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I genitori e la responsabilità dell’educazione

Quando parliamo di educazione, l’immagine che, di primo acchito, viene in mente, è quella dell’ambito familiare e, nello specifico, dell’educazione data dai genitori ai propri figli.

Di qui la generalizzazione di ricondurre qualsiasi comportamento dei bambini e dei ragazzi – e molto spesso focalizzando l’attenzione soprattutto sugli aspetti negativi – ai genitori, i quali vengono infatti molto spesso “incolpati” di una cattiva educazione impartita ai propri figli e quindi considerati causa principale del loro comportamento.

La responsabilità dell’educazione, per un genitore, è sicuramente un aspetto molto importante e non è luogo comune dire quanto il “mestiere” di genitore sia difficile, probabilmente il più complesso che un essere umano possa affrontare. Un mestiere, quello di genitore, che trova impreparati pressoché tutti, che implica una gran quantità di cambiamenti nella propria vita, e che, sia vi si arrivi in giovane età, sia in età più adulta, va affrontato adattandolo in modo diverso giorno per giorno nel rispetto dell’individualità di ogni figlio e che, in generale, non si “sa fare” finché non ci si trova direttamente sul campo.

Un tema, quello dell’arduo compito di genitori, che pone di fronte a molti interrogativi fin prima della nascita del proprio bambino, e che porta a chiedersi se si è davvero pronti ad assumere questo ruolo così meraviglioso quanto difficile.

Ma chi insegna ai genitori il proprio mestiere? Può un genitore essere educato nel suo ruolo?

Oggi la nuova era digitale ci ha portato ad avere la possibilità di raggiungere una quantità incredibile di informazioni, a poter fruire di risorse fino a pochi decenni fa inimmaginabile e, sotto diversi punti di vista, anche ciò che riguarda l’essere genitore ha subito cambiamenti, sia per il diverso modo di gestire la propria quotidianità, sia per quanto riguarda la possibilità di avere nuovi strumenti per muoversi nel proprio ruolo genitoriale.

In rete, moltissime oggi le risorse che possono venire in aiuto di genitori, neogenitori e pregenitori rispetto molti aspetti dalla loro vita quotidiana. Un modo estremamente diverso da quello con cui un genitore poteva, appena pochi anni fa, trovare sostegno per risolvere, o almeno avere pareri e informarsi, riguardo l’educazione dei propri figli.

Se infatti la nuova tecnologia e la possibilità di accedervi ormai così facilmente ha radicalmente cambiato le nostre abitudini e molti di noi genitori si sono trovati – non senza difficoltà – esattamente nel momento di passaggio da un’era in cui la tecnologia sembrava ancora lontana a una in cui invece essa ha assunto un ruolo determinante in gran parte delle nostre azioni, è anche vero che proprio questa possibilità di raggiungere tutti e tutto ha dato modo alle famiglie di poter essere più informate e di poter in un certo senso essere aiutate, appoggiate nel loro complesso compito educativo.

L’esempio che vogliamo riportare è quello di siti come Occhi di bimbo, che può rappresentare un valido luogo d’approdo e di incontro per genitori e famiglie che desiderano affrontare l’educazione nell’infanzia sotto aspetti diversi, guardando questo delicato e importante argomento – così come lascia infatti intuire il nome del sito, occhidibimbo.com – attraverso gli occhi del bambino e con lo sguardo quindi aperto ai suoi bisogni e al modo più efficace per essere accompagnato dagli adulti nella propria crescita.

Quando si vuol affrontare un discorso educativo nell’ambito della famiglia, gli argomenti sono molteplici, ma, di base, il problema che emerge e che spesso più interessa – e anche affligge – i genitori e soprattutto i neogenitori è come essi possano essere educati nel loro ruolo ed accompagnati ad affrontare sia le grandi sia le piccole, eppur importanti, scelte educative nei confronti dei propri bambini e ragazzi.

Uno dei metodi che, nel corso del tempo, ha sicuramente svolto un ruolo determinante nel modo di educare gli adulti nel loro ruolo genitoriale, è quello che nasce dagli studi di psicologia svolti nella seconda metà del Novecento, conosciuto come Parent Effectiveness Training (P.E.T.). Si tratta di un metodo di formazione per genitori messo a punto a partire dagli anni Settanta dallo psicologo americano Thomas Gordon, stretto collaboratore di Carl Rogers, uno dei personaggi più importanti per quanto riguarda i suoi studi sul counselling e la terapia non direttiva, che hanno determinato profondi cambiamenti sul tipo di approccio alla persona.

Il contributo di Thomas Gordon è stato quello di applicare i principi base dell’approccio rogersiano partendo dall’importante concetto dell’ascolto attivo e di un tipo di aiuto alla persona che “sfrutta” le risorse che l’individuo ha già a sua disposizione. È partendo da questi principi che Gordon ha saputo approntare un vero e proprio metodo per affrontare la genitorialità in modo efficace, ovvero quello ormai conosciuto in tutto il mondo come metodo dei Genitori Efficaci.

Di base, essere genitore efficace significa poter educare figli responsabili. Un obiettivo che, secondo gli studi di Gordon, presuppone innanzitutto un’educazione all’essere genitore, e quindi il saper conoscere e accettare se stessi, essere autentici, saper accettare l’altro incondizionatamente, sapersi assumere le proprie responsabilità, imparare ad ascoltare l’altro nel modo più profondo. Un metodo che accompagna i genitori a imparare a riconoscere, delineare e quindi affrontare i problemi quotidiani e tutti quei conflitti che il proprio ruolo genitoriale inevitabilmente implica nell’ambito della famiglia.

Partire da sé stessi quindi, con la volontà e la consapevolezza che soltanto imparando ad essere genitore può portare a poter educare i propri figli, non solo imparando a leggere i bisogni del bambino, ma anche sapendo riconoscere i propri e saper rispondere all’educazione dei propri figli nel modo più efficace possibile.

Un metodo che, negli anni, ha aiutato moltissimi genitori grazie a formatori autorizzati a svolgere corsi di Genitori Efficaci in tutto il mondo, e che ha contribuito anche in ambito scolastico ad affrontare tematiche relative all’istruzione di bambini e adolescenti con approcci diversi, sviluppando strategie utili per diventare Insegnanti Efficaci e poter quindi affrontare in modo efficace l’apprendimento e l’istruzione scolastica.

Essere informati, poter affrontare argomenti pedagogici ed educativi, conoscere, avere spunti, aprire il proprio sguardo riconducendolo a quello con cui può guardare il mondo un bambino: tutte possibilità che, grazie anche all’approfondimento di spazi web come quello offerto da Occhi di Bimbo, danno modo a un genitore di avvicinarsi in maniera più efficace, autentica e propositiva al mondo genitoriale e dell’educazione familiare, e che rappresentano un modo di poter ricevere quell’aiuto spesso necessario quando ci si trova a svolgere il mestiere del genitore.

Gina D'antonio

Mi chiamo Gina D'Antonio e studio Scienze della Formazione Primaria presso l'università Suor Orsola Benincasa. La scelta di questo indirizzo deriva principalmente da una forte passione per i bambini e per le loro fasi evolutive, ma dipende soprattutto dalla ferma convinzione che determinate pratiche educative debbano essere riviste e corrette in vista di un cambiamento inevitabile della società. Da qui anche l'interesse nel fornire ai genitori, utenti del progetto "mammastobene.com", dettagli interessanti circa aspetti, a volte passati sotto silenzio, di prassi educative innovative e all'avanguardia.