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Si può mangiare il sushi in gravidanza

Si può mangiare il sushi in gravidanza? In linea di massima la risposta è affermativa, anche se occorre seguire alcune precauzioni.

Sono sempre più numerosi nel nostro Paese gli estimatori delle ricette a base di sushi. Se anche tu sei un’amante di questo piatto tradizionale della cucina giapponese, c’è una buona notizia: non è necessario rinunciare al sushi in gravidanza, purché si seguano alcune precauzioni. Vediamo insieme quali accortezze sono necessarie per un consumo sicuro nei nove mesi.

La problematica principale che assilla tante donne in gravidanza riguardo al cibo è una malattia chiamata toxoplasmosi: contrarla mentre si è incinte può causare anche l’aborto o vari tipi di complicazioni e di malattie per il bambino. Questa malattia è un protozoo, che vive nell’intestino dei gatti e può trasferirsi ad altri animali. Chiunque non abbia già contratto la toxoplasmosi prima della gravidanza deve mantenersi lontano dalle feci del gatto e da qualsiasi cibo che possa essere contaminato: carne cruda e insaccati, ma anche frutta e verdura che non siano state accuratamente lavate.

Mangiare pesce crudo in gravidanza

E il pesce? Non esistono possibilità che i pesci presentino un rischio per la toxoplasmosi, quindi il pesce crudo è un alimento sicuro, anche per le donne in gravidanza. Occorre però fare attenzione ad altre problematiche, prima fra tutte l’Anisakis: un parassita che si annida nei pesci di mare.

Sono anche altri i parassiti microscopici che si possono annidare nel pesce, anche in quello d’acua dolce; fortunatamente questi pericolosi organismi si possono rendere del tutto innocui, cuocendo il pesce alla perfezione, fino al cuore, oppure abbattendolo.

L’abbattimento comporta la conservazione del pesce a temperature inferiori ai -20°C per almeno 24 ore; questo trattamento uccide qualsiasi microorganismo patogeno al suo interno ed è consigliato anche per cibi tradizionali italiani, come le alici marinate o le cozze. Contrariamente a quanto si crede invece, l’utilizzo di condimenti acidi, come l’aceto o il succo di limone, non porta alcun beneficio.

Quindi il sushi si può mangiare in gravidanza, ma è importante fare attenzione a che tipo di pesce si sta mangiando e a come è stato preparato. Meglio evitare i ristoranti a basso prezzo o che non danno alcuna certezza sulla provenienza delle materie prime utilizzate. Un buon sushi privo di rischi è spesso anche costoso e servito solo in alcuni ristoranti. Se si hanno dei dubbi, anche minimi, meglio scegliere piatti ben cotti, in modo da evitare qualsiasi problema. L’Anisakis non porta danni diretti al bambino, ma si tratta di una malattia abbastanza grave, che può creare scompensi o carenze nutrizionali.

Il sushi fa venire la toxoplasmosi?

Non è raro sentir dire che sarebbe meglio non mangiare pesce crudo in gravidanza per non correre il rischio di contrarre la toxoplasmosi. In realtà, anche se la futura mamma è recettiva nei confronti di questa infezione, non c’è la possibilità di contrarla tramite il sushi, perché il Toxoplasma gondii, il microrganismo responsabile della toxoplasmosi, non si trova nel pesce.

Il maggior veicolo di contagio è la carne cruda o poco cotta: per questo, oltre a consumare carne ben cotta, è opportuno lavare le mani dopo aver toccato carne cruda. Un’attenzione particolare dev’essere riservata anche alla frutta e alla verdura, da lavare accuratamente prima del consumo. Il pesce crudo non rappresenta, invece, un fattore di rischio per questa infezione.

Chiarito il fatto che non si può contrarre la toxoplasmosi tramite questo piatto, è bene sottolineare che è comunque necessario seguire alcune accortezze per un consumo sicuro del sushi in gravidanza. Il problema con il pesce crudo è la contaminazione: se la conservazione non è avvenuta correttamente, infatti, c’è il rischio di contrarre la salmonellosi, che causa dissenteria intensa e prolungata, o un’infezione gastrointestinale, dovuta a batteri come l’Escherichia coli.

Una situazione che sarebbe meglio evitare, soprattutto nei nove mesi, sia per il disagio della futura mamma sia per il rischio che un’infezione batterica possa causare la rottura delle membrane amniotiche e, quindi, un parto prematuro. I rischi di contaminazione riguardano anche le larve di Anisakis, parassita intestinale presente in molti pesci (ad esempio, salmone, tonno, merluzzo, acciughe) che, se ingerite mangiando pesce crudo, possono annidarsi nelle mucose dell’apparato gastrointestinale umano.

Queste larve muoiono se il pesce viene cucinato, ma anche se viene congelato utilizzando un abbattitore, che permette di raggiungere in tempi brevi temperature molto basse, oppure se viene conservato per almeno cinque giorni nel congelatore a -20°C.

Le donne incinte possono mangiare sushi

Dato che non è il sushi in sé il problema, ma la sua conservazione, gustare questo piatto nei nove mesi è possibile, seguendo alcune norme di prudenza. Se la futura mamma è solita mangiare il sushi al ristorante, sarà indispensabile scegliere un locale dall’ottima reputazione, che lei conosce bene perché ci è già stata in precedenza e/o perché altre persone ne confermano la serietà.

Questo perché il pesce crudo dev’essere congelato correttamente e poi, una volta scongelato, dev’essere consumato in giornata. Il pesce avanzato deve assolutamente essere gettato perché, se viene riproposto il giorno successivo, c’è il rischio di contaminazione da parte di batteri dannosi che possono provocare infezioni gastrointestinali. Senza demonizzare questo alimento l’indicazione è di consumarlo solo in ristoranti ‘sicuri’.

Se, nonostante le precauzioni messe in atto, dovessero presentarsi sintomi come nausea, diarrea o dolori intestinali? È necessario contattare prontamente il proprio ginecologo per riferirgli la situazione.

E se la futura mamma desidera acquistare il sushi in negozio e gustarlo a casa? Resta il problema della conservazione: è difficile avere la garanzia che il venditore proponga solo sushi scongelato in giornata.

Quindi, meglio evitare il sushi pronto da consumare, ma via libera al sushi preparato dalla mamma.

Come? Bisogna acquistare il pesce crudo e seguire questa indicazione prima del consumo: è necessario conservarlo per almeno cinque giorni nel congelatore di casa a una temperatura di -20°C. Trascorso questo periodo, si procede con lo scongelamento del pesce conservandolo in frigorifero dopo averlo tolto dal congelatore, poi si prepara il sushi e lo si consuma in giornata. Eventuali avanzi non possono essere conservati.

A volte, i dubbi sulla bontà del pesce riguardano il fatto che purtroppo i nostri mari sono inquinati. Nonostante questo, visti i benefici derivanti dal suo consumo, il pesce resta un alimento importante nella dieta, a cui è bene non rinunciare nei nove mesi. In particolare, è ricco di omega 3, ovvero acidi grassi polinsaturi a catena lunga – principalmente EPA e DHA – che sono importanti per il corretto funzionamento dell’organismo.

Gli acidi grassi polinsaturi sono utili per prevenire diverse patologie infiammatorie e cardiovascolari e favoriscono lo sviluppo del cervello. Gli omega 3 sono presenti in una rosa ristretta di alimenti: via libera, quindi, al consumo di sushi in gravidanza, preparato seguendo corrette norme igieniche. Il pesce crudo è, infatti, ancor più ricco di acidi grassi perché non ha subito il processo di cottura, durante il quale si disperdono molte preziose proprietà nutritive.

Si può mangiare sushi e pesce crudo in gravidanza?

Arriviamo, dunque, ad un punto importante, per tutte le donne amanti del sushi abbiamo una buona notizia: non sarà necessario per voi rinunciare in modo tassativo al sushi durante la gravidanza. Quel che conta davvero è scegliere con cura il ristorante o sushi bar di riferimento, se il pesce è di dubbia provenienza o non adeguatamente trattato, è meglio optare per posti in cui la qualità e il trattamento del pesce è sicuramente garantito.

Mangiare sushi in gravidanza non costituisce un vero e proprio pericolo.

Ovviamente valgono le precisazioni fatte prima, ossia fare attenzione alla scelta dei posti in cui mangiare sushi e accertarsi che chi prepara il sushi osservi adeguatamente le norme di igiene e di abbattimento del pesce crudo e che utilizzi materie prime tracciate e di ottima qualità. Dunque, lo “strappo alla regola” col sushi si può fare in gravidanza e, una volta ogni tanto, non costituirà un reale pericolo.