La pediculosi è un fenomeno molto comune tra i bambini che spesso può coincidere con l’inizio della scuola, ambiente in cui il bambino viene a contatto con molte più persone e con altri bambini. Tutti credono che la diffusione dei pidocchi sia legata ad una scarsa igiene, invece non è così; pertanto vediamo quali sono le caratteristiche di questo parassita, come prevenire la sua diffusione e cosa fare se il nostro bambino li contrae.

Cosa sono i pidocchi?

I pidocchi sono dei minuscoli parassiti di aspetto bianco-grigiastro che riescono a sopravvivere quasi esclusivamente sul corpo umano, nutrendosi del sangue. Questi parassiti riescono ad infestare il cuoio capelluto o le aree del corpo particolarmente irsute, perché provvisti di strutture definite uncini, poste sulle zampe, che gli consentono di attaccarsi ai capelli (o peli). La caratteristica di questo parassita è la sua capacità di sopravvivenza legata alla presenza di un apparato buccale mediante il quale il pidocchio riesce a perforare la cute e a nutrirsi di sangue; altra peculiarità è la capacità di produrre le uova che si attaccato al fusto dei capelli. Infine, i pidocchi sono parassiti ospite specifici, ovvero li ritroviamo quasi esclusivamente nell’uomo, per cui gli animali domestici non rappresentano una fonte di trasmissione; inoltre la loro sopravvivenza è legata alla loro permanenza sull’ospite, lontano da quale hanno vita breve.

Esistono 3 specie di pidocchi, quali:

  1. Pediculus capitis (della testa); è il più diffuso e difficilmente distinguibile da quello del corpo che è più raro.
  2. Pediculus humanus (del corpo).
  3. Phthirus pubis (del pube); ha una forma più schiacciata rispetto agli altri, pertanto spesso viene definito “piattola”.

Tutte e tre le specie sono dannose, ma quella che rappresenta un maggiore rischio per l’uomo è sicuramente quella del corpo perché è in grado di veicolare una serie di malattie epidemiche gravi come il tifo esantematico, la febbre ricorrente e la febbre delle trincee, per cui potrebbe rappresentare una grande problema sanitario.

I pidocchi del capo invece, rappresentano un problema a causa della velocità con cui riescono a diffondersi, interessando spesso intere scolaresche; al contempo, però, presentano un vantaggio, ossia quello di non essere in grado di sopravvivere più di 2 o 3 giorni lontano dal corpo umano e di essere abbastanza sensibili ai vari sistemi di disinfestazione, dunque facilmente eliminabili.

I pidocchi si sviluppano attraverso 3 stadi, rappresentati da: uova (lendini); ninfa (pidocchio immaturo); pidocchio adulto (può riprodursi).

Le uova si attaccano alla radice del capello attraverso la loro colla naturale (molto difficile da sciogliere), sono di aspetto opalescente con lunghezza di circa 1 mm e di forma allungata; vengono deposte tra le 24 e 48 ore dopo l’accoppiamento in base alla temperatura dell’ambiente. La ninfa, invece, è la forma immatura del pidocchio e si nutre di sangue (2-5 volte al giorno) e, infine, evolve nella forma adulta (mediante 3 mute) dopo circa 7-13 giorni. Il parassita adulto femmina è più grande del maschio e depone circa 5 uova al giorno, le quali maturano e si schiudono entro una settimana ad una temperatura ci circa 32°C.

Attualmente la frequenza della diffusione di questo parassita è più o meno uguale sia nei Pesi ricchi che in quelli in via di sviluppo, questo perché non c’è una correlazione tra igiene personale, ambientale e l’infestazione dei pidocchi; tant’è vero che la trasmissione avviene mediante contatto diretto con individui già infestati, oppure attraverso il contatto con indumenti ed/o effetti personali (cuscini, cappelli, cappotti, sciarpe, pettini).

Come abbiamo accennato in precedenza, i bambini sono quelli più colpiti, soprattutto in età scolare (3-11 anni) , insieme poi alle loro famiglie e le bambine risultano più colpite dei maschi, dovuto probabilmente alla maggiore lunghezza dei loro capelli.

Come riesco a capire se il bambino ha i pidocchi?

La pediculosi rappresenta una preoccupazione per la mamma, quando per esempio in classe o a scuola del bambino viene notificato qualche episodio dell’infestazione, comincia l’allarmismo e la ricerca di eventuali parassiti sul nostro bambino; per cui vediamo insieme quali sono i sintomi che il bambino infestato presenta.

L’infestazione da pidocchi si presenta con irritazione e prurito intenso nell’area interessata, seguita spesso da dermatiti, impetigine e altre infezioni che possono sorgere a causa della zona ormai esposta. Pertanto il bambino presenta:

  • intenso prurito del cuoio capelluto;
  • piccoli rigonfiamenti rossi su cute (pomfi), collo e spalle che possono avere croste e produrre liquido;
  • presenza di piccoli puntini bianchi (lendini) sul fondo di ogni capello difficili da togliere.

Quindi, la prima cosa che ci deve far sospettare di un’infestazione di pidocchi è il grattamento, il bambino si gratta spesso, forte, si lamenta del prurito.

In base al nostro sospetto, proseguiamo con la verifica della presenza dei pidocchi attraverso l’ispezione del cuoio capelluto che è sufficiente per la conferma diagnostica. L’ispezione del capo deve partire dalla nuca, dove è facilmente riscontrabile la presenza delle lendini, che possiamo anche ritrovare sui capelli che circondano le orecchie. Le uova le ritroviamo attaccate alla radice dei capelli, dove la temperatura è più favorevole per la schiusa.

Poiché le lendini, attaccate ai capelli, seguono la crescita di questi ultimi, se misuriamo la distanza tra il cuoio capelluto e il punto in cui si trovano le lendini, possiamo calcolare approssimativamente da quanto tempo il bambino è infestato (il capello dell’uomo cresce 1 cm al mese). Sebbene non ci sia una conclamata relazione tra lunghezza dei capelli e diffusione del parassita, i capelli corti rendono più efficace e semplice il trattamento rispetto a quelli lunghi.

Anche se il pidocchio del capo è quello più diffuso, vediamo comunque quali sono alcune delle caratteristiche utili nell’individuazione delle altre specie:

  • il pidocchio del corpo; indistinguibile da quello del capo,rinvenibile negli indumenti che sono più a diretto contatto con il corpo, quindi maglie, canottiere, mutande, pantaloni, camicie, giacche ecc.
  • i pidocchi del pube;  si riscontrano tra i peli della zona pubica e perianale e, in caso di forti infestazioni, possiamo trovarli anche in altre sedi del corpo come al livello del torace, cosce, ascelle, viso, mai nei capelli perché i grandi uncini del pidocchio pubico sono adatti per aggrapparsi ai peli più grossi e robusti. La pediculosi pubica si trasmette sempre attraverso contatto diretto, ma intimo per cui è molto più diffusa tra gli adulti, anche se non è raro poterla riscontrare anche nei bambini.

Prevenzione della pediculosi

Per prevenire la diffusione delle pediculosi la prima cosa che viene consigliata è quella di praticare una corretta igiene personale; di conseguenza si invita la mamma, di riflesso il bambino, ad evitare la condivisione di pettini, spazzole, indumenti personali come i cappelli, le sciarpe i cappotti. Questa regola non deve valere solo nel contesto di ambienti esterni, come scuola, palestra ecc, ma anche in quello familiare, poiché la diffusione dell’infestazione è proprio facilitata da contatti molto stretti; pertanto, nel caso in cui all’interno del nucleo familiare un membro abbia contratto i pidocchi, è buona norma rispettare ugualmente queste regole di base. In generale, controllare spesso i bambini, soprattutto se in ambito scolastico è stato notificato qualche episodio di infestazione.

Ovviamente, la trasmissione dei pidocchi può anche avvenire in contesti diversi da quello scolastico, come per esempio nei locali pubblici, sui mezzi di trasporto, attraverso l’utilizzo di oggetti infestati (cuscini, lenzuola, coperte, abiti, spazzole, poltrone ecc.), da qui l’importanza di una corretta igiene personale, domiciliare e ambientale. Il mantenimento di una corretta igiene non prevede, in fase preventiva, dell’utilizzo di prodotti specifici; anche se in commercio sono presenti prodotti definiti utili alla prevenzione della pediculosi, in realtà non sono efficaci perché non sono capaci di impedire al parassita di attaccarsi al capello.

Dunque, per quanto riguarda la prevenzione, è inutile utilizzare questi prodotti, quello che resta di estrema importanza è la corretta igiene personale e l’utilizzo di oggetti personali e non condivisi.

Trattamento del bambino con i pidocchi

Prima di procedere con la descrizione del trattamento diretto del bambino infestato dai pidocchi, vediamo insieme di rispondere ad una domanda abbastanza frequente delle mamme, ovvero: il mio bambino ha i pidocchi, cosa devo fare in casa?

Innanzitutto, bisogna sanificare tutti gli oggetti tessili utilizzati dal bambino, per cui lenzuola, federe, coperte, asciugamani, pupazzi, cappelli, indumenti ecc, devono essere lavati in lavatrice a caldo, con una temperatura di 60°C. La temperatura elevata è importante perché il calore uccide i parassiti e inattiva le uova. Altro metodo è quello di porre questi oggetti all’interno di un sacco di plastica per circa 15 giorni, determinando la morte dei pidocchi per mancanza di nutrimento; tuttavia si consiglia caldamente il lavaggio perché molto più efficace ed igienico.

Pulire e disinfettare tutti gli oggetti per capelli utilizzando sempre acqua calda e sapone, anche se sostituire questi utensili con quelli nuovi sarebbe più indicato. In ultimo, come abbiamo già sottolineato, l’utilizzo di prodotti domestici come insetticidi o spary ambientali non è consigliato perché è decisamente inutile ai fini dell’eliminazione del parassita a livello ambientale, dato che questo sopravvive solo se a contatto con l’ospite, e tra l’altro sono altamente tossici se respirati.

Quando viene accertata la pediculosi, la mamma poi chiede: come devo eliminare i pidocchi dalla testa di mio figlio? Vediamo insieme cosa bisogna fare.

In questo caso vengono consigliati dei prodotti farmaceutici come polveri aspergibili, shampoo, lozioni e spray da applicare direttamente sul cuoio capelluto del bambino secondo le indicazioni riportate sul foglio illustrativo e sotto consiglio medico. Questi prodotti contengono, in genere, estratto di piretro o piretroidi di sintesi come la tretrametrina che eliminano i parassiti. Oltre ai prodotti chimici, elemento importante è l’utilizzo del pettine a denti stretti che ci aiuta ad eliminare le uova e i pidocchi uccisi con le lozioni chimiche.

In genere, dopo la prima applicazione di insetticida, è necessaria una seconda a distanza di circa una settimana o dieci giorni, al fine di eliminare i pidocchi che nascono dalle uova schiuse dopo il primo trattamento. Solitamente i prodotti da utilizzare non sono diversi a seconda della specie di pidocchio, tuttavia si raccomanda sempre di consultare i pediatra per indicazioni più specifiche e adeguate riguardo anche alla posologia e alle modalità e tempi di utilizzo di questi prodotti. Ricordiamoci che le disinfestazioni di tipo ambientali sono alquanto inutili perché il parassita sopravvive solo per un brevissimo lasso di tempo lontano dall’ospite, per tale motivo il trattamento deve avere come priorità l’eliminazione dei pidocchi dalla testa del bambino, successivamente la sanificazione degli indumenti e utensili personali del bambino.

Ricapitolando possiamo dire che:

  1. il metodo più efficace è l’utilizzo del pettine (o pettinella); questo perché con il movimento meccanico riusciamo a rimuovere proprio il parassita dal capello, staccandolo. Questa metodica va ripetuta più volte e con molta precisione e pazienza (ogni 2 giorni per due settimane) e per facilitare il passaggio del pettine può essere applicato un olio vegetale o il balsamo. Si tratta di uno strumento vantaggioso anche perché ci consente di evitare l’applicazione di prodotti chimici e può essere riutilizzato, va bene anche per bambini al di sotto dei 2 anni di età e per le donne in gravidanza o in fase di allattamento. 
  2. l’utilizzo del Phon; può essere decisamente utile visto che, come abbiamo già detto, il calore uccide i pidocchi e non permette alle uova di schiudersi. Quindi si consiglia di asciugare i capelli del bambino con il phon ben caldo e per almeno 5 minuti.

Esistono anche altri rimedi definiti “casalinghi” che non sempre sono efficaci o comunque devono essere praticati seguendo delle regole, per esempio:

  1. l’utilizzo di impacchi di aceto; l’aceto non serve assolutamente ad uccidere i pidocchi, può servire solo ad ammorbidire il capello e quindi facilitare la rimozione del pidocchio con l’utilizzo del pettine. In questo caso ricordiamoci che non bisogna applicare l’aceto puro sul cuoio capelluto, ma si deve diluire con l’acqua e con qualche essenza (limone, lavanda) per evitare l’odore sgradevole di questo prodotto.
  2. Il balsamo; va bene applicare il balsamo, ma anche questo prodotto come l’aceto è utile solo se associato all’utilizzo del pettine. Il balsamo e le creme nutrienti  aiutano a “fissare” il parassita rendendo più facile la sua rimozione insieme alle uova; in tal caso si consiglia di utilizzare un dose sufficiente in relazione alla lunghezza del capello, dividere i capelli in ciocche e passare più volte il pettine.
  3. Miscuglio di oli (semi, oliva, lino); è un buon rimedio per la rimozione ed eliminazione dei pidocchi. Si prepara una tazzina di olio con 4-5 gocce di olio essenziale di timo, 4 gocce di olio essenziale di tea tree oil e altre 3 gocce di olio essenziale di lavanda, si mescola bene per rendere la sostanza omogenea e poi si applica sui capelli. Indossare una cuffia e lasciare agire la sostanza per almeno un paio di ore. Lavare i capelli del bambino e passare sempre il pettine. L’operazione va ripetuta dopo una settimana.

Questi metodi possono essere utilizzati quando si vuole ovviare all’applicazione di sostanze chimiche, sono abbastanza efficaci se sempre associati all’utilizzo del pettine a denti stretti; tuttavia si consiglia caldamente di non prendere mai iniziative se prima non ci si è rivolti al pediatra, solo lui può fornire le indicazioni più appropriate rispettando comunque le esigenze della mamma e del bambino.

Anche se decisamente più rari rispetto al pidocchio del capo, vediamo quali sono i trattamenti anche per le altre specie.

Per quanto riguarda il pidocchio del pube, il trattamento nell’immediato deve essere quello della rasatura del pube per rimuovere le uova e i pidocchi maturi. Anche in questo caso vengono applicate delle soluzioni come quelle utilizzate per il capo, una differenza può essere che per alcuni di questi prodotti può non essere previsto il lavaggio della zona interessata dopo l’applicazione delle lozione per almeno 24 ore. Il dosaggio, i tempi e le modalità di applicazione devono essere indicate dal medico.

Nel caso della pediculosi del corpo, decisamente rara in Italia, il trattamento consiste nel lavaggio di tutto il corpo con prodotti insetticida e sanificazione degli indumenti secondo le modalità prima descritte, ma con l’aggiunta di sostanze insetticida durante il lavaggio in lavatrice. La formula che generalmente viene consigliata è quella in polvere aspergibile, di cui sono sufficienti pochi grammi da applicare nella parte interna degli indumenti con particolare attenzione alle pighe e alle tasche. Solitamente un solo lavaggio degli indumenti è sufficiente per l’eliminazione dei pidocchi, tuttavia è sempre consigliato eseguire un secondo lavaggio a distanza di una settimana circa dal primo. Lo stesso vale per tutti i prodotti tessili presenti in casa e che quindi sono venuti a contatto con il soggetto infestato.

Ultima domanda che spesso viene posta è: devo tagliare i capelli a mio figlio? La risposta è “non necessariamente”; ovvero, non esiste un’evidenza scientifica che dimostri che l’eliminazione del pidocchio o la sua diffusione, siano favoriti dalla lunghezza del capello. Tuttavia, quello che è certo, è che se il capello è più corto il trattamento in termini pratici e di applicabilità, risulta più semplice; questo perché con il capello corto è più facile vedere le uova e i pidocchi maturi sul cuoio capelluto e di conseguenza è più semplice eliminarli.

Infine, ricordiamoci che una corretta pratica dell’igiene è importante sempre per la protezione del bambino; in tal caso suggeriamo la lettura del nostro articolo “Come prevenire le malattie infettive?”, per un ulteriore approfondimento sulla prevenzione.

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