme atipiche: attenuata, emorragica o grave soffocante. Le complicanze (5-10% dei casi) sono: laringite stenosante, bronchiolite, broncopolmoniti da sovrapposizione batterica, encefalite acuta (1-2 casi / 1000) ad esito spesso infausto, panencefalite subacuta sclerosante PESS (1/1000000) che insorge dopo circa 5-8 anni dalla malattia.

La diagnosi differenziale va fatta con la scarlattina (esantema con elementi puntiformi su cute iperemica associato a faringotonsillite); con la rosolia (l’esantema è meno intenso e non confluente); con la sesta malattia (l’esantema compare con la scomparsa della febbre).

La profilassi viene attuata con vaccino costituito da virus vivo attenuato : in Italia la vaccinazione viene praticata a partire dall’undicesimo-tredicesimo mese con richiamo a 5-6 anni.

La Rosolia

La rosolia è una malattia infettiva virale, contagiosa ad evoluzione benigna causata da un virus. Nell’infezione congenita il virus contratto in gravidanza infetta la placenta, dove può rimanere bloccato, oppure raggiungere la circolazione embrio-fetale, dove inizia a replicarsi nei vari organi. L’infezione nei primi tre mesi di gravidanza determina anomalie o ritardi nell’organogenesi (embriopatia). La frequenza delle malformazioni degli organi è tanto più alta quanto più precoce è l’infezione in gravidanza (durante i primi due mesi di gestazione il rischio di embriopatia è del 60/70% e scende al 30%).

L’embriopatia è caratterizzata da alterazioni a carico dell’occhio (cataratta, microftalmia, retinite pigmentosa “a sale e pepe”), dell’orecchio (sordità congenita), del cuore (malformazione cardiaca).

Nel secondo e terzo trimestre di gravidanza il virus raggiunge rapidamente la placenta, determinando la fetopatia od un’infezione asintomatica. La fetopatia è  una poliviscerite caratterizzata da : basso peso alla nascita, calcificazioni cerebrali, ittero, manifestazioni emorragiche, epatosplenomegalia, polmonite interstiziale, ritardo mentale.

Nell’infezione postnatale il virus inizialmente si moltiplica nell’epitelio delle mucose respiratorie superiori e nei linfonodi satelliti e , dopo una successiva replicazione, passa in circolo e raggiunge i vari organi tra cui la cute. Nella rosolia postnatale il periodo di incubazione, spesso asintomatico, dura 2-3 settimane: alcuni giorni prima del rash si può evidenziare una modica tumefazione dei linfonodi retroauricolari e suboccipitali. L’esantema maculopapuloso di colorito roseo non confluente inizia al volto e si estende in senso craniocaudale. Dopo tre, quattro giorni l’esantema regredisce, mente le tumefazioni linfonodali persistono più a lungo. Le complicanze sono rappresentate da: porpora trombocitopenica e nevrassiti (1/6000 casi) ad evoluzione benigna.

La diagnosi di laboratorio si basa prevalentemente sulla ricerca di anticorpi specifici tipo IgM che persistono per tre mesi e IgG, che persistono abitualmente per tutta la vita. Nella rosolia congenita oltre agli anticorpi può essere utile la ricerca del genoma virale con la tecnica PCR. Il quadro clinico della rosolia congenita va differenziato da altre malattie a trasmissione materno-fetale del complesso TORCH (toxoplasmosi, rosolia, cytomegalovirus, herpes).

La vaccinazione viene effettuata con vaccino costituito da virus vivo attenuato, abitualmente combinato con il vaccino antiparotite e antimorbillo.

Il Megaloeritema o quinta malattia

Il megaloeritema (o V malattia) è un’ infezione virale contagiosa causata da un virus a DNA, il Parvovirus B19, il cui bersaglio principale è costituito dalle cellule midollari progenitrici dei globuli rossi. Il virus, dopo una prima moltiplicazione a livello delle mucose, passa in circolo passando in tutti gli organi.

L’infezione ubiquitaria, più frequente in primavera, colpisce prevalentemente i bambini nella seconda e terza infanzia. Il contagio avviene per via respiratoria.

La malattia ha un decorso bifasico; all’inizio si presenta con febbricola, brividi, malessere, artralgie, mialgie ed è seguito da una fase di relativo benessere di circa una settimana. Successivamente compare l’esantema “a farfalla”, costituito da un’eritema di colorito rosso-violaceo a margini irregolari, localizzato alle guance, che risparmia la regione periorale. Nei giorni successivi elementi maculopapulosi possono comparire agli arti e ai glutei con tendenza a confluire in grosse macchie di colorito rosso vivo in periferia e più chiare al centro.

Il quadro ematologico è caratterizzato da riduzione dei reticolociti con anemia ed eventuale neutropenia e piastrinopenia. L’unica complicanza è rappresentata da crisi aplastiche.

La diagnosi si basa sulla ricerca di IgM specifiche e sulla ricerca del DNA virale con la tecnica PCR.

La Sesta Malattia

È una malattia esantematica benigna, detta anche esantema critico, causata da un Herpes Virus (Human Herpesvirus 6 sottotipo B).

La trasmissione avviene con le secrezioni respiratorie; sono colpiti prevalentemente i bambini dai sei mesi fino ai 2-3 anni.

Dopo un periodo di incubazione di circa dieci giorni la malattia esordisce con febbre elevata della durata di 3-5 giorni, accompagnata spesso da fenomeni catarrali e da modiche tumefazioni dei linfonodi cervicali e occipitali. Alla caduta della febbre per crisi, segue la comparsa dell’esantema maculopapuloso roseo, raramente confluente, che inizia al tronco e si estende al volto, collo ed arti, per poi regredire dopo pochi giorni.

La diagnosi è prevalentemente clinica.

La Varicella

La varicella è una malattia infettiva acuta molto contagiosa causata dal virus Varicella Zoster a DNA appartenente alla famiglia degli Herpesvirus. Si moltiplica nelle mucose respiratorie e nei linfonodi satelliti, dopo alcuni giorni passa in circolo ( prima viremia), raggiunge il sistema reticoloistiocitario, da dove, con diversi cicli replicativi, per via ematica colpisce i diversi organi, tra cui la cute, ed infine raggiunge i gangli nervosi, dove può restare latente per tutta la vita.

La malattia si trasmette con le secrezioni respiratorie e meno frequentemente per contatto con il liquido delle vescicole; colpisce prevalentemente i bambini tra i 5 ei 10 anni. Dopo un periodo di incubazione di 2-3 settimane e una fase prodromica, caratterizzata da febbre, cefalee e malessere, insorge l’esantema, caratterizzato da maculo-papule pruriginose che rapidamente si trasformano in vescicole. Il contenuto inizialmente limpido si intorbida nel giro di 24-48 ore e le vescicole acquistano un aspetto ombelicato; dopo 4-5 giorni si formano elementi crostosi che cadono senza lasciare cicatrice.

L’esantema si manifesta in gettate successive per tre, quattro giorni, per cui sono presenti elementi in tutti gli stadi evolutivi (rash a cielo stellato).

Nel bambino piccolo, possono verificarsi forme diverse, caratterizzate da pochi elementi esantematici; nell’adulto la sintomatologia è più marcata, mentre nei soggetti immunodepressi può assumere un decorso drammatico a impronta emorragica. La diagnosi è clinica e può essere confermata dalla ricerca di anticorpi specifici (prima IgM e poi IgG), che persistono per tutta la vita a basso titolo.

L’acyclovir è l’antivirale specifico che va impiegato soprattutto nei neonati, negli adulti e nei soggetti immunodepressi.

La Scarlattina

La scarlattina è una malattia dovuta all’infezione da Streptococchi beta-emolitici di gruppo A, i cui ceppi sono in grado di sintetizzare una tossina detta eritrogenica che agisce a livello della cute causando il caratteristico rash.

Dopo il periodo di incubazione di 2-5 giorni, la malattia inizia come una faringite che, dopo 24-48 ore, è seguita dal caratteristico esantema. L’esantema è rosso, puntiforme e leggermente papulare ( a capocchia di spillo). In alcuni pazienti si può palpare oltre che vedere, perché dà la sensazione della “pelle d’oca”. Il rash compare a livello delle ascelle, dell’inguine e del collo, ma entro 24 ore diventa generalizzato. Le aree di eritema più intenso si trovano sulle pieghe delle dita, dell’inguine e della fossa cubitale anteriore (segno di Pistra). Il volto appare rosso e con pallore circumorale. Il rash comincia a regredire dopo 3-4 giorni e dopo una settimana si può notare la desquamazione furfuracea del volto e delle palme delle mani e delle dita. La lingua presenta un rivestimento bianco, dal quale sporgono le papille rosse ed edematose (lingua a fragola). Dopo alcuni giorni il rivestimento desquama e permane la lingua rossa con le papille sporgenti ( lingua a lampone).

La scarlattina va differenziata da morbillo, rosolia, megaloeritema, mononucleosi infettiva, esantema critico, sindrome da shock tossico, reazioni ai farmaci e malattia di Kawasaki.

Le complicanze possono essere legate alla diffusione batterica ( sinusite, otite, mastoidite,adenite,ascessi tonsillari, o broncopolmonite), alla diffusione ematica a distanza (meningite, artrite) ed infine a reazioni di carattere immunitario come la febbre reumatica e la glomerulonefrite acuta.