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Morbillo nei bambini: informazioni e consigli per le mamme

Il morbillo nei bambini è una malattia infettiva esantematica altamente contagiosa che viene contratta dai bambini fino a quattro anni di età e che proprio per questa ragione viene definita “infantile” come  altre malattie virali come la varicella, la rosolia, la pertosse e la parotite. Una cosa che non tutti sanno è che il morbillo è un’infezione che si manifesta solo nei bambini che vivono nei Paesi a clima temperato e colpisce solitamente verso la fine dell’inverno e a primavera.

Che cosa è il morbillo nei bambini

Il morbillo è una malattia che vede la sua diffusione in tutto il mondo. È una delle malattie virali più noti che si presenta con febbri eruttive, c’è comunque da dire che negli ultimi anni il morbillo è diventato molto meno grazie all’obbligo della vaccinazione. In Italia nel 2019 sono stati identificati circa 1.400 casi di morbillo, 22% del totale europeo.

Il morbillo provoca un’eruzione cutanea, molto fastidiosa ma si tratta comunque di una patologia che si risolve da sola. Non si registrano frequenti casi di complicazioni, soprattutto nei bambini e nei rari casi in cui si verificano arrivano ad includere diarrea, otite, polmonite ed anche encefalite. I bambini che contraggono il morbillo devono essere messi in isolamento durante il periodo di contagio.

Il morbillo può essere preso solo una volta nella vita e questo significa che una volta che tuo figlio ha contratto il morbillo, questo gli fornisce un’immunizzazione praticamente definitiva e non si ammalerà di morbillo per tutta la sua vita.

Il bambino che ha infatti superato il morbillo ne resta immune e il suo sistema immunitario avrà una sorta di memoria interna delle caratteristiche del virus così nel caso dovesse nuovamente incontrarlo sarà perfettamente in grado di produrre in fretta anticorpi per neutralizzarlo e impedirgli di nuocere al piccolo.

Come anche il tuo pediatra saprà dirti, in Italia il morbillo deve essere obbligatoriamente notificato alle autorità sanitarie perchè a seguito dell’epidemia che ha afflitto il Paese nel 2002 e 2003 è stato avviato il sistema di sorveglianza nazionale speciale del morbillo. Il protocollo speciale richiede che il medico abbia l’obbligo di segnalare ogni caso sospetto all’Asl più vicina, che effettuerà le indagini di laboratorio appropriate al fine di comunicarne gli esiti al Ministero della salute e quindi anche al Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute.

Il contagio del morbillo nei bambini

Il morbillo è una malattia che si contagia tramite contatto diretto, ossia per via aerea. Infatti il virus trasportato da goccioline di saliva con colpi di tosse e starnuti di altri bambini e bambine infette, o anche per contatto indiretto (seppur raramente) attraverso le goccioline che contengono il virus che possono depositarsi sugli oggetti e renderli così uno strumento di contagio.

I bambini che hanno il morbillo sono contagiosi da 1-3 giorni prima dell’inizio dei sintomi e restano contagiosi fino a 7 giorni dopo la comparsa dell’esantema tipico del morbillo.

Dopo 10-12 giorni dal contagio, il cosiddetto periodo di incubazione, iniziano i primi sintomi del morbillo nei bambini:

  • sintomi da raffreddore come ad esempio naso che cola, occhi che lacrimano, palpebre gonfie, starnuti
  • occhi arrossati e sensibilità alla luce
  • febbre alta fino a 40°C
  • stanchezza
  • irritabilità
  • dolori muscolari e articolari
  • tosse secca

Dopo due o tre giorni la comparsa dei sintomi, nella bocca possono aggiungersi delle piccole macchie dal colore grigiastro, le macchie di Köplik. Questo è un importante monito di allarme, infatti riconoscere in tempo queste macchie prima che si raggiunga l’infettività più alta è un ottimo modo per ridurre la diffusione della malattia.

Il passo successivo è la comparsa del classico esantema del morbillo, una eruzione cutanea di color rosso che inizia sul retro delle orecchie nella zona intorno all’attaccatura dei capelli e che arriva quindi a diffondersi in tutta la testa e nel collo fino a coprire persino il resto del corpo. Uno dei fastidi principali è che il morbillo causa spesso prurito. Questo esantema del morbillo dura circa sette giorni. Quando termina si assiste ad una desquamazione con effetto molto simile alla forfora.

Il morbillo nei bambini

Nella sua parte iniziale di contagio il morbillo viene spesso confuso con una semplice influenza dal momento che la febbre si presenta abbastanza alta. Quando compaiono poi le prime bolle la febbre sale ancora di più e quindi si manifestano tutto il resto dei sintomi dal malessere generale all’agitazione e alla fiacchezza costante. I bambini malati di morbillo vogliono stare a letto e perdono anche l’appetito.

Il morbillo è una malattia da virus e quindi proprio come accade per rosolia e altre malattie virali infantili non c’è una vera e propria terapia per abbreviarne la durata e quindi far guarire in fretta il bambino. Solo la vaccinazione è un modo efficace per prevenire il morbillo e non esistono farmaci in grado di fare altrettanto.

Il momento giusto per fare il vaccino è dopo il compimento del primo anno di vita e viene solitamente accoppiato ai vaccini antiparotite, antirosolia e antivaricella. Si avrà poi un richiamo a 6 anni. Il vaccino per il morbillo è un virus vivo “attenuato”, ossia un virus del morbillo con le sue proprietà di antigene che andrà a stimolare il sistema immunitario e quindi a produrre gli anticorpi specifici con la memoria del virus che potranno riprodursi nel caso in cui il bambino vaccinato dovesse incontrare di nuovo il virus del morbillo.

Non ti preoccupare: il virus attenuato del vaccino non può provocare la malattia. Il vaccino ha quindi il grande vantaggio di armare il bambino di anticorpi e farlo diventa immune al morbillo senza ammalarsi proprio come avviene in chi ha già avuto il morbillo ma con la grande differenza di evitare pericolosi rischi di complicazioni.

La vaccinazione antimorbillo è una vaccinazione obbligatoria ed è innocua: in alcuni casi può provocare una leggera febbre a distanza di qualche giorno (o persino qualche macchiolina e altri sintomi simili a quelli della malattia ma molto più lievi sia per quanto riguarda l’intensità, sia per quanto riguarda la durata).

Durante la malattia i pediatri consigliano di stare a riposo, bere molti liquidi, non esporsi dalla luce per evitare di aggravare la fotofobia e far abbassare la febbre con i tradizionali farmaci antifebbrili. Il morbillo deve fare il suo corso e dopo che la malattia avrà finito il suo sfogo, la febbre cala da sola. Il piccolo malato di morbillo inizia quindi una convalescenza di qualche giorno durante i quali tutti i sintomi andranno via da soli.