Mamma Sto Bene!
parto in casa

Parto in casa, rischi e pericoli

Oggi parliamo di parto in casa, è un’idea che ti stuzzica da un po’ e vuoi saperne di più?

Il grande dubbio riguarda la sicurezza del parto in casa, molte donne infatti si chiedono se partorire a casa è sicuro oppure no. Chiedersi se il parto in casa sia sicuro o meno è come chiedersi se sia sicuro andare in macchina. Dipende. Se ci si mette al volante senza patente e si viaggia a velocità folle senza rispettare i segnali stradali chiaramente non lo è. Se si prende la patente, si rispetta il codice della strada, non si parla al cellulare e così via, diventa un’attività con un rischio minimo e accettabile. Perché ricordiamoci che il rischio zero non esiste per nessuna attività umana.

Partorire in casa

Dare alla luce il proprio bambino nell’intimità delle mura domestiche è ancora il desiderio di una piccola percentuale di donne che scelgono questa via affidandosi a ostetriche esperte. In ospedale, un tempo, ci si andava solo in situazioni a rischio, poi è diventata la norma. Oggi le condizioni di vita della popolazione sono migliorate, la mortalità legata al parto è calata, ma si è arrivati a un’eccessiva medicalizzazione di un evento che, in assenza di complicazioni, dovrebbe essere considerato fisiologico e naturale. Per questo, in molti paesi europei, negli ultimi decenni, si è tornati a partorire in casa.

Il rapporto CeDAP (Certificato di assistenza al parto a cura del Ministero della Salute pubblicato nel 2018 e riferito all’anno 2015) parla di uno 0,1% di nascite avvenute a domicilio e in strutture di assistenza diverse da istituti di cura pubblici ed equiparati e case di cura private.

Se, in un’ottica di demedicalizzazione, l’idea che le gravidanze fisiologiche debbano essere affidate maggiormente alle ostetriche è ormai condivisa, non tutti concordano sull’opportunità di estendere il parto a domicilio. La Società Italiana di Neonatologia (SIN), da anni, mette in guardia sui possibili rischi di questa pratica e ribadisce che, per i bambini, è l’ospedale il posto più sicuro per nascere.

Si può partorire in casa oggi?

l parto in casa è un tipo di esperienza che pensavamo perduta nel tempo: le nostre nonne e bisnonne partorivano in casa, spesso perché non avevano alcuna scelta, ma la pratica sta tornando, stavolta come scelta consapevole di una nuova generazione di mamme. L’eccessiva medicalizzazione del parto ha infatti portato in alcuni casi a scegliere di avere il proprio bambino nel conforto della propria casa. Spesso il parto in casa si tiene in acqua, perché specificamente il parto in acqua ha molti argomenti a favore. Ma quali sono i vantaggi e i rischi di questa scelta? Cosa serve avere in casa, e quali sono i costi di un parto simile?

Il parto in casa non va sempre come previsto e programmato. In questo video, è infatti improvvisato: alla futura mamma si rompono le acque, e il travaglio è così veloce da non darle il tempo di andare in ospedale. E così il papà deve, con molto coraggio, far nascere la sua bambina in soggiorno, improvvisandosi ostetrico.

Il parto in casa va accuratamente programmato, e bisogna essere certi di diversi aspetti. Prima di tutto, la mamma deve essere considerata a basso rischio durante il parto, cioè si deve prevedere con un certo margine di sicurezza che non avrà problemi durante il travaglio. Ovviamente il parto in casa è possibile solo quando si tratta di un parto naturale, che non prevede interventi chirurgici come l’episiotomia e ovviamente che non prevede un parto cesareo.

Stabilito che il parto potrebbe essere naturale, e non prevedendo complicazioni, il ginecologo può dare il via libera alla mamma che vuole una nascita casalinga. La cosa cruciale è poi trovare una brava ostetrica di fiducia, pronta ad affrontare ogni evenienza. Nella maggior parte dei casi, come dicevamo, si decide di partorire in casa quando si è programmato un parto in acqua. Per avere un parto in casa, poi, non bisogna avere i seguenti problemi: esperienze precedenti di parti gemellari o parti difficili, pressione alta della madre, problemi di salute del bambino, problemi di cuore o diabete di mamma o bambino.

I vantaggi di partorire a casa

Il parto in casa presenta diversi vantaggi. Fatte le doverose rassicurazioni iniziali, è un parto abbastanza sicuro, a patto che ci sia un team di ostetrici preparati. Il parto in casa apporta molti benefici, soprattutto alla rilassatezza e alla tranquillità della mamma, che si sente in un ambiente familiare, dove trova la complicità del partner e le rassicurazioni di specialisti pronti a ogni evenienza.

Tutte le ostetriche infatti, se qualcosa dovesse andare male, hanno gli strumenti di pronto soccorso e per stabilizzare delle situazioni prima di andare eventualmente in ospedale. L’importante è essere chiari e sapere bene che c’è sempre qualche rischio, seppure basso.

C’è da tenere presente i rischi, seppur bassi, a cui vai incontro se decidi di partorire in casa. Prima di tutto, il parto naturale in casa non prevede l’epidurale, che richiederebbe, in quanto anestetico, la presenza di un anestesista e rianimatore. E questo è un grande svantaggio, soprattutto se vuoi lenire il dolore. È per questo motivo che molte partorienti preferiscono partorire in casa in acqua: il liquido allevia i dolori e facilita le diverse fasi del travaglio.

Oltre ai rischi che qualcosa vada storto durante il parto, per la madre o il bambino, bisogna soltanto tenere presenti i rischi di lacerazioni o forti dolori. Un rimedio al dolore, non potendo usare l’epidurale, è l’elettrostimolatore transcutaneo dei nervi (NEST), che viene posizionato nella parte bassa della schiena all’inizio del travaglio. Questo stimola le naturali endorfine del corpo, dando del sollievo. I diversi rimedi contro il dolore sono poi quelli omeopatici, o con l’uso di rimedi naturali come l’arnica.

I costi del parto in casa

Il parto in casa prevede dei costi, come quello in acqua, che il Servizio sanitario nazionale non copre. Sono cioè spese che dovrai affrontare di tasca tua. Prima di tutto, il parto in casa più costoso è quello in acqua, perché bisogna prenotare e noleggiare una piscina specializzata per questo tipo di parto, oltre ovviamente a pagare il team ostetrico. Il costo di noleggio si aggira intorno ai 400 euro.

Se invece non partorisci in acqua, ma comunque vuoi la privacy della tua abitazione, il costo delle ostetriche non è comunque basso: i prezzi variano molto, e vanno da 1.000 a 3.500 euro secondo le città. Bisogna infatti assicurarsi la reperibilità di almeno due ostetriche a partire dalla trentottesima settimana di gravidanza, pagare la prestazione vera e propria durante travaglio e parto e il puerperio, cioè il controllo dell’organismo femminile tra il parto e il ritorno alla normalità. Le strutture ospedaliere che rendono il parto in casa gratuito, non comportando alcun costo per i genitori, sono davvero pochi al momento, e solo in poche città come Torino o Reggio Emilia.

Negli ospedali tutto è abbastanza regolamentato e veloce, mentre a casa, tu e il tuo bambino potrete rilassarvi di più. Non c’è fretta nel tagliare il cordone ombelicale, cosa che è molto benefica per il bambino: un terzo del volume sanguigno del bambino e delle cellule staminali sono trasferite attraverso il cordone e se drenate per bene, aiutano molto il bebè. L’ostetrica ti aiuterà per un paio d’ore fino a quando il cordone non sarà tagliato e si sarà assicurata che tu e il tuo bambino stiate bene. Successivamente, la stessa ostetrica potrebbe seguire il puerperio, ossia il lasso di tempo che serve all’apparato riproduttore femminile per ritornare al normale funzionamento dopo un parto. Di solito il puerperio va dai primi minuti dopo il parto (la fase post-partum) al ritorno del ciclo mestruale, il segnale che tutto è tornato nella norma.