Casa e famiglia

Migliorare il rapporto tra figli e papà che lavorano troppo

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Padri e figli, figli e padri. Giovani o vecchi che siano è importante stabilire un rapporto solido e duraturo. Spesso, nel nuovo millennio le condizioni economiche e sociali sono cambiate, un cambiamento che ha portato ad equilibrare le figure ed i ruoli all’interno del nucleo familiare.

La figura del padre è fondamentale

Una ricerca ha sottolineato come i figli che crescono senza padre sono più inclini a disturbi di vario tipo ed entità. La figura maschile in una famiglia è fondamentale anche per il figlio che prende l’uomo come modello. E importante capire però come relazionarsi ai figli:

  • Deve ascoltare: il padre non deve essere quello autoritario e anaffettivo degli anni Sessanta. Il papà d oggi deve essere presente e non deve nutrire dubbi: deve dire a tutti, specie ai figli, cosa bisogna fare, quello che è giusto e sbagliato. Deve saper giudicare, essere deciso, affermare il suo lavoro nella famiglia.
  • Essere attento a non eccedere nella posizione di dominio: se lo si fa e lo si fa anche pesare l’uomo, il padre in questione, fallirà nell’obiettivo di costruire una vera relazione con i figli.
  • Deve cercare la collaborazione: un padre che ama sentirsi sempre al centro della scena al punto da creare alleanze con i figli non è sempre un bene per gli stessi. Perché? Se si crea questa sorta di rapporto si “elimina” la figura materna che viene deresponsabilizzata ed il ruolo che l’uomo dovrebbe ricoprire si annulla.  Se già si è incappati nell’errore bisogna rivolgersi al più presto ad un consulente per cercare di far chiarezza su quello che c’è dietro al bisogno del padre così da trovare un giusto equilibrio che possa giovare al figlio.
  • Sii amico di tuo figlio, ma non troppo. Andare a prendere una birra, vedere una partita allo stadio, fare un giro in moto sembra quasi di rivivere scene da telefilm, ma esser così porterebbe all’errore. Si porterebbe il padre ed il figlio sullo stesso piano stabilendo così un rapporto alla pari che, potrebbe rappresentate anche per il figlio una posizione o situazione spiacevole. Se già sei in questa situazione, riavvolgi il nastro e riparti. Sii più equilibrato. Ricordati che sei chiamato a crescere un figlio, non un amico.

Se un padre lavora troppo?

Spesso i soldi non bastano per portare avanti una famiglia ed è per questo necessario che il padre, il capofamiglia in questione, si sacrifichi. Viaggi all’estero, orari disumani, tutto per “non far mancare nulla alla famiglia”. Lavorare troppo però porta delle conseguenze negative: nervosismo, assenza nel nucleo familiare, mancanza affettiva per i figli.  Sono tutte dinamiche studiate da numerosi sociologi, psicologi e consulenti familiari. Un padre lontano, impegnato, limita lo sviluppo di un figlio. Cosa fare?

  • Ritagliati del tempo per lui. Organizza una serata con tuo figlio o tua figlia: cinema, McDonald, pizzeria, shopping. E’ importante dedicare del tempo a loro.
  • Ascoltali nonostante ti scoppi la testa. E’ importante che loro sappiano che tu sei lì, che ci sei, che se hanno problemi o dubbi possono fare affidamento su di te.
  • Migliora il rapporto con loro e i loro amici. Interessati anche della “gente” che frequenta. Se riesci accompagnali tu alle feste. Fai sentire la tua presenza, non essere invasivo, ma sii presente.
  • Digli di no. Dire di no ad un figlio a volte è doloroso, ma col tempo gli farà solo bene.

Il ruolo del figlio

E’ importante che in una situazione delicata come questa non si diano le colpe solo al padre della sua assenza, in fin dei conti se lavora troppo è perché qualcuno gli impone certi orari. Comunque sia, caro figlio, tu devi guardare negli occhi il tuo vecchio e ringraziarlo quotidianamente per ciò che fa e che ha fatto per te.  Alcuni consigli

  • Prenditi cura di lui. Se torna a casa stremato, preparagli un bagno caldo, o anche le sue pantofole. Cucinagli qualcosa di diverso oppure ordina delle pizze ed una buona birra.
  • Regalagli delle emozioni. Portalo a vedere la sua squadra del cuore o al concerto del suo cantante preferito. Scrivigli un messaggio, di tanto in tanto, fa sempre bene all’anima una parola dolce e diversa.
  • Interessati al suo lavoro, senza eccedere. Chiedigli com’è andata, se ci sono problemi, dagli dei consigli, esponi le tue idee: sarà fiero di te,
  • Sorprendilo. Tuo padre fa dei sacrifici anche perché vorrebbe regalare a te un futuro migliore e diverso, cosa aspetti? Informalo di tutti i tuoi voti positivi, invitalo ai saggi, ai concerti, anche alle riunioni con amici e se non può venire perché lavora troppo scrivigli un resoconto per mail o per messaggio: sarà fiero di te.

Un padre è e sarà sempre il fulcro centrale della tua vita. I suoi insegnamenti, le sue frasi, riecheggeranno sempre nella tua testa, quando anche tu avrai dei figli spesso capirai il perché dei suoi comportamenti. Amalo, stagli vicino, comprendilo, cerca di condividere con lui più cose possibili. Parla con lui, sempre.

Il dialogo è alla base di ogni rapporto, la cosa più importante che deve fare un genitore con un figlio ed un figlio con un genitore è parlare ed ascoltare.  Spesso ci dimentichiamo di quanto sia bello chiacchierare con il proprio vecchio, anche un telefonata di tanto in tanto può far bene. E’ indispensabile che la comunicazione esista in tutta la famiglia. Un padre deve dare al proprio figlio messaggi chiari, coerenti e non contraddittori, deve saper ascoltare con attenzione e interesse ciò che il figlio ha da dire e di contro, ovviamente, anche il figlio deve dare messaggi chiari al padre, coerenti e non contraddittori sforzandosi di accettare anche i “bruschi no” che andrà a ricevere.

Tu, caro vecchio, quando parlerai con tuo figlio ricordati tutti i no che hai ricevuto da tuo padre, ricordati tutti i pensieri fatti e cerca di essere con tuo figlio meno duro. Sii più te stesso, ma non troppo, cerca di mantenere l’equilibrio che in un rapporto come quello tra padri e figli è fondamentale.

Ogni tanto prenditi anche del tempo per te e dii al tuo capo di darti un giorno libero. Come vai a giustificarlo? Devo stare con mio figlio. Non esiste motivazione più bella di questa.

Riguardo l'autore

Gina D'antonio

Mi chiamo Gina D'Antonio e studio Scienze della Formazione Primaria presso l'università Suor Orsola Benincasa. La scelta di questo indirizzo deriva principalmente da una forte passione per i bambini e per le loro fasi evolutive, ma dipende soprattutto dalla ferma convinzione che determinate pratiche educative debbano essere riviste e corrette in vista di un cambiamento inevitabile della società. Da qui anche l'interesse nel fornire ai genitori, utenti del progetto "mammastobene.com", dettagli interessanti circa aspetti, a volte passati sotto silenzio, di prassi educative innovative e all'avanguardia.