Pediatria

Cosa è l’otite e come intervenire opportunamente

otite nei bambini

Per otite si intendono, in genere nella popolazione non formata dal punto di vista medico, tutti i processi dolori a carico dell’orecchio. Nonostante questo inquadramento possa trovare una certa veridicità è opportuno distinguere quali processi siano realmente inquadrabili nel cotesto dei differenti tipi di otite e quando questi siano patologici e meritevoli di approfondimento diagnostico. Nei bambini, le otiti, sono un fenomeno piuttosto frequente, spesso derivanti da cattive abitudini igieniche o comportamentali, ad esempio il ristagno dell’acqua nel canale auricolare. Sono proprio i bambini quelli che si lamentano più frequentemente di questo fastidio. Vediamo come affrontare queste circostanze.

Cenni di anatomia e fisiologia dell’orecchio

Orecchio esterno

Il padiglione auricolare ed il condotto uditivo esterno sono strutture cartilaginee ricoperte da cute. Il condotto uditivo esterno ha un decorso tortuoso a forma di S e termina a fondo cieco sulla membrana del timpano, costituita da due strati epiteliali (superficie esterna rivestita di epitelio squamoso, superficie interna da epitelio prismatico), intercalati da uno strato di tessuto fibroso denso. Alla periferia lo strato fibroso forma un anello ispessito, attaccato ad un solco dell’osso temporale. L’anello è incompleto nella parte superiore e costituisce delle pieghe che accolgono il processo corto del martello, il primo della catena di ossicini che collegano la membrana del timpano alla finestra ovale dell’orecchio interno e cioè all’organo dell’udito. La funzione dell’orecchio esterno è quella di convogliare ed amplificare i suoni.

Orecchio medio

L’orecchio medio è una cavità dell’osso temporale rivestita di mucosa. È limitato posteriormente dal processo mastoideo (struttura già presente alla nascita, definita da celle aeree ricavate nell’osso e rivestite da uno strato sottile di mucosa), lateralmente dalla membrana del timpano e anteriormente dalla tromba di Eustachio. Questa lo connette al rinofaringe, definendo un passaggio aereo che ha la funzione di equilibrare la pressione sui due lati della membrana del timpano. La membrana del timpano è collegata alla finestra ovale, che si apre sulla parete mediale della cavità del timpano, da una catena di ossicini tra loro concatenati: il martello, l’incudine e la staffa. L’integrità e la libertà di movimento degli ossicini (soprattutto della staffa nella finestra ovale) è determinante per la trasmissione del suono attraverso lo spazio dell’orecchio medio. La funzione dell’orecchio medio è quindi di consentire e facilitare la trasduzione delle vibrazioni sonore ai meccanocettori dell’orecchio interno.

Orecchio interno

Nella porzione petrosa dell’osso temporale è racchiuso il labirinto osseo, una serie di complesse cavità che contengono il labirinto membranoso, altra serie di cavità sacculari membranose comunicanti e di dotti. Il labirinto osseo contiene perilinfa che confluisce senza soluzione di continuo nel liquido cefalorachidiano degli spazi subaracnoidei. Il labirinto membranoso, invece, contiene l’endolinfa, che circola in un sistema chiuso.

Questo sistema di labirinti concentrici definisce due differenti strutture: il vestibolo, che contiene l’organo dell’equilibrio e la coclea, che contiene l’organo dell’udito . Il vestibolo nella sua porzione membranosa definisce strutture differenti (otricolo,sacculo e canali semicircolari), che contengono il neuroepitelio specializzato che è l’organo dell’equilibrio.

La coclea si avvolge per due giri e mezzo su sé stessa come una conchiglia. In essa il labirinto osseo limita due differenti spazi in cui circola perilinfa, mentre quello membranoso un solo spazio contenente endolinfa che si chiama dotto cocleare. Sulla membrana basale del dotto cocleare poggia il vero e proprio organo dell’udito e cioè l’organo del Corti. L’organo del Corti segue la struttura a spirale della coclea con tre file di cellule ciliate interne. Le vibrazioni sonore provocano il movimento delle stereocilia di questi meccanocettori, che si traduce in impulsi elettrochimici decodificabili come suoni dalla corteccia temporale. Più precisamente, lo spostamento delle estremità delle stereocilia consente al potassio di entrare nella cellula , determinandone la depolarizzazione. Il flusso di potassio apre i canali del calcio – posti alla base della cellula- e consente il rilascio del neurotrasmettitore (probabilmente glutammato). L’attivazione della via sensoriale uditiva continua attraverso i nuclei cocleari dorsali e ventrali, il corpo trapezoidale, il complesso olivare superiore, il lemnisco laterale, il collicolo inferiore, la porzione mediale del corpo genicolato ed infine la corteccia uditiva. La percezione uditiva normale dipende dall’integrità anatomica e funzionale di tutte queste strutture.

Otite esterna

L’otite esterna, chiamata anche otite del nuotatore, è un’infiammazione acuta o cronica a carico del canale auricolare esterno. Precisamente, l’otite esterna coinvolge soprattutto l’epitelio di rivestimento del condotto uditivo esterno; nonostante quanto detto, l’infezione può estendersi anche più in profondità.

Gli agenti patogeni coinvolti nell’eziopatogenesi dell’otite esterna sono principalmente batteri e virus (in particolare i virus erpetici); talvolta, anche alcuni miceti possono essere coinvolti.

L’otite esterna acuta, tipica dei bambini, è spesso conseguenza di eczemi od otiti medie purulente, responsabili della progressiva macerazione della cute di rivestimento del canale uditivo esterno; può essere favorita da alcuni fattori predisponenti, come freddo, umidità, secchezza del canale auricolare o accumulo di cerume (tappo).
L’otite esterna cronica è tipica dei soggetti defedati, immunocompromessi, diabetici o affetti da gravi deficienze vitaminiche.

Questo tipo di infezione tende ad esordire con una sensazione fastidiosa di prurito, che presto si trasforma in dolore più o meno intenso localizzato nelle strutture uditive esterne. Il dolore auricolare si accentua durante la masticazione o semplicemente toccando l’orecchio; può essere accompagnata da eritema, iperemia (aumento del sangue nell’orecchio esterno), edema, alterazione della capacità uditiva oppure otorrea (secrezione purulenta/sierosa dal canale uditivo).

Il sospetto diagnostico può essere accertato con un esame di otoscopia, utile per rilevare la presenza di edema ed iperemia. La terapia più indicata dipende dalla causa scatenante: sussidi terapeutici (per alleviare il dolore), antibiotici (in caso d’infezione batterica) ed antivirali (se la causa dell’otite esterna dipende da insulti virali).

Otite media

È un’infiammazione dell’orecchio medio, che solitamente deriva da infezioni virali o batteriche del nasofaringe, che si diffondono attraverso le trombe di Eustachio. L’ostruzione delle trombe di Eustachio può anche avvenire per improvvisi cambiamenti della pressione atmosferica (volo aereo, immersioni subacquee), senza infezione. In seguito all’ostruzione  (da causa infettiva e non), l’aria nell’orecchio medio viene assorbita attraverso la mucosa e la pressione negativa causa trasudazione sierosa e talvolta sanguinamento, determinando un’otite media sierosa acuta. È necessario diagnosticare questi episodi di otite, perché, se ripetuti, possono determinare perdita di udito in età pediatrica, per la presenza di liquido residuo (di solito sterile) nell’orecchio medio. L’otoscopia rivela una membrana del timpano protrusa, opaca e con iperemia di alcuni vasi.

L’otite media è accompagnata da dolore ed infiammazione auricolare, associati ai sintomi caratteristici della malattia scatenante: mal di gola, febbre/febbricola, congestione nasale (naso chiuso), tosse.

Quando attraverso le trombe di Eustachio l’orecchio medio subisce l’invasione di batteri piogeni (Streptococcus pneumoniae o Haemophilus Influentiae) l’otite media acuta diviene suppurativa. L’essudato purulento si accumula nell’orecchio medio (con concomitante otalgia e febbre) e, dopo la perforazione del timpano, viene liberato nel condotto uditivo esterno. Nella maggior parte  dei casi il processo si autolimita e tende a guarire con terapia antibiotica. I lattanti con otite media manifestano una sintomatologia atipica con febbre bassa, diarrea, irritabilità, rifiuto di alimentarsi (suzione dolorosa) e scarso accrescimento. La diagnosi di otite media suppurativa è otoscopica e si caratterizza per la protrusione del timpano con perdita delle impronte per l’accumulo di pus. Attraverso la membrana del timpano perforata possono fuoriuscire polipi (formati da tessuto di granulazione) o colesteatomi.

Le infezioni, mal curate o recidivanti, possono produrre un’infiammazione cronica della mucosa e possibile distruzione del periostio che ricopre gli ossicini. La perdita indolore del liquido (otorrea) e vari gradi di ipoacusia si associano ad otite media cronica, in cui la perforazione del timpano è un reperto obbligatorio. La cronicizzazione è più frequente in soggetti che nella prima infanzia hanno contratto otiti recidivanti, con arresto conseguente del normale sviluppo delle celle del processo mastoideo. L’otite media suppurativa cronica può complicarsi con distruzione del nervo facciale, labirintiti suppurative o con mastoiditi.

Esistono vari test diagnostici, tra cui:

  • visita con l’otoscopio (indagine diagnostica per eccellenza);
  • timpanometria: valuta il movimento del timpano e la pressione all’interno dell’orecchio medio;
  • timpanogramma: valuta la presenza di liquido/muco nell’orecchio medio e la funzionalità della tuba di Eustachio;
  • esame audiometrico;
  • TC.

La terapia dipende dalla causa scatenante: gli antibiotici sono indicati in caso di accertata infezione batterica, mentre gli antivirali – quando necessari – sono indicati per la cura delle infezioni da virus. Per il controllo del dolore, il paziente affetto da otite media può assumere sussidi terapeutici analgesici ed antinfiammatori, utili per velocizzare i tempi di guarigione: paracetamolo, ibuprofene ed idrocortisone (applicazione topica, direttamente nel canale auricolare) sono i più utilizzati.

Mastoidite

In epoca preantibiotica il processo infiammatorio dall’orecchio medio si estendeva quasi sempre alle cellule del processo mastoideo, le cui sottili pareti ossee venivano distrutte dall’accumulo di pus. Le complicanze di una mastoidite acuta e cronica sono particolarmente gravi e temibili. Per l’erosione della corticale del processo mastoideo si può verificare un ascesso profondo sottoperiosteo o cervicale; per l’estensione della flogosi attraverso il piano interno dell’osso mastoideo, ascesso epidurale, subdurale o cerebrale; per l’estensione alle meningi, meningite; per l’estensione, attraverso la dura, alla fossa cranica posteriore, tromboflebite del seno sigmoideo. La terapia medica è antibiotica ed antinfiammatoria.

Otite interna (o labirintite)

L’otite interna è meglio conosciuta come labirintite, dato che l’infiammazione coinvolge soprattutto il labirinto (piccola porzione auricolare interna, costituita da organi addetti al mantenimento dell’equilibrio e all’ascolto di musica e parole). Le cause sono principalmente legate ad agenti infettivi.

Le infezioni da Citomegalovirus e da virus della Rosolia causano sordità neurosensoriale congenita, spesso bilaterale, secondaria a labirintite virale contratta per trasmissione materno-fetale. Tra le labirintiti post-natali, quella da virus della parotite è la causa più frequente di sordità neurosensoriale, generalmente monolaterale. Altri virus che possono causare labirintite con perdita quasi completa delle cellule ciliate interne ed esterne dell’organo del Corti sono: virus influenzali e parainfluenzali, virus di Epstein-Barr, herpesvirus ed adenovirus.

Tra le labirintiti tossiche ricordiamo quella da talidomide, chinino e clorochina, che causano sordità congenita per la particolare suscettibilità del labirinto dell’embrione; quella da cisplatino, che più spesso causa sordità temporanea; quella da aminoglicosidi, la cui suscettibilità è trasmessa per via materna attraverso una mutazione del DNA mitocondriale, che può causare un danno irreversibile alle cellule sensoriali vestibolari e cocleari in età pediatrica.

L’otite interna esordisce generalmente con vertigini, sempre violente ed acute. Il quadro clinico è completato da ansia, confusione, difficoltà a mantenere l’equilibrio, fischi alle orecchie (acufene), giramenti di testa, nausea, nistagmo, mal di stomaco, pallore e perdita dell’udito.
L’otite interna può dunque causare disagi considerevoli, tanto da sfociare talvolta in depressione ed attacchi di panico. Un sospetto di otite interna può essere confermato da più test diagnostici, quali:

  • test della risposta uditiva del tronco-encefalico;
  • elettronistagmografia (registrazione elettronica dei movimento dei globi oculari);
  • test di coltura batterica;
  • TAC;
  • MRI (anche RMN, tomografia a risonanza magnetica nucleare).

La cura per l’otite interna dipende dalla causa che vi si pone alle origini e dalla gravità dei sintomi. I farmaci antivirali e gli antibiotici sono utilizzati in terapia quando l’otite interna dipende, rispettivamente, da infezioni virali e batteriche.
I farmaci antiemetici sono indicati per allontanare la sensazione di nausea indotta dalle vertigini, mentre gli anticolinergici sono utilizzati per rilassare il paziente. Anche le benzodiazepine ed i farmaci inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina sono indicati per allontanare ansia e depressione. Per ridurre l’infiammazione a livello auricolare, sono consigliati farmaci corticosteroidi. Quando i farmaci non sono sufficienti per curare completamente il disturbo, l’otite interna va trattata con un intervento chirurgico, volto a correggere eventuali danni all’orecchio.

Riguardo l'autore

Federica Ciardi

Mi chiamo Federica Ciardi sono laureata in Infermieristica Pediatrica presso l’Università di Napoli Luigi Vanvitelli e lavoro presso la Cambridge University NHS Foundation Trust.

Ho scelto di specializzarmi in ambito pediatrico non solo per amore dei bambini ma perché credo fortemente che una corretta cura e prevenzione in tenera età possano garantire un futuro migliore.

Sono fondatrice del progetto "mammastobene.com" in cui mi impegno attivamente per aiutare i genitori nella comprensione e nella gestione dei problemi legati allo stato di salute dei propri figli, con lo scopo di ridurre ansie ormai sempre più usuali, sfatare miti e ridurre i tempi di intervento.