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dolore pelvico

Quarta settimana di gravidanza: che cosa succede

Quarta settimana di gravidanza: l’embrione compie un mese di vita! Con l’ecografia transvaginale è possibile rilevare la camera gestazionale e il sacco vitellino, che nutrirà il tuo bimbo. Il tuo corpo è in piena attività e potresti sentirti un po’ stanca.

Quarta settimana di gravidanza: il bambino

Sei circa a un terzo del primo trimestre: l’embrione misura ora 4-5 mm ed è piccolo come un semino.
Forse avrai sentito dire che nel corso della 4° settimana di gravidanza, alla fine quindi del primo mese, si passa dall’embriogenesi all’organogenesi, ma cosa significa? Significa che, dopo la fase di formazione dell’embrione, si cominciano a formare i vari organi ed apparati. Braccia, gambe e occhi cominciano a delinearsi, così come il sistema digestivo, quello polmonare e la colonna vertebrale.

Di solito a questa settimana l’embrione non è visibile all’esame ecografico, ma in alcuni casi è possibile vedere la camera gestazionale.

In questa quarta settimana di gravidanza l’embrione è più vulnerabile alle aggressioni esterne come infezioni, intossicazioni e radiazioni. Evita quindi il più possibile gli ambienti insalubri e i luoghi chiusi ed affollati.
In questa settimana è bene avere maggiore cura dell’igiene dentale e fissare un appuntamento dal dentista per evitare infezioni gengivali.

Quarta settimana di gravidanza: il tuo corpo cambia

Il volume del tuo sangue aumenta per rifornire meglio l’embrione: cuore e reni lavorano a pieno ritmo per pompare e filtrare il sangue. In questa settimana il BHCG aumenta in maniera esponenziale e ancora più marcatamente in caso di gravidanza gemellare.

Ma cos’è realmente questo “ormone della gravidanza”?

La gonadotropina corionica (o Beta HCG) è una sostanza che ha la funzione di sostenere il corpo luteo gravidico, una ghiandola endocrina che produce il progesterone fino alla 13° settimana di gravidanza. Dalla 14° settimana in poi, la placenta raggiunge un grado di sviluppo tale da essere in grado di produrre autonomamente il progesterone che serve a sostenere la gravidanza. Così, il corpo luteo gravidico, che non è più necessario, regredisce insieme ai livelli di BHCG. Questo spiega perché il senso di nausea o vomito delle primissime settimane di gravidanza diminuisce con il procedere della gestazione, man mano che i livelli di Beta HCG si riducono.

Ti ricordiamo, inoltre, che è proprio la presenza o meno dell’ormone Beta HCG a individuare la gravidanza in atto.

Fame da lupi? No, fame da future mamme!

L’aumento dell’appetito è uno dei sintomi più frequenti di questa quarta settimana di gravidanza, ma ricorda che non occorre mangiare per due, ma solo mangiare bene. L’aumento di peso ideale al termine della gravidanza, infatti, oscilla tra i 9 e i 12 kg.

Anche le vertigini occasionali sono un piccolo regalo della 4° settimana di gravidanza. Niente paura, tutte le mamme ci sono già passate: insonnia, meteorismo, gonfiore addominale, tensione al seno, minzione frequente, aumento dell’appetito, sonnolenza… Sono tutti i primi sintomi perfettamente normali all’inizio di questo primo trimestre, insieme ai famosi sbalzi d’umore, dovuti all’aumento del progesterone. Nella quarta settimana del primo mese di gravidanza potresti accusare anche dolore al basso ventre, in regione lombosacrale, unito a vampate di calore.

Non sei ancora sicura di essere incinta? Se non l’hai ancora fatto o non sei certa dell’esito, alla fine della quarta settimana potresti fare un test di gravidanza. Ricorda che in questa fase un risultato negativo non significa necessariamente che non sei in dolce attesa.

Cara futura mamma, probabilmente già sai che ci sono alcuni esami importanti che è bene effettuare entro le prime settimane di gravidanza, e in ogni caso non oltre la 13° settimana. Ma sapevi anche che sono gratuiti? Sì, gratuiti!

Questi esami, infatti, sono totalmente a carico del servizio sanitario e per eseguirli ti basterà presentare la ricetta medica del ginecologo dipendente del SSN o del tuo medico di famiglia.

Attività fisica per tenere sotto controllo il peso forma in gravidanza

Comincia a tenere sotto controllo il tuo peso sin dalla quarta settimana di gravidanza, abbinando a una dieta sana un regolare esercizio fisico.
In questo modo, non solo controllerai l’aumento di peso, ma ne gioverà anche il tuo umore.

Non preoccuparti se prima di scoprire di essere incinta non ti allenavi: puoi comunque iniziare a farlo in questo periodo, mantenendo sempre un occhio di riguardo a quella che era la tua situazione di partenza. Parola d’ordine: non strafare!

Per molte donne fisicamente attive nella vita quotidiana, l’inizio della gravidanza coincide con una graduale riduzione nello svolgimento di attività sportive, di fitness o di wellness. Ma è possibile giustificare in ogni caso questo comportamento? E quali sono le reali conseguenza dell’attività fisica (o, al contrario, dell’inattività) durante la gravidanza?

A queste domande ha cercato di rispondere recentemente la Cochrane Collaboration, il più importante istituto scientifico internazionale che si occupa di ‘tradurre’ in raccomandazioni l’insieme dei risultati della ricerca scientifica in vari campi della medicina, basandosi sui principi della cosiddetta Medicina Basata sulle Evidenze.

È noto che le donne che svolgono un’attività fisica attenta e regolare, infatti, hanno una minore tendenza a prendere peso durante il terzo trimestre di gravidanza e riescono a ritornare più velocemente verso il peso forma dopo il parto.

Lo svolgimento di attività fisica, inoltre, migliora in maniera sensibile il tono dell’umore.

Alcune semplici regole per lo svolgimento di attività fisica in gravidanza:

1)   Valutare insieme al proprio ginecologo la presenza di eventuali controindicazioni alla pratica di attività sportiva. Se non ce sono, svolgere un po’ di attività aerobica o di rinforzo (bastano 30 minuti al giorno) è senz’altro una buona regola.

2)   Evitare attività che comportino il rischio di cadute o di traumi alla regione addominale ed al feto. Allo steso modo vanno evitate le immersioni subacquee per il rischio che deriva dalle alterate pressioni che si sviluppano in utero.

3)   Considerare come obiettivo quello di mantenere un buon livello di attività fisica, non di migliorare costantemente le proprie prestazioni.

4)   Iniziare esercizi per rinforzare i muscoli pelvici (un istruttore laureato in scienze motorie o un fisioterapista potranno indicarvi come farlo) immediatamente dopo il parto, per ridurre il rischio di incontinenza urinaria.

Svolgere attività fisica regolare, se non controindicata dal ginecologo, non comporta rischi per il parto né per il bambino e non interferisce sulla produzione di latte dopo il parto.

Uno stile di vita attivo è quindi raccomandabile, anche per prepararsi alla nuova sfida di mamma, sempre pronta ad avere energie per se stessa e per il proprio bambino!

Letto dalle mamme