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bambini e social media

Quando possono usare i social i bambini

Mamma ti sei mai chiesto quando i tuoi bambini possono usare i social network?

Come ben sai i social fanno parte integrante della vita dei nostri figli. Ma noi genitori sappiamo davvero cosa succede in quella loro realtà virtuale? Dobbiamo lasciar fare o intervenire? E se sì, in che modo? Lo abbiamo chiesto a tre esperti autori del libro “Cyberbullismo. Guida completa per genitori, ragazzi e insegnanti”.

Social Network e bambini

La moda di frequentare i social network è ormai dilagante tra i giovani e meno i giovani, si condividono quasi quotidianamente foto e idee per rendere amici e conoscenti partecipi della propria vita. Un dubbio che assale molti genitori di bambini ansiosi del loro ingresso nel mondo del web, attraverso Facebook, Instagram, Twitter e altre piattaforme virtuali come queste, è: qual’è l’età giusta per iniziare ad usare i social network?

Iniziamo con il considerare che molti di essi richiedono una minima di 13 anni per iscriversi e non è un caso. Secondo autorevoli psicologici, quella è l’età in cui i ragazzini sviluppano la facoltà di usare un mezzo di comunicazione in modo del tutto consapevole, sono in grado di rendersi conto se pubblicare un contenuto o una fotografia può essere offensivo per sé stessi e per gli altri, selezionati a saper selezionare le persone da cui accettare le amicizie, da altre che invece è meglio evitare perché si presenta in maniera ambigua, capacità che non hanno ancora i bambini più piccoli, tuttavia non è affatto interessante che un bambino al di sotto dei 13 anni possono avere accesso ad internet e, in particolare, una chat e programmi di questo tipo.

Altro aspetto negativo è che inizia ad essere assidui frequentatori dei social network già dall’infanzia, può portare a una sorta di dipendenza, per cui i bambini hanno la tendenza a dedicarsi quasi totalmente alla navigazione online, trascurando altre attività più importanti come studiare e svolgere le attività educative e tutto questo può inoltre incidere negativamente sul carattere e sulla vita sociale, rendendo i bambini più timidi e propensi a sostituire i rapporti di amicizia reali con pseudo-amicizie virtuali.

Dare uno smartphone a un bambino

Con la prima media, ma in certi casi già con la Prima Comunione, la maggior parte dei bambini riceve in regalo uno smartphone. La porta d’ingresso al mondo dei social network: Instagram, Snapchat, WhatsApp i più popolari tra i giovani. E se da un lato noi genitori di oggi siamo molto più apprensivi rispetto alle precedenti, non lasciamo i bambini in casa da soli, li accompagniamo ovunque, il cellulare invece lo regaliamo a cuor leggero.

I ragazzi hanno una manualità informatica decisamente superiore a quella dei loro genitori. E davanti a questa sapienza gli adulti arretrano rinunciando al loro ruolo di educatori. Invece è importante che i genitori riprendano il loro ruolo di guida anche nel campo del digitale.

Dare il buon esempio

I genitori devono educare i bambini fin da piccoli. La prima educazione avviene attraverso l’esempio. Se la mamma pubblica su Facebook la foto della figlia di sette anni in spiaggia in costume da bagno, allora non si deve stupire se la bambina quando avrà il cellulare posterà immagini di sé presentata in mostra il proprio corpo.

Quindi la prima cosa da fare è evitare di esporre i bambini sui social.

E ‘anche importante che i nostri figli non ci vedano sempre con il cellulare in mano. E poi, quando sono piccoli, non ricorrere allo schermo per placare ogni momento di fastidio o di noia, come l’attesa al ristorante, il viaggio in macchina o per sedare un capriccio.

Adolescenti e social network

Ogni occasione può essere buona per mettere a fuoco il problema dell’eccessivo utilizzo di tablet e smartphone da parte dei figli. E per avviare un dialogo costruttivo tra adulti e bambini, superando le distanze generazionali ed evitando che i primi diano esempi scorretti.

Molti ragazzi sono sempre connessi a Internet, quali consigli dare ai genitori?

Aiuta i ragazzi a provare modi diversi di stare con le persone, in modo reale e non solo virtuale. Per quanto riguarda i bambini che usano un cellulare, più o meno tra 9 e 10 anni, consigliamo di seguire delle buone regole e tanto accompagnamento e sostegno da parte degli adulti che, stando al loro fianco, servono essere buoni allenatori.

Forse il 58% dei genitori non dà alcun tipo di regola ai propri figli sull’uso dei cellulari, questo vuol dire che più della metà dei genitori mette in mano uno strumento ai ragazzi senza accompagnamento e senza regole. Il regalo più gettonato nelle occasioni speciali è diventato lo smartphone, ma attenzione: i gestori dei social network hanno stabilito che per l’utilizzo dei social stessi si parte dai 13 anni. Una regola che ogni genitore deve ricordare.

Pubblicare una foto di un minore su Facebook

Pubblicare foto del minore su internet (su Facebook ad esempio) richiedere il consenso di entrambi i genitori. Non solo: la pubblicazione dovrà rispettare il decoro, la reputazione e l’immagine del minore. Infine per i minori di età superiore ai 14 anni conta anche il loro parere.

Riassumendo così una questione in realtà complessa dal punto di vista giuridico; resa sempre più attuale dalla crescente popolarità dei social network, dove i genitori hanno preso l’abitudine di pubblicare immagini dei propri figli. Immagini che però rischiano di configurarsi come interferenza nella vita del minore e avere conseguenze sulla sua persona anche a distanza di molti anni.

Sull’altro lato della regolamentazione dei vari servizi online previsti i seguenti limiti di età:

  1. Facebook: prevede che i minori di 13 anni non iscritti iscrivono i minori di 16 anni solo con il consenso del genitore;
  2. Whatsapp: prevede che i minori di 13 anni non iscritti iscrivono i minori di 16 anni solo con il consenso del genitore;
  3. Twitter: i minori di 16 anni non possono usare Periscope.

Una generazione sempre connessa

I bambini di oggi sono una generazione che non conosce un mondo senza Internet. I più piccoli guardano cartoni sul tablet mentre mamma e papà cenano al ristorante, i fratellini più grandi giocano con lo smartphone, gli adolescenti trascorrono ore a guardare i video degli youtuber. A scuola molta didattica implica l’utilizzo del Web anche in aula. Mentre dal suono della campanella a quello del citofono di casa, i ragazzi lo usano per tenersi in contatto con i genitori. O forse è più vero il contrario.

La dipendenza sviluppata in tenera età può condurre ad avere problemi di salute e psicosociali importanti.

Età 4 – 6 anni: Gli schermi dei dispositivi mobili provocano una sovrastimolazione, producendo dopamina e adrenalina nel cervello, ancora in fase di sviluppo. Questo è l’appuntamento molto coinvolgente: tuttavia è importante non rimandare l’apprendimento delle abilità sociali che devono essere insegnate da persona piuttosto che attraverso uno schermo.

Età 7 – 11 anni: A questa età, i bambini cercano ad acquisire maggiore indipendenza. Sono a scuola tutto il giorno e partecipare ad attività extrascolastiche dopo la scuola. Questa indipendenza può indurre i genitori a prendere in considerazione l’acquisto di un telefono per restare in contatto con il proprio figlio. Tuttavia questa è anche un’età in cui il bullismo può iniziare a diventare un problema e i telefoni con accesso a Internet e ai social media possono utilizzare a creare delle vittime di questi acquisti.

Età 12 – 14 anni: Il passaggio alla scuola spesso viene accompagnato da uno smartphone. In termini di crescita cerebrale, questo è un momento in cui gli adolescenti stanno sviluppando abilità come la risoluzione dei problemi, il pensiero critico e il controllo degli impulsi. Se queste abilità sono riscontrabili, probabilmente è un buon indizio della possibilità di utilizzare l’uso dello smartphone sotto supervisione.

Nella crescita e l’educazione di un figlio è pressoché impossibile indicare un’età universale per fare certe esperienze.

Letto dalle mamme