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dolore pelvico

Settima settimana di gravidanza: che cosa succede

E così sei arrivata alla settima settimana di gravidanza! Hai superato la metà del primo trimestre: l’ormone Beta HCG raggiunge il suo picco, così come la tua nausea mattutina. Nell’embrione, intanto, iniziano a formarsi le ossa dello scheletro.

Settimana settimana di gravidanza: il bambino

Solo poche settimane fa, nella seconda settimana, l’embrione era costituito da centocinquanta cellule, che avrebbero costituito entoderma, mesoderma ed ectoderma: tre stati fondamentali per la formazione dei suoi apparati.
Ora, nella 7° settimana di gravidanza, l’embrione misura più o meno 2 centimetri e pesa appena 2 grammi.

È proprio nella settima settimana di gravidanza, durante il primo trimestre, che lo sviluppo dello scheletro si intensifica. Ricorda sempre di seguire un’alimentazione bilanciata e uno stile di vita sano: sono fondamentali per favorire la formazione delle ossa del tuo bambino. Anche l’occhio procede nel suo sviluppo, con la formazione del nervo ottico della retina, del cristallino e della cornea.

Hai superato la metà del primo trimestre, ma arrivata alla 7° settimana di gravidanza i giorni che ti separano alla data del parto ti sembrano ancora troppi? Per ingannare l’attesa, puoi divertirti a contare a ritroso i giorni che ti separano dalla data prevista del parto riempiendo un barattolo con tanti bigliettini colorati sui quali scriverai un pensiero ogni sera.

Sarà divertente rileggerli quando sarà nato e ricordare i momenti più felici di queste quaranta settimane di gravidanza.

Settima settimana di gravidanza: il corpo che cambia

La nausea mattutina e il bisogno costante di fare pipì potrebbero aumentare ma a crescere sempre più è anche la tua gioia della dolce attesa. Durante la settima settimana di gravidanza il BHCG o (Beta HCG) raggiunge il picco della concentrazione e può far aumentare, se già presente, il senso di nausea. Tienila a bada consumando piccoli pasti asciutti lungo l’arco della giornata, anziché pochi pasti abbondanti.

Alcune donne in dolce attesa trovano sollievo anche succhiando una caramella appena sveglie, prima ancora di fare colazione.

La tua amica Simona è incinta come te di sette settimane e ha perso peso, mentre tu sei ingrassata. Loredana sembra sempre la stessa, mentre Mary ha preso parecchi chili.

Niente paura: nella 7° settimana di gravidanza e lungo tutto il primo trimestre, alcune donne guadagnano peso, mentre altre lo perdono a causa della nausea. Se stai seguendo una dieta sana e non stai mangiando troppo (ricorda: meglio, non per due!), non hai nulla di cui preoccuparti. Ricorda sempre durante la gravidanza di tenerti al riparo dal rischio di toxoplasmosi consumando carni ben cotte e lavando almeno due volte frutta e verdura.

In questa settima settimana di gravidanza potresti dover andare spesso in bagno a fare pipì.
La continua necessità di urinare è un normale sintomo del primo trimestre: non cercare di tenerla a bada bevendo meno! Per favorire il benessere del tuo bimbo durante queste 40 settimane di gravidanza, infatti, dovresti bere almeno 2 litri di acqua al giorno e stare sempre attenta all’alimentazione.

Anche il costante senso di affaticamento e una frequenza cardiaca più alta non devono preoccuparti, cerca solo di evitare sforzi eccessivi per non rimanere a corto di fiato.

Se accusi bruciori di stomaco, infine, evita di coricarti subito dopo il pasto ed elimina le bevande gassate e gli alimenti contenenti lieviti.

Se non l’hai ancora fatto, è tempo di prendere appuntamento con il ginecologo.

Forse non ci hai mai pensato, ma fino a poco più di mezzo secolo fa non si aveva idea di quale fosse l’aspetto di un feto nel pancione della mamma. La prima immagine di un feto di 18 settimane è infatti piuttosto recente.
L’autore è stato il fotografo e scienziato svedese Lennart Nilsson, che a metà degli anni ’50 iniziò a sperimentare nuove tecniche fotografiche per realizzare fotografie a distanza ravvicinata. Lo scatto, comparso per la prima volta nel 1965 sulla copertina della rivista americana “Life”, fu tanto rivoluzionario da portare alla vendita di ben 3 milioni di copie in soli 3 giorni. Le fotografie vennero anche incluse nel libro “A child is born” e addirittura spedite nello spazio! Le immagini sono infatti state registrate sul “Golden Record”, un disco inserito a bordo delle navicelle spaziali Voyager 1 e Voyager 2, fra le prime esploratrici del sistema solare.

Attività fisica in gravidanza

L’attività fisica in gravidanza fa bene sia alla madre sia al bambino. Basta seguire i consigli del medico. Sportive e non, molte donne amano mantenersi in forma anche durante la dolce attesa. Per una donna attiva, in buona salute, senza disturbi particolari e con un decorso della gestazione normale, lo specialista può consigliare 30-40 minuti al giorno di esercizio fisico a bassa intensità. Infatti, un po’ di attività fisica durante la gravidanza fa bene sia alla madre sia al bambino. L’importante è non esagerare e seguire i consigli del medico.

Uno dei motivi per i quali è bene mantenersi in forma anche durante la dolce attesa è rappresentato dai profondi cambiamenti nel corpo della donna che caratterizzano questo periodo e che possono far diventare molto faticosi i movimenti. Inoltre, un aumento eccessivo di peso può rendere più difficoltoso anche il momento del parto. Per questo, può essere lo stesso ginecologo a consigliare un’opportuna attività fisica, scelta e programmata in base alle condizioni di salute della futura mamma, all’andamento della gravidanza e alla storia clinica della paziente e della sua famiglia.

Se la psiche è la prima a giovarsi dell’attività fisica anche leggera, mantenersi in forma già dal primo trimestre di gravidanza permette di portare avanti al meglio la gestazione anche dal punto di vista fisico. Un esercizio regolare riduce le lombalgie, migliora la postura e la circolazione del sangue nelle gambe, contrastando gonfiori, dolori e crampi che caratterizzano soprattutto gli ultimi mesi di gravidanza.

Ma i maggiori benefici si riscontrano a livello dell’apparato respiratorio e cardiocircolatorio. A causa della presenza del feto, durante la gravidanza aumentano la quantità di sangue circolante e il volume di aria respirata, in modo da soddisfare le necessità del feto e della placenta.

L’esercizio fisico, potenziando la capacità respiratoria e cardiaca, permette al bambino di ricevere sangue ricco di ossigeno e nutrienti e di allontanare in modo più efficiente l’anidride carbonica.

Mantenersi in forma permette anche di contenere l’aumento di peso e diminuisce il rischio di incorrere nel diabete gestazionale, che comporta il pericolo di possibili complicanze per il neonato.

Inoltre, sono notevoli i benefici anche al momento del parto. Cuore e polmoni in salute permettono di affrontare meglio quest’ultima fase, senza dimenticare che avere una muscolatura addominale ben allenata facilita il passaggio del bambino nel canale del parto.

Anche i dolori del travaglio sembrano diminuire: infatti, una regolare attività fisica durante la gravidanza stimola la produzione di beta-endorfine, sostanze che aumentano la soglia di percezione del dolore.

Il mal di schiena è un’evenienza non grave, ma piuttosto frequente tra le donne in dolce attesa. Ecco perché è utile tonificare la muscolatura della schiena per prepararla a sostenere le modificazioni che il corpo subirà nel corso dei nove mesi, evitando fastidiosi dolori.

In genere, contro il mal di schiena sono consigliati periodici cicli di allenamento che prevedono esercizi per rinforzare i muscoli del pavimento pelvico e per lavorare sulla muscolatura dell’addome e dei glutei, nonché sul diaframma. Per ottenere i massimi benefici è bene farsi seguire da un istruttore, che saprà adattare lo sforzo fisico al grado di preparazione atletica delle future mamme e sceglierà il tipo di esercizio più adatto, nonché la sua intensità, man mano che trascorrono le settimane di gestazione.

Inoltre, per ridurre il mal di schiena è bene dormire su un fianco, meglio ancora su quello sinistro. La posizione a pancia in su, invece, causa un’eccessiva pressione sulla colonna vertebrale e sui nervi che la percorrono, facendo aumentare il dolore.