Mamma Sto Bene!
mal di pancia

Mal di pancia nei bambini, cosa può essere

Il mal di pancia nei bambini non è una cosa facile da capire: quante volte tuo figlio ti ha detto “mamma ho mal di pancia”?

A volte capire la causa del mal di pancia di un bambino è facile: troppo ‘cibo spazzatura’ ingurgitato nei due giorni precedenti, oppure un po’ di mal di scuola o semplicemente voglia di essere lasciati in pace a casa davanti alla Tv, anziché dover andare all’odiosissimo corso di qualcosa. Spesso però i genitori non riescono a individuarne il motivo e giustamente vanno in ansia.

Il mal di pancia nei bambini

E’ tra i disturbi più segnalati dai bambini: si tratta del mal di pancia. Il bambino, rispetto ai lattanti, può aiutare di più a descrivere, localizzare la zona del dolore. Il medico sarà così in grado di formulare un’ipotesi diagnostica e richiedere esami specifici.

I segnali allarmanti del mal di pancia: dolore in un punto ben preciso; dolore acuto e continuo che causa il risveglio notturno; febbre; diarrea; vomito accompagnato da dolore o infiammazione rettale o intorno all’ano e sangue nelle feci. Il mal di pancia in età pediatrica, tuttavia, può anche essere causato da un dolore psichico che si è trasformato in fisico. Ad esempio per via di un disagio emotivo che il bambino non sa esprimere a parole.

Sotto l’aspetto psicologico possono osservarsi nei bambini con il Dar (dolore addominale ricorrente) la presenza di stati emotivi quali rabbia, gelosia, oppure ansia di separazione. Il mal di pancia costituisce per lo più un disturbo aspecifico che si risolve spontaneamente nel giro di ore o di pochi giorni. Molte possono essere le cause poiché, all’interno dell’addome, sono presenti numerosi organi che possono causare dolore. Per questo motivo, non deve essere mai trascurata alcuna ipotesi.

Quando bisogna preoccuparsi per un mal di pancia nei bambini

La prima importante distinzione la dobbiamo fare di fronte a un dolore a insorgenza acuta piuttosto che a una storia di dolore addominale ricorrente o cronico. Nel secondo caso il pediatra, con un’accurata visita e in relazione all’anamnesi, alla dieta praticata, all’accrescimento o alla concomitante presenza di segni o sintomi quali febbre, vomito o diarrea, potrà formulare un’ipotesi diagnostica e, se lo riterrà opportuno, potrà avvalersi di esami mirati per escludere patologie quali la celiachia, le allergie alimentari, le parassitosi e altre ancora.

Solo dopo aver escluso le cause organiche il medico potrà ipotizzare che il mal di pancia sia conseguente a una somatizzazione, frequente causa nei bambini in età scolare, in relazione a svariati motivi: ansia da prestazione scolastica o sportiva, nascita di un fratellino, conflittualità nell’ambito familiare o scolastico.

Nel caso di insorgenza acuta della sintomatologia è molto importante considerare l’età del bambino. Nei lattanti e nei bambini più piccoli il sospetto di mal di pancia deve essere sempre preso in grande considerazione per l’incapacità del bambino a esprimersi e per le non infrequenti patologie chirurgiche.

Dai tre anni in poi il bambino potrà essere di maggior aiuto nella descrizione e nella localizzazione del dolore, aiutando così il medico nella formulazione di un’ipotesi diagnostica e nella richiesta di esami specifici.
In presenza di dolore addominale significativo, è possibile utilizzare un antidolorifico, come il paracetamolo, senza la preoccupazione che il farmaco possa mascherare o ritardare la diagnosi.

Il mal di pancia nei bambini è grave

Quando il mal di pancia insorge all’improvviso, è avvertito soprattutto nei quadranti di destra in basso nell’addome, tende ad aumentare con il passare delle ore, si accompagna a vomito sempre più intenso e febbre, occorre andare subito al Pronto soccorso. Potrebbe trattarsi di un’appendicite, causata nella maggior parte dei casi da un’ostruzione interna dell’appendice da parte di materiale ingerito o da tessuto linfatico “esuberante” in risposta a un’infezione, per esempio una gastroenterite.

L’appendicite è rara nei bambini sotto i tre anni, ma nei pochi casi in cui si verifica ha in genere un’evoluzione molto rapida verso la peritonite. Quest’ultima è una complicanza grave che avviene quando l’appendice infiammata si rompe e il materiale in essa contenuto si riversa nell’addome provocando, appunto, l’infiammazione del peritoneo, la membrana che riveste la superficie interna della cavità addominale. L’appendicite si presenta con più facilità nei bambini tra i 3 e gli 8 anni (in questi casi la progressione verso la peritonite è in genere più lenta) e dopo gli 8 anni, spesso in seguito a un’infezione da ossiuri, piccoli vermi che si annidano nell’appendice.

Quando si sospetta un’appendicite sarebbe utile che al Pronto soccorso fosse un chirurgo pediatrico a visitare il bambino e a seguirlo nell’iter diagnostico e terapeutico, cosa che purtroppo spesso non accade, aumentando i rischi di complicanze per il piccolo paziente.

A volte il mal di pancia non ha nulla a che fare con emergenze chirurgiche, infezioni o altre cause mediche, ma è espressione di un disagio psicologico, associato a tensioni per la nascita di un fratellino, difficoltà a relazionarsi con i compagni, ansia da prestazione o altro.

Questa ipotesi va presa in considerazione solo dopo aver escluso tutte le possibili cause organiche. Di solito il bambino simula il mal di pancia perché vuole evitare di andare a scuola o di fare attività che non gradisce, altre volte invece stress e ansia vengono “scaricati” sulla pancia, complice una maggiore sensibilità dolorifica a livello degli organi addominali. Se il mal di pancia risulta psicologico occorre sostenere il bambino, non spianandogli la strada, ma aiutandolo a gestire le proprie emozioni, a superare le frustrazioni, facendogli capire che ha tutto quel che gli serve per sbrigarsela da solo.

Se il mal di pancia risulta psicologico “occorre riflettere sul comportamento di noi genitori, che spesso, nel desiderio di spianare la strada ai nostri bambini e non causare loro frustrazioni, tendiamo a facilitare la loro vita e risolvere i problemi al posto loro” . Certo, quando ha mal di pancia è giusto rispondere al suo bisogno, ad esempio portandolo a casa da scuola o dal parco, ma in altri momenti della giornata bisogna stimolarlo serenamente ad affrontare il suo problema e a individuare da solo strategie di comportamento per risolverlo, ponendogli domande e spronandolo a trovare risposte.

La cura del mal di pancia

Il primo consiglio è di non cedere subito alla tentazione di somministrare ai bambini farmaci antidolorifici o di altra natura, ma di valutare con attenzione quale possa essere la causa del mal di pancia. Alle volte i più piccoli tendono a ricondurre al mal di pancia ogni tipo di disturbo, anche quando in realtà è tutt’altra la patologia legata al malessere.

Il problema può inoltre essere riconducibile a stress e disagio emotivo, per cui come prima soluzione da provare è opportuno distrarre il bambino con un gioco, un libro o una storia. Qualora si tratti di un malessere d’origine psicologica contribuirà ad alleviare i sintomi e a rasserenare il proprio piccolo.

Camomilla e borsa dell’acqua calda sono altri rimedi sempre consigliati, utili sia per il rilassamento dei muscoli addominali e per il benessere dello stomaco. In più serviranno anche come ottime soluzioni placebo contro il mal di pancia a carattere psicosomatico. Differente il comportamento da seguire in caso di manifestazioni come diarrea, vomito o stipsi.

Sotto accusa in questi casi potrebbero essere da una parte alcuni virus intestinali, un’opzione da escludere dietro consulto del proprio medico pediatra, come d’altronde anche un’alimentazione scorretta o l’eccesso di cibo spazzatura. Prevenire questo tipo di disturbi è possibile, qualora non di natura virale, con una corretta dieta ricca di frutta, verdura e con il consumo abituale di yogurt arricchito con fermenti lattici vivi.

 

Letto dalle mamme