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Quando bisogna fare la prima visita dall’oculista?

Pensi che il tuo bambino abbia bisogno di una visita oculistica?

Portalo a fare il controllo degli occhi da uno specialista, non è mai troppo presto!

In cosa consiste la visita oculistica per bambini

La visita oculistica generale è l’atto medico di prevenzione, diagnosi e trattamento dell’apparato visivo. Si differenzia da quella di secondo livello (o super-specialistica) che invece è mirata alla cura di una specifica malattia oculare, precedentemente identificata o sospettata.

La visita comprende diverse fasi:

  • Raccolta dell’anamnesi: raccolta di informazioni di carattere generale ed oculare;
  • Esame obiettivo: osservazione diretta del paziente, con particolare attenzione al capo, al volto ed all’apparato visivo. Si esamina l’allineamento degli occhi e la loro motilità, lo stato delle palpebre e la loro motilità, l’eventuale presenza di alterazioni macroscopiche correlabili a patologie orbitarie e dell’apparato lacrimale, la statica e la mobilità pupillare;
  • Esame alla lampada a fessura (o biomicroscopia): esame diretto a forte ingrandimento delle palpebre, della congiuntiva, della sclera, della cornea, della camera anteriore, dell’iride, del cristallino. Mediante lenti addizionali, permette anche l’esame dell’angolo irido-corneale, del corpo vitreo, della retina e della testa del nervo ottico. È un esame fondamentale, che permette di identificare o di sospettare molte patologie oculari;
  • Autorefrattometria: esame obiettivo del difetto di refrazione (miopia, ipermetropia, astigmatismo);
  • Esame dell’acuità visiva (esame della vista): permette di misurare in ogni occhio l’acuità visiva, cioè la capacità di mettere a fuoco e distinguere gli oggetti, naturale e con la migliore correzione con lenti;
  • Tonometria: misurazione della pressione oculare che permette di identificarne l’eventuale incremento, importante fattore di rischio per il glaucoma

Il medico specialista oculista interpreta i dati raccolti e pone la diagnosi o il sospetto di eventuali patologie. Se sono presenti elementi sufficienti per la diagnosi di una patologia, prescrive la terapiaadeguata (medica o chirurgica). Eventualmente consiglia ulteriori approfondimenti diagnostici.

In presenza di vizi di refrazione o di disturbi dell’accomodazione che richiedano la correzione con lenti, il medico oculista prescrive la correzione adeguata.

La prima visita oculistica

Uno dei concetti più importanti nell’oculistica è che la visita oculistica è possibile effettuarla a qualsiasi età, quindi un bambino può essere visto anche appena nato, anzi in molti casi nei nidi, vengono seguite già manovre di screening, come ad esempio la ricerca del riflesso rosso, che è uno dei primi elementi che noi cerchiamo per controllare in qualche modo se la trasparenza dei mezzi che fanno passare l’immagine visiva è efficace e efficiente.

Dal punto di vista dei controlli stabiliti, noi suggeriamo che un bambino debba essere visto se esista familiarità positiva per malattie importanti come la cataratta cogente o come il retino blastoma che è uno dei tumori più frequenti. È una condizione che deve essere analizzata subito, alla nascita, ed è possibile farlo con la collaborazione del proprio pediatra di famiglia. In un secondo tempo, le scadenze giuste potrebbero essere quella dei tre anni, cioè quando il bambino inizia a collaborare a sufficienza per poter determinare la capacità visiva che non è detto che debba essere fatta per forza con le letterine ma può essere fatta con dei ottotipi, cioè delle immagini che per il bambino sono abbastanza familiari, e poi un altro controllo in età prescolare.

Tutto questo ovviamente quando non esiste una familiarità particolare per alcune condizioni come la miopia, lo strabismo e sono condizioni che meritano comunque un follow up, cioè un attento, un seguire attento quando il bambino è nel periodo tra i tre e sei anni.

A cosa serve la visita oculistica per bambini

La salute dell’occhio è fondamentale per conservare la propria capacità visiva, essenziale per la qualità della vita e l’autonomia personale. Per mantenerla, è necessario sottoporsi a controlli medici periodici mirati a prevenire e diagnosticare l’insorgere di eventuali problemi.

La visita oculistica è molto di più del semplice controllo dell’acuità visiva e viene effettuata da un medico specialista.

Con la visita oculistica si possono diagnosticare malattie degli occhi curabili, che possono invece portare alla perdita della vista se non diagnosticate e trattate. Si possono inoltre diagnosticare manifestazioni oculari di malattie sistemiche o segni di tumori o altre malattie del sistema nervoso.

Quando portare il bambino dall’oculista

A prescindere dai sintomi soggettivi, si consiglia di eseguire dei controlli oculistici periodici ed approfonditi di routine.

Solitamente quando il piccolo è appena nato e si trova ancora in ospedale dopo il parto, viene effettuata una visita ispettiva da parte del medico oculista. Una particolare attenzione viene dedicata ai piccoli considerati ad alto rischio genetico e ai bambini nati prematuri. Questa prima visita ha lo scopo di controllare l’eventuale presenza di malformazioni congenite o di infezioni conseguenti al parto. Durante la prima ispezione l’oculista controlla la morfologia del globo oculare e degli annessi, il riflesso rosso dell’occhio e la motilità dello stesso. Per verificare gli ultimi due aspetti lo specialista si serve di una piccola luce.

Quando il piccolo ha un’età compresa tra i sei e i nove mesi, in occasione della vaccino-profilassi antipoliomielitica, è bene sottoporlo ad una nuova visita oculistica di controllo. Le modalità sono praticamente identiche a quelle utilizzate durante la prima visita neonatale: si controlla la morfologia dell’occhio e degli annessi, il riflesso rosso e la motilità dello stesso, con l’ausilio dell’apposita luce.

Nei bambini, in assenza di sintomatologia, é consigliabile una visita oculistica:

  • prima dei 3 anni (ingresso alla scuola materna)
  • prima dei 6 anni (ingresso alla scuola elementare)
  • ogni 1-2 anni, secondo il parere del pediatra e/o oculista curante fino ai 14 anni

In età adulta i pazienti dovrebbero sottoporsi a visite oculistiche:

  • ogni 5 anni fino ai 39 anni, in caso di familiarità per patologie oculari
  • in ogni caso ogni 4 anni a partire dai 40 anni, ogni 2 anni a partire dai 60 anni, ed ogni anno dopo il 65 anno di età
  • ogni 1-2 anni, a seconda delle esigenze visive e delle condizioni di salute generale (ipertensione arteriosa sistemica, diabete mellito, malattie reumatiche, terapia con farmaci sistemici che condizionano la salute degli occhi)

È in ogni caso raccomandata una visita intorno ai 40 – 45 anni per valutare i primi problemi di presbiopia (difficoltà alla lettura da vicino) e dopo i 50 anni come prevenzione per il glaucoma (danno progressivo del campo visivo e del nervo ottico spesso associato a pressione alta degli occhi).

Nel caso in cui durante la visita oculistica venga accertata la presenza di un difetto visivo che prevede l’utilizzo di occhiali per correggerlo, è fondamentale che i genitori capiscano che non sono un accessorio da far metter ogni tanto al piccolo. Gli occhiali devono essere indossati costantemente, per riuscire a correggere il difetto con successo.

Un utilizzo scorretto o troppo saltuario degli occhiali potrebbe causare la mancata correzione del difetto visivo e, di conseguenza, la temibile ambliopia conosciuta meglio come “occhio pigro” , un problema che diventa non più risolvibile dopo i dieci, dodici anni di età; prima di tale epoca invece, con un appropriato bendaggio o con particolari tecniche di penalizzazione dell’occhio migliore, si riporta, in tempo relativamente breve, l’occhio ambliope ad una visione perfetta