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Si può allattare durante una nuova gravidanza?

Stai allattando il tuo bambino e scopri di essere incinta, che cosa puoi fare?

Può capitare che una donna appena diventata mamma possa scoprire una nuova gravidanza: certo non deve allarmarsi, piuttosto deve affrontare la situazione con serenità per la vita che verrà, per il bambino che è già con lei e, soprattutto, per se stessa. Allattare in gravidanza, in assenza di patologie e malesseri, è fattibile, ma non bisogna avere complessi e sentirsi sicure del proprio ruolo di madre.

Si può allattare in gravidanza

La prima cosa da fare è chiedere a te stessa: ti senti di farlo?

Una mamma sa se può o meno nutrire il proprio bimbo al seno senza correre rischi per il nuovo bebè in arrivo. Ciò che deve fare è proseguire per la sua strada, non farsi condizionare da pareri altrui non richiesti, consultare sempre il proprio medico per valutare cambiamenti fisici e affidarsi, qualora servisse, a una consulente dell’allattamento per capire se continuare ad allattare o meno in tutta tranquillità.

a donna che allatta al seno può continuare a farlo senza problemi in assenza di fattori che possono rappresentare un possibile rischio, come la malnutrizione materna. Detto ciò ricordiamo che l’allattamento esclusivo al seno è consigliato almeno fino al sesto mese di vita del lattante. Da questo momento in poi si potranno introdurre, a poco a poco, i cibi solidi, quindi avviare lo svezzamento. È opportuno ricordare che ogni neonato è diverso, ha i propri tempi e anche i propri gusti. All’inizio potrà rifiutare la pappa in favore del seno, che oltre a essere la sua fonte di nutrimento, rappresenta anche una coccola, un momento importante di condivisione con la sua mamma. Oppure potrebbe preferire alimenti diversi, abbandonando velocemente quasi o del tutto il latte umano.

Ogni caso è a sé. Lo ricordiamo perché, nella migliore delle ipotesi, in caso di nuova gravidanza, la donna partorirà il neonato quando il più grande avrà come minimo quasi 8 mesi, in caso di parto pre-termine. Dunque il bambino sarà, in teoria, già pronto ai cibi solidi e probabilmente non sarà allattato più esclusivamente al seno. Nella maggior parte dei casi, i bimbi più grandi capiscono che arriva un altro membro in famiglia e abbandonano spontaneamente il seno, ma non è sempre così.

Che cosa significa allattare in tandem

Per allattamento in tandem si intende che la mamma allatta contemporaneamente un bimbo appena nato e uno più grande. Un vero e proprio momento di condivisione a tre che, può risultare stancante ma non preoccupante per la salute di nessuno.

Ogni donna gravida deve essere prudente nel corso della gestazione e ciò vale anche quando si è già mamma. Non esistono, in casi normali, dati effettivi che mettano in correlazione aborto e allattamento al seno. Quando sorgono dei problemi è una tendenza umana cercare un motivo. Troppo spesso però quando le cose vanno male l’allattamento viene usato come capro espiatorio.

In sostanza, è piuttosto chiaro che allattare durante la gravidanza un bimbo piccolo o già pronto/avviato allo svezzamento non fa male. Non esistono rischi e nemmeno controindicazioni. Ecco gli 8 motivi per cui allattare in gravidanza è possibile.

  1. Il feto crescerà bene e normalmente;
  2. Anche il bambino allattato crescerà regolarmente senza problemi e mancanze;
  3. L’allattamento in tandem, o co-allattamento, permetterà alla mamma che lo desidera di poter nutrire entrambi i bimbi, senza dover effettuare alcuna rinuncia;
  4. Non è documentato alcun rischio di aborto in letteratura;
  5. Non è documentato che l’allattamento al seno conduca a un parto pre-termine, in quanto possa favorire le contrazioni uterine;
  6. Non c’è alcun rischio di malnutrizione materna, nel caso in cui la donna gravida è in salute e ben nutrita. Può infatti condurre una gravidanza nonostante l’allattamento senza controindicazioni;
  7. Non c’è nessun rischio di ritardo di crescita intrauterino (IUGR), partendo dalla stessa base precedente;
  8. Nonostante i cambiamenti della composizione del latte materno, che non riguardano però le proprietà nutritive, in genere un bimbo al sesto mese viene avviato allo svezzamento, quindi sarà alimentato al seno in maniera parziale, non esclusiva.

L’allattamento non sottrae nutrienti alla futura mamma. È vero che durante la gravidanza aumenta il fabbisogno di certi nutrienti, ma se la futura mamma si alimenta in modo corretto ed equilibrato, senza diete di esclusione, il suo organismo può tranquillamente far fronte ad entrambi gli ‘impegni’.

Allattare in dolce attesa

Se la mamma è di nuovo incinta, il bambino sarà già grandicello ed avrà senz’altro iniziato lo svezzamento, pertanto il latte materno costituisce una parte minoritaria di un’alimentazione più varia e completa, dalla quale viene il maggior apporto nutritivo.

Le preoccupazioni sono principalmente legate alla gravidanza. Allattare in gravidanza potrebbe indure un travaglio pre-termine? Non c’è alcuno studio che dimostri l’incompatibilità tra allattamento e gravidanza, come non esiste alcuno studio che dimostri una correlazione tra allattamento in gravidanza e travaglio. Spesso si pensa che l’allattamento in gravidanza potrebbe indurre un travaglio pre termine.

Queste affermazioni hanno un fondamento ma non sono provate scientificamente. Questo pensiero è dato dal fatto che con la suzione il corpo della mamma produce ossitocina che viene rilasciata nel flusso sanguigno. Grazie a questo ormone, i tessuti del seno iniziano a contrarsi e a far uscire il latte attraverso il riflesso di emissione. Lo stesso ormone ordina ai tessuti dell’utero di contrarsi. Si tratta generalmente di contrazioni molto lievi che non sono percepite dalla mamma. Se la mamma è al termine della gravidanza, la stimolazione del capezzolo può essere un buon metodo per preparare la cervice o per accelerare il travaglio se questo è in corso.

Ecco perché molto spesso si pensa che con la suzione si possa indurre un travaglio pre termine. Quello che non tutti sanno però è che quando si è in gravidanza, la stimolazione del capezzolo fa rilasciare meno ossitocina rispetto a quanto avverrebbe in una donna non incinta.

Continuare al allattare potrebbe nuocere alla mamma?

La mamma avrà le risorse necessarie per riuscire a nutrire il bimbo che porta in grembo? Oppure il suo corpo risulterà affaticato dalla gravidanza e dall’allattamento in contemporanea? La risposta è semplice. Il corpo umano ha le risorse necessarie per riuscire a gestire con successo entrambe le situazioni.

Allattamento e gravidanza sono due stati naturali che il corpo di una mamma riesce a sostenere brillantemente anche quando essi avvengono in contemporanea. La cosa importante è sempre condurre una vita regolare, mangiare bene, riposarsi e osservare quelle piccole regole quotidiane che possono facilitare la vita della mamma in gravidanza, a prescindere dall’allattamento. E’ del tutto normale che la donna in gravidanza sia stanca.

Specie quando si tratta di una mamma alla seconda gravidanza che deve accudire un altro piccolo. Anzi, la mamma può utilizzare l’allattamento come momento di relax per far sdraiare il bambino più grande accanto a sé e riposarsi poppando.

Il peso del bambino

Le ricerche condotte sull’allattamento in gravidanza nelle zone del mondo in cui le mamme sono mal nutrite e non fanno uso di integratori alimentari, mostrano che l’aumento di peso della madre, del neonato e del fratello più grandi, possono essere minori rispetto a quelle mamme che svezzano i loro bimbi prima di una nuova gravidanza (almeno 6 mesi prima). Questo però accade in paesi in cui per le mamme avere un normale pasto quotidiano può essere un’impresa.

Nei paesi occidentali e comunque in quelli in cui la malnutrizione non è all’ordine del giorno, non sono state rilevate significative differenze di peso tra i neonati partoriti da una mamma che ha allattato un altro bambino rispetto a quelle che avevano svezzato prima.