Mamma Sto Bene!
neonato con mani in bocca

Perché i bambini mettono sempre le mani in bocca

Tutte le mamme lo sanno, i bambini sin dalla nascita si mettono le mani in bocca. Un movimento istintivo che ha lo scopo di stabilire una relazione.

La suzione è infatti un istinto che il neonato impara e perfeziona con l’esercizio. Il bambino impara a succhiare il latte materno e/o quello artificiale. Di per sé quindi mettersi le mani in bocca non è un problema. Vediamo insieme quando può diventarlo e perché.

Si stima che a mettere in atto questo comportamento sia il 30% dei bambini e il 45 % degli adolescenti e si pensa che siano atti di tipo compulsivo, che il soggetto mette in atto per acquietare uno stato di ansia o di rabbia che pervade il suo corpo e la sua mente.

In effetti, differenti studi convergono sul fatto che i bambini nel momento in cui sentono venir meno delle attenzioni dei loro genitori, specie quando nasce un fratellino, mettono in atto questo comportamento sia perché il cambiamento familiare comporta in loro uno stress spesso non indifferente, ma poi per “riconquistare le premure di mamma e papà” i piccoli, spesso inconsapevolmente rosicchiano le unghie.

Le mani sono un veicolo di germi

Il bambino in particolare il neonato non capirà mai che le mani possono trasportare germi e batteri.

Per lui portasele alla bocca è un gesto involontario.

Per questo è compito dei genitori far si per quanto possibile che le mani siano il più possibile pulite. Lavate spesso e accuratamente.

I bambini si mettono le mani in bocca

Quello di mettersi un dito in bocca, generalmente il pollice, è un istinto del tutto naturale che accompagna i bimbi fin dalla più tenera età. Non c’è quindi nulla di cui preoccuparsi se i bambini si succhiano il pollice, a meno che l’abitudine si protragga troppo nel tempo, perché dopo una certa età potrebbe arrecare qualche problema allo sviluppo fisico del piccolo.

Perché i bambini si succhiano il pollice? Ovviamente è inutile chiederlo ai diretti interessati, dato che difficilmente risponderebbero! Ma è opinione comune, suffragata da autorevoli studi medici, che il significato del dito in bocca nei bambini sia da ricercarsi in una forma di consolazione e di compensazione a cui il piccolo ricorre in condizioni di stress, per esempio durante la notte o nei momenti di distacco momentaneo dalla figura di riferimento (la mamma in primis). Il gesto di succhiare il pollice gli permette di scaricare la tensione ed è per il bambino un potente antidoto alla paura e al senso di solitudine, facendolo sentire invece rilassato e protetto.

La suzione del pollice, che come detto inizia già nel grembo materno, si presenta generalmente nei primi tre mesi di vita, raramente più tardi. Riguarda all’incirca l’80% dei neonati e non dipende da esigenze di fame.

Far smettere i bambini di mettersi il dito in bocca

Fino all’età di tre o quattro anni il dito in bocca è un piacere occasionale che non va in alcuna maniera negata al bambino. Si tratta di un comportamento innocuo che spesso tende a sparire da solo nell’istante in cui il bambino sviluppa altri meccanismi per calmarsi o per non annoiarsi, o quando inizia a frequentare “socialmente” i suoi piccoli coetanei.

Può capitare però che l’abitudine si protragga per più tempo, dopo il compimento dei quattro o dei cinque anni.

Perché succede?

Secondo alcuni l’insistenza nel succhiarsi il pollice potrebbe esser dovuta allo svezzamento precoce o a problematiche legate a situazioni familiari stressanti e a carenze affettive. Ed è proprio questo il momento in cui bisogna intervenire per togliere il dito in bocca ai bambini.

C’è il rischio infatti che l’abitudine della suzione del pollice oltre l’età giusta, possa alla lunga causare problemi ai denti andando a modificare la forma del palato e creare quindi squilibri nella dentatura del bimbo, senza contare altri fastidi come la possibile infezione all’unghia del dito succhiato (per colpa dei microbi che attecchiscono in una zona di pelle macerata e quindi senza difese). Inoltre il bambino che succhia il pollice introduce facilmente aria nello stomaco con conseguente meteorismo.

Abbiamo visto che quando superano una certa età (in genere 4 o 5 anni) diventa importante far smettere di succhiare il dito ai bambini: i rimedi per fortuna ci sono e di solito funzionano sempre. Basta solo approcciarsi al “problema” con l’atteggiamento giusto, ricordandosi che interrompere un’attività tanto rassicurante come l’amata suzione del pollice può avere delle implicazioni psicologiche nel bambino, visto che lui la vivrà come una perdita dolorosa. Sono perciò necessarie pazienza e perseveranza da parte di mamma e papà, anche perché bisogna mettere in conto probabili ricadute.

Allora, vediamo come togliere il dito in bocca ai bambini: innanzitutto va assolutamente evitato di ricorrere alla sopraffazione, cercando di farli smettere con la forza o addirittura con la violenza (anche solo verbale). Questo non farebbe che aumentare la loro caparbietà, ottenendo l’effetto contrario. Sconsigliato pure utilizzare rimedi un po’ “estremi” come lo smalto amaro o l’aceto. È fondamentale invece lavorare soprattutto sull’autostima dei bambini, proponendogli tante attività e giochi manuali per favorire la loro autonomia e spostare i loro interessi sulla realtà esterna, evitandogli così che ricorrano alla pratica consolatoria di succhiare il pollice. Una buona tattica consiste pure nello stabilire dei premi da dare ai bimbi quando non succhiano il pollice (non necessariamente un giocattolo, può bastare un quantitativo extra di baci o di coccole, la promessa di una gita o di una passeggiata al parco, ecc.). O pensare a un utile palliativo quale potrebbe essere una pietanza particolarmente gradita.

Meglio il ciuccio o il dito in bocca?

È un dubbio che assilla molte mamme ma in realtà la soluzione è piuttosto semplice: è decisamente meglio il ciuccio del dito in bocca, per vari motivi. Ad esempio, contrariamente alla suzione del pollice, il ciuccio non solo non interferisce con la dentizione ma, al contrario, favorisce il corretto sviluppo della bocca: infatti, mentre il dito esercita una pressione molto intensa sui denti e sul palato, il ciuccio anatomico si adatta perfettamente alla bocca del bambino, assicurando una giusta distribuzione della pressione della lingua sul palato. Inoltre l’abitudine del dito in bocca è più difficile da togliere: il ciuccio si può far sparire, il pollice del bimbo no.

È importante in questo caso non rimproverare il proprio figlio né tantomeno umiliarlo pubblicamente a causa di questa condotta, per due motivi: il primo perché è un comportamento involontario e poi perché le ramanzine pubbliche sono nient’altro che una macchia che lentamente si imprime nel cuore e nell’anima del piccolo e potrebbero causargli un disagio prolungabile anche nel corso del tempo.

Inoltre, dato che tale comportamento è sottratto al controllo del bambino, evitate di collocare sostanze amare o poco gradevoli perché se ingerite, possono essere anche tossiche.