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Perché non dovremmo mai dare il miele ai neonati prima dei 12 mesi

Il miele è un alimento che piace a moltissimi: dolce e goloso. I bambini, in particolare, lo adorano. Per il loro bene, però, è giusto fare delle differenziazioni. Nonostante sia molto meglio del comune zucchero come dolcificante, non è assolutamente consigliato darlo a dei neonati al di sotto dei 12 mesi.

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Il motivo di questo divieto risiede fondamentalmente in ciò che il miele stesso potrebbe contenere. Sotto molti punti di vista, si tratta di uno dei toccasana più naturali che esistano, ma il tutto va sempre rapportato a chi ne fa consumo. Infatti, vediamo che il miele nei bambini molto piccoli può portare all’arrivo di una problematica molto nota: il botulismo infantile.

Questa patologia trova fondamento sul meccanismo stesso della produzione del miele da parte delle instancabili api. Come tutti sicuramente sapranno, per produrre questa sostanza le piccole api devono andare di fiore in fiore e prendere il nettare, per poi trasportarlo nelle arnie dove altre api si occuperanno della produzione. Di fatto, questa catena di trasporto porta con sé delle insidie particolari: tutti i batteri che portano dalle piante all’alveare e quindi nel miele.

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In particolare, spesso sui fiori si annida un batterio specifico, il Clostridium botulinum, che può essere altamente nocivo sui bambini molto piccoli. Molto spesso non crea problemi, anche perché bisogna ricordare che è un microrganismo diffusissimo anche a livello dell’aria che si respira, ma questo non vuol dire che non possa dare complicazioni. Infatti, sappiamo benissimo che questo mostriciattolo può produrre delle tossine in determinate condizioni favorevoli che possono essere tossiche.

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Le condizioni favorevoli più conosciute sono proprio i bambini: il Clostridium botulinum, all’interno dei più piccoli, può dare seri problemi legati al botulismo infantile. Ovviamente, questo batterio può arrivare anche in tanti altri modi a contatto con i più piccoli, ma questo non significa che sia da sottovalutare il miele. Ad oggi in Italia si misura una media di circa 37 casi l’anno, mentre negli Stati Uniti si aggira intorno ai 100 l’anno.

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