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Figli adolescenti, come comportarsi, consigli per i genitori

Il comportamento dei figli adolescenti è un mistero per tutte le mamme e tutti i papà. Ecco perchè ti proponiamo questa guida con tante utili informazioni per te e il compagno.

In adolescenza ragazzi e ragazze crescono rapidamente, i loro atteggiamenti si modificano, assumono dei rischi per mettersi alla prova, mettere alla prova le loro competenze e abilità, scoprire chi sono. Spesso i genitori hanno la sensazione di trovarsi di fronte a degli sconosciuti, in cui non riconoscono più i loro bambini, hanno bisogno di conoscere i propri figli, le loro abitudini, le amicizie e le compagnie che frequentano, ed è ancora più importante accertarsi che non si trovino su una “cattiva strada” e non assumano comportamenti a rischio.

Sostenere o monitorare: due facce della stessa medaglia?

È difficile per i genitori monitorare i comportamenti degli adolescenti, concedere autonomia e libertà, far sentire sostegno e comprensione e, allo stesso tempo, controllare, dare regole e paletti, supervisionare ciò che fanno. Il rischio, in alcuni momenti, può essere quello di trasformare il dialogo in una sorta di interrogatorio: “dove vai?”, “chi ci sarà?”, “cosa hai fatto a scuola?”, “cosa stai facendo col cellulare?”, “chi ti ha scritto?”, “hai fumato?”, “i tuoi amici fumano?”. Di fronte a un atteggiamento che vivono come invadente o caratterizzato solo da regole e divieti, però, i ragazzi rischiano di chiudersi e non parlare con i genitori.

Tante sono le paure e le preoccupazioni dei genitori legate all’assunzione di comportamenti a rischio: fumo, alcol, guida in condizioni di pericolo, abuso della tecnologia ed è sicuramente fondamentale mantenere sempre un monitoraggio sui loro comportamenti per educarli e aiutarli a crescere in modo autonomo e responsabile.

In adolescenza, la criticità è propria quella di mantenere sempre aperta la comunicazione in modo che, anche quando è necessario supervisionare e dare regole, i ragazzi possano sentirsi compresi e continuino a parlare con i genitori, esprimendo anche dubbi o perplessità, rendendoli partecipi della loro vita e delle loro attività, nonostante il desiderio di indipendenza e autonomia.
Sostenere e monitorare i figli può fare la differenza? Sicuramente si! Gli adolescenti i cui genitori utilizzano un monitoraggio efficace, infatti, hanno minori probabilità di prendere decisioni e assumere comportamenti che li espongono a rischi eccessivi e che li potrebbero mettere in pericolo. Il monitoraggio genitoriale funziona meglio quando i genitori hanno una relazione positiva, aperta e sincera con i ragazzi. Gli adolescenti, sentendosi tranquilli e compresi, saranno più disposti a parlare con i genitori e fidarsi di loro, accettano più facilmente i consigli che essi potranno offrire e si mostreranno anche più aperti e disponibili al dialogo e all’ascolto.

Parole chiave per il comportamento figli adolescenti

– CHIAREZZA. È fondamentale mantenere sempre aperto il dialogo e parlare con i ragazzi, dando sempre regole chiare e condivise, spiegando e riflettendo insieme sulle conseguenze delle proprie azioni e dell’eventuale violazione delle regole.
– COMUNICAZIONE. Chiedete sempre ai ragazzi, anche quando non condividete un loro comportamento, come si sentono e cosa pensano, interessatevi anche al loro modo di vedere le cose e potrete così aiutarli a riflettere su quanto succede nella loro vita.
– CONOSCENZA. Chiedete informazioni e interessatevi ai loro interessi, le loro amicizie e le loro passioni, non per fare degli interrogatori estenuanti su ciò che fanno, dove e con chi vanno, ma per comprendere davvero cosa piace loro e cosa li fa stare bene, e aiutarli a riflettere sui rischi di alcuni comportamenti inadeguati o sui pericoli che possono incontrare nella vita reale e online.
– OSSERVAZIONE. Fate attenzione ai loro stati d’animo e al loro umore, non fate solo e sempre domande sulla scuola e sui voti o su ciò che fanno, ma osservateli nei loro comportamenti anche a casa, monitorate come spendono i soldi e la loro paghetta, seguite in modo discreto ma costante come trascorrono il loro tempo online e parlate con loro dell’importanza di usare Internet e gli strumenti tecnologici in modo sicuro.

Monitorare un figlio non significa invadere i suoi spazi e impedirgli di esprimersi nella sua autonomia per contenere le proprie paure. E’ normale che un genitore abbia ansie e preoccupazioni, che vorrebbe tenere il figlio lontano dai pericoli e da tutto ciò che potenzialmente può arrecargli un problema, ma così si rischia di non responsabilizzarli mai, di fargli sperimentare la loro auto efficacia e il loro crescere. Hanno bisogno delle piccole e grandi prove della vita per confrontarsi con se stessi e con gli altri e per crescere diventando sempre più autonomi, giorno dopo giorno.

Non è facile essere adolescenti

La fase dell’adolescenza inizia a 12 anni di età e finisce a 24 anni. È un periodo lungo che mette a dura prova ragazzi e genitori che spesso si sentono impotenti davanti ai comportamenti dei loro figli.

L’ingresso nell’adolescenza del figlio, spesso, provoca un certo disagio nei genitori: il bambino dolce e timido di ieri si sta trasformando (improvvisamente, secondo la mamma!) in un ragazzino diverso, a volte scontroso e incomprensibile. Questa fase della crescita porta (inevitabilmente) con sé conflitti, relazioni faticose e discussioni per la conquista di ‘nuovi diritti’ e di una maggiore autonomia.

Come può un genitore affrontare al meglio questo periodo della crescita dei figli?

Una ricetta magica e assoluta, probabilmente, non c’è… Ma è utile riflettere su alcuni principi generali – validi per ogni aspetto della vita di un adolescente – che possono aiutare un genitore a orientarsi nella sua pratica quotidiana.

Non negoziare con tuo figlio o tua figlia

Ogni adolescente dovrebbe negoziare (e quindi, confrontarsi, e discutere) con l’adulto le sue conquiste. Se il genitore cede a ogni tipo di richiesta e dà tutto subito a 15 anni, senza mettere dei paletti, non ci sarà più modo di farlo successivamente.

Se, per esempio, tua figlia (o figlio) che è sempre venuta con te e tuo marito in vacanza, chiede a 14 anni di andare da sola con il fidanzato, occorre fare attenzione. Il motivo è semplice: un nostro primo sì totale sulla questione vacanze a questa età, getterà le basi per cui a 16 anni non avrà più nulla da negoziare.

In questo caso, mamma e papà possono andare incontro alla figlia, proponendo soluzioni alternative e un po’ ‘creative’ che mettono, comunque, un chiaro paletto alla richiesta originale. Come?

Un’idea, per esempio, è quella di invitare una settimana il ragazzo in vacanza insieme alla famiglia lasciando poi ai ‘fidanzatini’ una certa libertà di manovra (tipo uscire la sera da soli per fare una passeggiata, mangiare una pizza o ballare con altri amici).

Anche far andare la figlia qualche giorno con il ragazzo e i suoi genitori potrebbe essere un buon compromesso. E ancora, una alternativa possibile è permettere alla figlia di partecipare a una gita scolastica (dove, ovviamente, i genitori non ci sono ma i prof sì!) con il ragazzo in questione.

In sostanza, nella fase tra 12-15 anni, è molto importante che ci sia lo ‘spazio’ per parlare, discutere, negoziare, appunto, ogni richiesta con il genitore.

In questa fascia d’età, il ragazzo vuole tutto subito, spesso in base al fatto che ‘gli altri ce l’hanno e tutti lo fanno’ . Premesso che non è affatto così, questo modo esclude la contrattazione con l’adulto. Quando l’adolescente ottiene qualcosa solo per imitare gli amici o in base alle sollecitazioni del consumo, il genitore ha perso completamente il suo ruolo. Il progetto educativo è diventato un progetto di consumo.