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non buttare cibo

Insegnare ai bambini a non buttare il cibo

Non sempre è semplice, ma insegnare a tuo figlio a non buttare il cibo è una cosa importantissima che troppi genitori sottovalutano. Sai he oltre duecentomila tonnellate di cibo invenduto finiscono ogni anno nelle discariche, solo perchè è “brutto” vedersi o prossimo alla scadenza? Non si può più tollerale un tale spreco. Nelle mense scolastiche supera addirittura il 50%.

L’abitudine di buttare via il cibo quando non è più desiderato, anche se fresco e in ottimo stato, è una’abitudine ormai radicata nella nostra società e anche i bambini, che imitano i comportamenti degli adulti, sono soliti sbarazzarsi delle pietanze quando non ne hanno più voglia.

Questo atteggiamento è il riflesso del consumismo che domina l’economia dei paesi più sviluppati, dove si producono quantità di prodotti alimentari superiori al fabbisogno della popolazione globale e quotidianamente ne vengono sprecate tonnellate. Per ristabilire un rapporto sano con il cibo è necessario istruire le nuove generazioni, a partire dai più piccoli, ad evitare gli sprechi, aiutandoli ad apprezzare il valore degli alimenti.

Un buon punto di partenza potrebbe essere il sensibilizzare i bambini al problema di tanti altri bambini che vivono in paesi poverissimi e che non possono nutrirsi a sufficienza perché spesso non hanno di che sfamarsi. Fondamentale è, inoltre, spingerli a seguire delle buone abitudini.

Sprecare il cibo non va bene

Che cosa si scarta nel settore alimenti che può essere recuperato? Prodotti non graditi al mercato, vicini alla scadenza, leggermente danneggiati, fuori calibro, confezioni di prova o non idonee e, naturalmente, pasti non consumati. Esiste la legge 155/2003 detta del Buon Samaritano che prevede la ridistribuzione ad Enti Caritatevoli dell’invenduto. Eppure c’è ancora molto da fare. Lo spreco non è più accettabile e l’attuale situazione economica non permette di ignorare le fasce deboli della popolazione.

Questa è sicuramente una realtà che deve cambiare per il bene di tutti. I nonni lo sanno bene, ai loro tempi questo era semplicemente inimmaginabile e come sicuramente ben saprai a casa loro non si spreca niente perchè hanno conosciuto che cosa significa vivere in un mondo dove non tutto era dato per scontato come ad esempio la presenza e la disponibilità di cibo per tutto.

Perchè non chiedi al nonno o alla nonna di raccontare in prima persona episodi di vita quotidiana di quando loro era piccoli per far sapere a tuo figlio che cosa significa viverlo sulla sua pelle?

Non è necessario sottoporre i figli a un trattato di economia, nonché alla spiegazione capillare della distribuzione di ricchezze nel mondo. Per far comprendere a un bambino quanto sia negativo lo spreco, bastano pochi esempi, adatti alla sua età. Si parte dal rapporto stesso con gli alimenti passando per la spesa critica da fare insieme e arrivando, infine, al saper condividere, nonché donare, il cibo.

Perché la relazione tra bambini e nutrizione sia il più possibile positiva e rilassata è opportuno iniziare una sorta di educazione alimentare sin dal momento dello svezzamento. Cosa dovrebbe apprendere un bimbo piccolo al momento del pasto? Prima di tutto che mangiare non è solo necessario ma è anche bello, e che si fa insieme. Quindi, sarebbe consigliabile che anche i figli piccoli pranzassero o cenassero al tavolo (sul seggiolone) insieme a tutta la famiglia.

L’importanza del cibo per i bambini

Sprecare cibo è davvero un peccato per numerosi motivi: intanto per una questione prettamente morale, perché gettare troppo di frequente cibi buoni nel cesto della spazzatura è uno schiaffo per tutti coloro che ancora oggi combattono contro la fame, e poi per una questione di spreco di soldi. Conservare bene il cibo e non buttarlo consente di risparmiare e questa è una cosa che andrebbe insegnata soprattutto ai bambini. Ma come insegnare ai piccoli a non sprecare cibo?

Un metodo per far capire ai piccoli che non bisogna sprecare gli alimenti è mostrare loro come riutilizzare gli avanzi: se per caso dovesse avanzare della carne dalla tavola, potrebbe essere data a qualche animale domestico o randagio, se c’è del pane secco è ottimo per preparare delle polpette oppure se dopo le festività rimangono cioccolata, panettoni e troppi dolciumi non ancora consumati, potrebbero essere impiegati come ingredienti per creare dei dolci per la colazione anziché gettarli, oppure possono essere donati alle associazioni di volontario che li distribuiscono alle famiglie meno fortunate.

Educare i bambini a capire il valore degli alimenti

Conosci la regola dell’assaggio? Capita spesso che i bambini rifiutino a prescindere un determinato alimento perché credono sia lontano dai loro gusti. In questi casi è consigliabile far assaggiare al bimbo anche solo un boccone della pietanza “incriminata”. Così facendo si abitueranno i figli a non dare nulla per scontato e ad avvicinarsi anche a ciò che, di primo acchito, provoca rifiuto. E, grazie alla curiosità e alla bellezza della conoscenza dei sapori, si cresceranno futuri viaggiatori consapevoli. Insomma, non solo spaghetti e pizza.

Un importante insegnamento è quello per cui il cibo si condivide. Mangiare meno, ma mangiare tutti. In realtà questo messaggio, apparentemente austero, è un inno alla buona salute e alla condivisione. Infatti, si stima che in Occidente si consumi mediamente più cibo di quanto non ne necessiti l’organismo. Inoltre, è bene far comprendere ai bambini, con parole semplici e chiare, che esistono luoghi del mondo dove il cibo è insufficiente a causa di carestie, guerre o mancanza di risorse. Posti lontani sulla cartina geografica ma più vicini di quanto si immagini. È importante comunicare ai piccoli di casa che il cibo va condiviso con chi ha fame e non ne ha. Spiegare, dunque, ai bambini che mangiare è un diritto-bisogno di tutti e non un privilegio di pochi.

Riciclo creativo in cucina

Quando si lascia qualcosa nel piatto si riutilizza per il pasto successivo. In questo caso i bambini andrebbero educati a considerare anche l’avanzo come cibo da rispettare e, dunque, da non buttare immediatamente in pattumiera. Prima di tutto, però, pranzo e cena andrebbero serviti in porzioni adatte all’età e all’appetito del commensale, mai in quantità eccessive. Con gli avanzi quindi, se la tipologia di alimento lo rende possibile, si reinventeranno piatti creativi e gustosi proprio insieme ai bambini: torte salate, frittate di pasta, polpette. Pietanze da preparare preferibilmente tutti insieme in cucina.

Per educare i bambini a non buttare il cibo e al valore del cibo, è molto utile dedicarsi a fare la spesa insieme ai bimbi. E farlo sempre a stomaco pieno, in modo da non cedere alle tentazioni del junk food acquistando provviste in eccesso (che poi finirebbero direttamente nel cesto del pattume). Scegliere il cibo con cura, contenendosi sulla quantità e imparando quanto costa ciò che si mangia: l’educazione alimentare passa anche da qui.

Non è così difficile anche perché ricordiamoci che i bambini sono delle spugne e imparano quello che noi adulti insegnamo loro. Per cui basteranno alcune piccole regole da dare ai piccolissimi per farli crescere con la convizione che gettare via il cibo quando è ancora buono sia uno spreco.

Insegnamo ai bambini che è inutile riempirsi il piatto con grandi quantità di cibo se non sono sicuri di essere in trado di mangiare tutto: è meglio mettere il cibo nel piatto un po’ alla volta, in modo da non buttare poi via il cibo che non va più. Insegnamo ai bambini anche a mangiare gli avanzi: insomma si può mangiare a cena la stessa cosa che si è consumata a pranzo se questo serve a non sprecare cibo inutilmente. Ancora, basta insegnare ai bambini come si conservano gli alimenti. La conservazione corretta serve a fare durare i cibi più a lungo e ad avere quindi più tempo per mangiarli. Risparmiare in cucina significa risparmiare soldi: prima si impara è meglio è!

 

Letto dalle mamme