Mamma Sto Bene!
feto

Nona settimana di gravidanza: che cosa succede

Benvenuta nella nona settimana di gravidanza! Sei entrata nel terzo mese di dolce attesa: nel tuo bambino si stanno formando tutti gli organi. Potresti ancora avvertire qualche sintomo delle settimane precedenti, ma a breve queste sensazioni spariranno del tutto.

Nona settimana di gravidanza: il bambino

Gli occhi sono ancora chiusi: si apriranno intorno alla ventiseiesima settimana, ma il suo cuore presenta già le quattro camere cardiache e iniziano a svilupparsi anche le valvole. Le braccia e le gambe continuano ad allungarsi, il suo peso aumenta, così come crescono il cervello e il midollo spinale. Il tuo bimbo si prepara a diventare il meraviglioso batuffolo che tra qualche mese stringerai tra le braccia.

Alla nona settimana il tuo bambino inizia a sviluppare anche i lobi auricolari e tra un po’ riuscirà a percepire i suoni e le voci che gli fai ascoltare. Quando nascerà, saprà riconoscere il tuo odore al primo contatto con la tua pelle: sarà proprio l’olfatto, uno dei sensi più sviluppati alla nascita, a guidarlo verso il tuo seno.

Lo sapevi che durante la nona settimana la placenta è già sufficientemente sviluppata e partecipa agli scambi nutritivi fra te e il tuo bambino? Attraverso di essa, infatti, il tuo piccolo riceve le sostanze necessarie alla sua crescita e cede al tuo organismo gli scarti da smaltire.

Sulla sua lingua si sono già formate le papille gustative: il senso del gusto non è ancora completamente sviluppato, ma ricordati che la tua alimentazione influisce sulla composizione del liquido amniotico. Quest’ultimo, infatti, è composto da molecole che derivano in gran parte da ciò che mangi. Più sapori gli fai provare nel pancione, più quando lo svezzerai accetterà senza problemi di assaggiare gusti che in parte già conosce.

Nona settimana di gravidanza: il tuo corpo dà segnali

Sei stata colta da un improvviso raffreddore? Stai tranquilla, non è influenza. La congestione nasale è uno dei sintomi di questa fase. Il tuo girovita inizia dolcemente ad arrotondarsi e il seno aumenta di volume: si sta preparando all’allattamento. Tutto il tuo corpo sta subendo un’evoluzione straordinaria! Sentiti libera di cominciare a indossare vestiti più comodi. Non è ancora il momento di acquistare abiti premaman, ma se il tuo jeans preferito inizia a essere troppo stretto, accantonalo nell’armadio per qualche mese e scegli dei morbidi leggings.

Oltre ad accusare ancora qualche momento di stanchezza, in questa fase potresti notare le vene delle mani e dei piedi più in evidenza e soffrire di qualche piccola perdita di sangue dal naso. Non preoccuparti, gli episodi di epistassi sono passeggeri. Prova a utilizzare in casa un vaporizzatore o un umidificatore, ti aiuterà anche ad alleviare i sintomi del naso chiuso. Potresti anche notare un aumento di salivazione: utilizza collutori alla menta, anche più volte al giorno. Se poi inizi a soffrire di reflusso gastrico, ecco un piccolo segreto: utilizza due cuscini per evitare di dormire in posizione prona e vedrai che il fastidio migliorerà.

Un’infezione molto ricorrente in questo periodo è la candida: parlane con il tuo ginecologo per farti consigliare la cura più adatta a te. Nel frattempo puoi iniziare a combattere il fastidio preparando un’infusione di camomilla, timo e finocchio: basta un cucchiaio per ogni erba essiccata. Lasciala riposare per 10 minuti, filtra l’infusione e immergi una pezza di cotone, poi applicala sulla vulva per qualche minuto e ripeti quest’operazione più volte al giorno.

Nei nove mesi in cui porterai in grembo il tuo piccolo, dovresti provare a diminuire drasticamente l’alcol. Un consumo eccessivo di bevande alcoliche può dar luogo alla sindrome feto-alcolica, una patologia che causa gravi danni al nascituro, tra cui ridotto sviluppo intrauterino, ritardo psico-motorio e malformazioni cardiache.

Nulla ti impedisce di continuare a partecipare ad aperitivi e cene con gli amici: qualche sorso di vino ogni tanto non ti farà male e aiuterà anche il tuo umore, ma non esagerare. Scopri il gusto fresco di centrifugati e frullati, al buffet dell’aperitivo preferisci alimenti cotti ed evita stuzzichini ricchi di grassi e poco nutrienti come le patatine.

Il feto sviluppa il senso del gusto

Un feto e un neonato non sfuggono alla regola del filosofo tedesco Ludwig Feuerbach: siamo quello che mangiamo perché il nostro corpo è costituito da molecole di sostanze che derivano dal cibo di cui ci nutriamo ogni giorno. In questo caso le cose sono un po’ più complicate. Il feto e il neonato derivano l’energia e le sostanze di cui sono costituiti da quello che la mamma incinta mangia.

Ma non riceve cibo e non assimila sostanze attraverso la bocca e l’intestino: questa energia e queste sostanze gli arrivano attraverso il sangue della mamma che irrora la placenta; nella placenta si svolge uno scambio e le sostanze nutrienti passano nel sangue del feto che le distribuirà in tutto il suo corpo. Cosa sente quindi il feto nel pancione della mamma?

Nonostante il feto non si nutra attraverso la bocca come facciamo noi, “gusta”, se pure indirettamente, molti sapori.

Quello che la mamma incinta mangia, o meglio il sapore di quello che la mamma incinta mangia, si riversa nel liquido amniotico in cui il feto è immerso. Sembra che fin dall’ottava settimana di gravidanza il feto sia dotato di papille gustative, e successivamente queste papille cominciano a connettersi al cervello, dando vita così allo sviluppo del senso del gusto. Il feto, durante la gravidanza, beve continuamente il liquido amniotico in cui galleggia e perciò i sapori “sciolti” in questo liquido stimolano le sue papille gustative e poi l’informazione raggiunge il cervello, centralino che raccoglie tutte le nostre sensazioni.

Dalla metà del secondo trimestre di gravidanza si può notare che l’espressione del feto cambia se la sua mamma ingerisce alimenti particolarmente gradevoli al palato, come i dolci. Queste espressioni di soddisfazione indicano che il feto sta gustando il sapore gradevole del liquido amniotico, “addolcito” da quello che la sua mamma ha appena mangiato. Perciò gli studiosi oggi ritengono che già in pancia il feto cominci a conoscere il mondo e i suoi sapori, inizi dunque a sviluppare il senso del gusto.

Una conoscenza che in qualche modo rimarrà impressa nella sua memoria e faciliterà nel neonato, quando sarà arrivato il momento dello svezzamento, l’accettazione dei mille sapori e gusti nuovi che lo aspettano nella vita “da grandi”. La specie umana vive in una grande varietà di ambienti diversi e le popolazioni sparse sulla faccia della terra hanno le più disparare tradizioni culinarie. Perciò le donne incinte mangiano cose diverse a seconda del paese in cui sono nate; così facendo trasmettono ai bambini che crescono nelle loro pance queste tradizioni, queste abitudini alimentari e i loro stessi gusti.

Si può dire perciò che già prima di nascere ci si abitua al “cibo di casa nostra”: un’abitudine che, per quanto si possa viaggiare, ci si porterà sempre dietro. Forse si spiega così il fatto che noi italiani, dovunque andiamo, saremo sempre attratti dal profumo di un buon caffè o dal sapore di un’appetitosa pasta asciutta.