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I cartoni animati più belli su Disney + per tutta la famiglia

Quali sono i cartoni animati più belli su Disney + per tutta la famiglia?

Disney+ rappresenta un’ottima occasione non solo per riscoprire i classici più amati, ma anche per tuffarsi nell’offerta di intrattenimento educativo per bambini. Le serie firmate Disney hanno da sempre accompagnato i più piccoli nella loro crescita, trasmettendo messaggi positivi ed incentivando l’apprendimento attraverso un’offerta divertente e colorata che piace anche ai genitori.

Il catalogo Disney+ si rivela una fucina di contenuti adatti a trascorrere momenti di spensieratezza con i più piccoli. Forte di un’offerta consolidata e di una ricchezza di messaggi positivi, l’intrattenimento educativo targato Disney saprà senza dubbio soddisfare grandi e piccini, stimolando i più piccoli verso una maggiore consapevolezza di sé e del mondo che li circonda, attraverso attività di calcolo, problem solving, team working e consolidamento dell’individualità.

La Casa di Topolino

Uno dei cavalli di battaglia della produzione originale Disney per i più piccoli. La serie riunisce Topolino, Minnie, Paperino, Margherita, Pippo e Pluto per una mezz’ora di musica, divertimento e apprendimento. E tutti i più piccoli sono invitati a partecipare alle avventure di apprendimento, musica e divertimento.

La Casa di Topolino è una serie perfetta per i bambini in età prescolare che punta tutto sull’acquisire capacità di problem solving, ricorrendo a conteggi basilari attraverso l’identificazione di oggetti. Il risultato riesce a divertire i più piccoli, coinvolgendoli nel processo di apprendimento grazie alla simpatia di Topolino, che si interfaccia direttamente con i più piccoli incoraggiandoli e congratulandosi per l’ottimo lavoro svolto.

Dottoressa Peluche

Dottie è una bambina speciale; quando rimane sola con i suoi giocattoli, questi prendono vita e lei diventa Dottoressa Peluche, al servizio dei propri giocattoli malati. Tra un cambio batterie, una ricucita e una riparazione, la giornata di Dottie è sempre piena di amici, tutti giocattoli, come l’infermiera Hallie, Draghetto, Bianchina e Nevino, un pupazzo di neve ipocondriaco.

La serie invita i bambini al gioco fantasioso, incoraggiando l’indipendenza e l’intraprendenza, trasmettendo valori come il rispetto degli altri e l’assenza di pregiudizi, e condendo il tutto con buoni consigli per l’igiene personale di base. Dottoressa Peluche è un ottimo esempio per i bambini piccoli, che possono così assistere all’utilizzo del pensiero critico per analizzare le varie situazioni e visitare i pazienti giocattolo, stimolando in questo modo anche l’immaginazione e una maggior fiducia nella figura del medico. Importante anche il ruolo dei genitori e in particolare quello della madre, un vero medico che fornisce consigli pratici e utili per rimanere in salute.

Henry Mostriciattoli

La serie ruota attorno alla vita quotidiana di Henry Mostriciattoli, un mostro giallo che vive con la sua famiglia. Henry ha un migliore amico di nome Denzel con cui trascorre il tempo. Le esperienze di vita quotidiana di Henry con la sua famiglia e i suoi amici portano spesso a problemi, quindi Henry dovrà trovare un modo per risolverli, imparando una lezione preziosa ogni giorno.

Henry Mostriciattoli non rinuncia mai all’avventura ed è sempre pronto ad imparare qualcosa di nuovo. Tratta dall’omonimo libro di Niamh Sharkey, la serie affronta tematiche come il problem solving e l’importanza di un solido rapporto con la famiglia, oltre che con gli amici, presentando modelli positivi e situazioni propedeutiche all’apprendimento.

Jake e i Pirati dell’Isola Che Non C’è

Unitevi alla ciurma di pirati dei giovanissimi Jake, Izzy, Cubby e Skully il pappagallo alla ricerca di preziosissimi dobloni d’oro e tesori nascosti. Ma attenti, Capitan Uncino e il fedele Spugna sono sempre in agguato, pronti a guastargli la festa.

Jake e i Pirati dell’Isola Che Non C’è mescola messaggi sociali positivi, come andare d’accordo con gli altri, al problem solving. I temi principali sono il rispetto, la gentilezza e l’importanza del lavoro di squadra per raggiungere un obiettivo. I bambini sono poi invitati a far parte della ciurma, partecipando alla conta dei dobloni d’oro ogni volta che un lavoro verrà portato a termine, sprigionando la soddisfazione per aver contribuito alla missione.

Sofia la Principessa

Quando la madre di Sofia, una bambina di 8 anni, sposa re Roland II il sogno della figlia di diventare una principessa si avvera e inizia a vivere avventure all’interno del palazzo reale. Ad aiutarla saranno nientemeno che le principesse Disney evocate da un magico ciondolo posseduto dalla bambina. Inoltre Sofia viene istruita preso la Reale Accademia dalle tre fate de La Bella Addormentata nel Bosco. Ma la vita di una principessa non è tutta rose e fiori e Sofia dovrà presto fare i conti anche con questo.

Sofia la Principessa insegna ai piccoli le gioie che comporta il superare nuove sfide, restando fedeli a se stessi, ma senza dimenticare il valore dell’amicizia, e portando la propria individualità come valore aggiunto, con perseveranza, compassione, lealtà ed onestà. La presenza di altre principesse Disney e dei relativi valori rappresenta una gradita aggiunta, costruendo così un ponte verso la visione delle altre opere in catalogo.

Muppet Babies

In Muppet Babies siamo in compagnia delle versioni fanciullesche di Kermit, Piggy, Animal e di tantissimi altri Muppets, tutti riuniti in una stanza giochi dalla quale viaggiano con l’immaginazione verso avventure eccitanti, utilizzando giochi e costumi per attraversare lo spazio ed il tempo, grazie alla creatività illimitata dei più piccoli.

Reboot del classico di Jim Henson, Muppet Babies pone i più piccoli di fronte a piccoli problemi, che devono affrontare ricorrendo al pensiero creativo, al lavoro di squadra e, in ultima istanza, all’amicizia. Un vero inno all’immaginazione, per viaggiare nel tempo e nello spazio ricorrendo solamente alla propria curiosità e ad un paio di giocatoli. Muppet Babies rappresenta anche un biglietto d’ingresso per il mondo Muppets, con i suoi personaggi indimenticabili e iconici, tra canzoni originali e momenti di svago ed apprendimento che danno nuovo slancio all’universo creato da Jim Henson.

Callie Sceriffa del West

Angolino Simpatico è una graziosa città di frontiera e Callie, una gattina dal cuore grande, ne è lo sceriffo. Insieme al destriero Scintilla e con il suo lazo magico, Callie aiuta tutti, grandi e piccini. Il vice sceriffo Peck e l’amico Toby la affiancano nelle divertenti avventure nel Selvaggio West.

Callie Sceriffa del West insegna ai bambini in età prescolare ad essere buoni amici e onesti cittadini attraverso le sue avventure ambientate del vecchio West. I personaggi sono messi di fronte alla scelta tra fare la cosa giusta o quella più facile, che porta sempre con sé conseguenze negative, trasmettendo ai più piccoli una serie di abilità sociali che possono applicare alla loro esperienza del mondo reale.

Steamboat Willie e Topolino negli anni

Qui siamo davvero agli esordi. L’iconico e sublime Steamboat Willie è erroneamente considerato il primo film della serie di cortometraggi di Micky Mouse, quando si tratta in realtà del terzo – prima di lui L’aereo impazzito e Topolino gaucho. Il fatto è che fu il primo ad essere distribuito e a vantare un’intera (celebre e bellissima) colonna sonora con montaggio audio, effetti e dialoghi, motivo che lo rese immediatamente il più amato del trittico animato iniziale della società. A dirigere lo stesso Walt Disney, così come per molti altri successivi cortometraggi di Topolino che trovate comodamente in un’intera sezione dedicata. Da vedere uno dopo l’altro.

Fantasia

Il terzo, indimenticabile e sontuoso classico Disney, prodotto e supervisionato dallo stesso Walt Disney. Concettuale, culturalmente imponente e ricco di spunti artistici e culturali da far impallidire il migliore degli animatori intellettuali. Fantasia è un caso in nomen omen, che trova cioè la sua forma e la sua dimensione già nel titolo, essendo un insieme di episodi dove immaginari animati danzano con eleganza e fluidità insieme alle musiche di grandi compositori come Cajkovskij o Bach, dirette da Leopold Stokovski. Doveva fungere da cornice al ritorno in auge di Topolino e fu inizialmente un insuccesso. Oggi è uno dei più grandi film d’animazione di tutti i tempi.

Zio Paperone alla ricerca della lampada perduta

Se ricordate e amate ancora oggi come allora le avventure di Duck Tales, non potete non conoscere Zio Paperone alla ricerca della lampada perduta, che è appunto il lungometraggio dedicato alla serie animata. Vede il multimiliardario di Paperopoli e i suoi nipotini alle prese con un dolce e simpatico genio e uno stregone davvero perfido, Merlock, capace di tramutarsi in tutti gli animali che vuole grazie a un magico amuleto. Non solo ha una storia ben scritta e realizzata, ma la caratterizzazione psicologica del genio e del nemico apre a delle riflessioni interessanti sul potere, che chi ha non vorrebbe e chi non ha vuole a tutti i costi. Inutile dire che l’animazione classica è una chicca della produzione. Potete guardarlo anche senza aver mai visto la serie originale (che vi invitiamo caldamente a recuperare).

Il Re Leone

Il Sole che sorge sulla Savana, accompagnando il risveglio del regno animale sulle note delle musiche di Hans Zimmer. La forza dell’Amleto di Shakespeare che si incarna nei lineamenti dei leoni e degli abitanti della calda Africa, mentre tutta intorno l’umanità è completamente lasciata fuori dal racconto. Il Re Leone è ancora oggi una gioia immensa per gli occhi, che già solo nell’introduzione restano abbagliati dalla capacità narrativa delle immagini. E poi le emozioni, l’amicizia, il coming of age di Simba, la relazione paterna, Scar, l’eredità, l’accettazione. Il film di Roger Allers e Rob Minkoff parla di vita come pochi altri classici hanno saputo fare, in modo organico, ciclico e completo. Straordinario. Disponibile anche in live-action (ma guardatevi/riguardatevi prima l’originale).

Toy Story Saga

Toy Story di John Lasseter rappresenta l’esordio al cinema dello studio poi acquistato dalla Disney nel 2006. Nel film si dà vita a qualcosa di inanimato, dando espressione emotiva e umanizzata ai giocattoli, oggetti che inconsapevolmente formano e modellano la personalità di ognuno di noi proprio come amici o genitori. È l’educazione che riceviamo e l’ambiente che ci circonda a dirci chi siamo e chi potremmo diventare. Ed è anche il modo in cui trattiamo i nostri giocattoli a parlare per noi. E se lo meritiamo, loro ci sono sempre, pronti a farsi strada nel nostro cuore, anche se non realmente presenti. Molti sono Andy. Altri, purtroppo, Sid. Nel corso della saga, comunque, Toy Story ha saputo affrontare molte tematiche differenti, accompagnando i bambini del 1996 lungo tutta lo loro crescita, distruggendoli in senso positivo con Toy Story 3 (forse il più maturo in termini drammatici) e dando il colpo di grazia e un sentito addio con il quarto. Sono tutti su Disney+.

I Corti Pixar

La Pixar iniziò il suo percorso nel mondo dell’animazione proprio con degli splendidi cortometraggi. Da Toy Story ha poi cominciato a inserirne uno “d’accompagno” a ogni film da loro prodotto, lanciando in sostanza un’usanza molto amata dagli appassionati. Da La Partita di Geri a Presto, passando per One Man Band, Lava e fino ad arrivare a Parzialmente nuvoloso, La Luna, Lifted, Lous e Bao, ogni piccolo progetto della Casa di Luxo Jr. è un mondo che prende vita e insegna sempre (sempre!) qualcosa di talmente bello e prezioso da renderlo indimenticabile. Alcuni sono minori e con una forza meno diretta ma non c’è un solo corto Pixar che possa dirsi inefficace per la storia, il messaggio e la morale che trasmette.

Wall-E

Poche parole e tante emozioni: Wall-E è uno dei titoli più coraggiosi e riusciti della Pixar, che rende il più freddo, “quadrato” e ultimo dei robot il primo degli esseri emotivamente più virtuosi, caldi e tondi dell’intero universo. In Wall-E si parte dalla spazzatura e si arriva alle stelle – letteralmente -, solo per scoprire che nella vastità e sicurezza dello spazio raccontato nel film si sopravvive senza realmente dare voce al proprio Io, assuefatti al quotidiano e ai vizi di un’esistenza inutile. E allora si torna alla spazzatura, ai rottami che ormai dominano un mondo abbandonato e distrutto dall’uomo, dove almeno la vita tenta in qualche modo di rinascere. Lo diceva anche De André e la Pixar lo ripete con più forza, in un titolo dalla bellezza struggente e superlativa che parla anche d’amore in modo semplice e senza troppe dichiarazioni. Basta un ombrello, una panchina e un musical.

Up

Uno dei film più belli dello Studio di Luxo Jr. Up miscela come pochi altri avventura, divertimento e profondità narrativa in una storia trans-generazionale dove salta il tassello intermedio, mettendo al centro del racconto e del rapporto un anziano apparentemente misantropo e scorbutico e un bambino fin troppo invadente ed entusiasta. A parte l’intero comparto animato e l’evoluzione della storia, che tocca corde che neanche noi sapevamo di avere, la cosa forse più importante e meravigliosa di Up è la sua capacità di abbattere il muro dell’apparenza e passare oltre, alla vera anima delle persone e ai racconti che ne hanno formato e intaccato il carattere. Ed è così che l’anziano solo e misantropo era prima un marito amorevole e un venditore di colorati palloncini allo zoo, mentre il bambino fin troppo entusiasta soffre di una mancanza affettiva segnante. In un’ora e mezza di estrapolazione sentimentale, Pete Docter unisce gli opposti e trova il loro minimo comun denominatore: il bisogno di avere qualcuno di importante nella propria vita, sia una moglie, un padre o – come nel caso di Edward e Jordan – semplicemente un amico.

Inside Out

Si continua con la Pixar e con Pete Docter per soffermarci su Inside Out, un altro titolo estremamente concettuale dello studio considerato da molti il loro miglior film. Sicuramente è il più originale e forse il meno adatto a un pubblico di giovanissimi, soprattutto perché manca di un vero costrutto narrativo, di una linea evolutiva della storia. Inside Out racconta le emozioni in prima persona, dalla gioia alla tristezza, dalla rabbia alla paura, rendendole veramente protagoniste della trama. E in buona sostanza si sofferma sul cambiamento, solo approfondendolo a livello mentale, cioè mostrando cosa succede nel cervello di una bambina quando comincia ad affrontare problematiche più grandi di lei. Gioia e tristezza iniziano a intersecarsi, la rabbia prova a prendere il sopravvento e la paura è dietro l’angolo. Non c’è salvezza perché non c’è pericolo: è il normale ciclo della vita. L’importante è ricordare chi si è stati, chi si ha accanto e dove si sta andando. Perché alla fine sono proprio le emozioni a presentarci agli altri, proteggerci e aiutarci nel nostro difficile cammino. Da rivedere con una piccola sfida: provare a non piangere nell’ormai celebre scena di Bing Bong.

Coco

Altro grande film dello studio, questa volta diretto da Lee Unkrich. A parte l’elemento prettamente culturale e particolare raccontato nel titolo, che è quello del Dias de los muertos tipicamente messicano, che va poi a comporre in background un immaginario coloratissimo e accattivante, Coco è insieme a Gli Incredibili il lungometraggio Pixar che più di tutti si sofferma con insistenza sul valore della famiglia, dandogli ancora più peso. Anche in questo caso si tratta di un racconto transgenerazionale dove però non si salta alcun tassello, e dalla bisnonna si passa alla nonna e poi alla madre e infine al nipote, dando una chiara, lucida e impressionante lettura della portata dei legami affettivi e del ricordo, che può salvare le persone anche oltre la morte. In fondo il leit motiv del film è proprio “remember me“, e quando Coco canta la canzone insieme alla bisnonna raggiunge il massimo dell’impatto emotivo possibile.