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Terza settimana di gravidanza: che cosa succede al tuo corpo

Nella terza settimana di gravidanza si entra nel vivo di questa nuova avventura: sei incinta e inizi a sentirti diversa dal solito. Ecco cosa accade nella terza settimana di gravidanza

Infatti tecnicamente non sei incinta fino ai primi giorni della terza settimana di gravidanza, quando avviene l’ovulazione e quindi il concepimento. Proprio a fonte di questi importanti eventi è con la terza settimana di gravidanza che potrebbero incominciare a manifestarsi i primissimi sintomi della gravidanza in corso.

La terza settimana di gravidanza

Dopo un giorno dall’avvenuta fecondazione, l’ovaio produce una proteina immunosoppressiva, chiamata Early Pregnancy Factor (EPF) la cui funzione è di far si che l’embrione non venga «riconosciuto» come elemento estraneo al tuo corpo.

La produzione di hCG aumenta nel corso di tutte le prime settimane di gravidanza sino a raggiungere un picco di concentrazione verso l’ottava/dodicesima settimana, quando si stabilizza o inizia a calare. L’hCG viene prodotto per sostenere la produzione di estrogeno e progesterone da parte del corpo luteo. Più alto è il livello di hCG, più evidenti saranno i sintomi della gravidanza.

Circa sette giorni dopo la fecondazione il trofoblasto si attacca all’endometrio, il tessuto di rivestimento della parete uterina, e penetra in esso. Questo processo é chiamato impianto (ma anche nidazione o annidamento). Il progesterone è un ormone la cui funzione principale è di predisporre la mucosa presente nell’utero per favorire l’impianto.

Nel corso della gravidanza il livello di progesterone cresce seguendo una curva e favorendo l’accrescimento del feto. Gli estrogeni, anch’essi degli ormoni, nel corso della gravidanza svolgono diversi compiti essenziali:

  • aumentano la velocità del flusso sanguigno nella placenta per far ricevere al feto tutte le sostanze nutritive di cui ha bisogno per crescere,
  • aumentano la componente adiposa nel seno e si occupano di formare i dotti galattofori, i canalini che portano il latte al capezzolo.

Durante la gravidanza il progesterone e gli estrogeni vengono secreti da diversi organi:

  • dal corpo luteo, nelle prime settimane,
  • dalla placenta e dalle ovaie nel secondo trimestre,
  • solo dalla plancenta nel terzo trimestre.

A questo punto della gravidanza, non si notano ancora degli evidenti cambiamenti nel tuo fisico, quali ad esempio la crescita della pancia, perciò, vestirai tranquillamente gli abiti più comodi che hai nel guardaroba, ma ben presto dovrai far ricorso a dei pantaloni pre-maman o, per lo meno, far ricorso ad una fascia allarga pantaloni.

I sintomi della terza settimana di gravidanza

Quali sono i segnali che ti dicono che la terza settimana di gravidanza è arrivata?

  • un aumento della temperatura basale corporea;
  • crampetti uterini;
  • sbalzi di umore dovuti ai cambiamenti ormonali;
  • un calo nella consistenza del muco cervicale, o in perdite vaginali legate all’impianto dell’embrione (se queste sono accompagnate da forti dolori, è bene rivolgersi ad un medico, perché si potrebbe essere in presenza di una gravidanza extrauterina);
  • mal di testa e stanchezza, dovuti all’aumento dei livelli di progesterone;
  • una minzione frequente (infatti, sia l’aumento degli ormoni che la pressione del volume uterino che “spinge” contro la vescica, potrebbero portare all’aumento degli episodi quotidiani di espulsione di urine);
  • un grande appetito;
  • un forte senso di tensione al seno, può darti in sentore di aspettare un bambino.

In questo periodo potrebbero anche presentarsi altri sintomi, come la nausea mattutina, l’indolenzimento del seno, le voglie alimentari, l’affaticamento, il meteorismo, dei gonfiori, degli sbalzi d’umore, un dolore nella parte bassa della schiena e – seppur raramente – la diarrea. Per i motivi precedentemente accennati, non allarmarti se pensi (o se già sai) di essere alla 3° settimana e, nonostante ciò, non avverti nessuno dei sintomi sopra descritti: tra una decina di giorni o poco meno, non mancheranno di farsi sentire!

Ora, la parola d’ordine è: «nessun allarmismo». Cerca di distrarti e di rilassarti, magari leggendo un bel libro.

E se aspetti gemelli?

Secondo alcune fonti, i sintomi di una gravidanza gemellare non sarebbero particolarmente diversi da quelli di una gravidanza con un unico feto, ma potrebbero venire avvertiti prima, e in modo più chiaro e intenso. Questo probabilmente è dovuto alla maggiore produzione di gonadotropina corionica umana che sia ha in caso di gravidanza gemellare. Vale comunque e sempre la regola che ogni gravidanza è una caso a sè, e quindi pure i suoi sintomi.

Il bambino alla fine della terza settimana di gravidanza

L’embrione, ovvero l’ovulo fecondato che ha intrapreso (almeno) una divisione cellulare, si sviluppa come descritto qui di seguito:

  • scende lungo la tuba di Falloppio;
  • viene fecondato solo dal singolo spermatozoo che supera una selezione con circa altri 300 milioni di spermatozoi (prima di poter raggiungere l’ovulo. in attesa della fecondazione questo spermatozoo «vincente» deve salire nell’utero per circa 15-20 centimetri. Occorrono circa 20 minuti perché possa penetrare lo spesso strato esterno dell’ovulo);
  • nelle successive undici ore, i nuclei dello spermatozoo e dell’ovulo si fondono assieme, completando il processo di fecondazione. Lo zigote, dal greco antico ζυγωτός (zygōtós): unito o aggiogato, è la cellula che si ottiene con la fecondazione.

L’ovulo e lo spermatozoo contengono 23 cromosomi ciascuno, Questi si combinano e poi vanno a formare lo zigote contenente 46 cromosomi. Dal momento che i nuclei si fondono, il patrimonio genetico dell’individuo viene definito, è fisso, e custodisce già tutte le caratteristiche ereditarie tra cui, il colore dei capelli, il colore degli occhi e la corporatura. Lo zigote appena formato, percorre la tuba di Falloppio in direzione dell’utero dove si attacca alla parete uterina per poi svilupparsi ulteriormente. Questo processo prende il nome di impianto.

Il processo dell’impianto si completa tra i sei ed i dodici giorni (in genere, nove giorni) dopo l’ovulazione e la fecondazione.

Nel frattempo, lo zigote continua a dividersi formando un raggruppamento (cluster) di circa 100 cellule che viene chiamato blastocisti. In rari casi (il 2% delle gravidanze, circa) la blastocisti si può attaccare in qualche parte della tuba di Falloppio, dell’ovaia, dell’addome o della cervice, causando una gravidanza ectopica. Alla fine di questa settimana, l’embrione misura circa 0,1 millimetri, e non è individuabile dagli esami a scansione come l’ecografia.

Analisi nella terza settimana di gravidanza

Una gravidanza viene solitamente rilevata valutando i livelli di hCG in due modi diversi: nelle urine o nel sangue. Nelle urine, un test di gravidanza può mostrare dei risultati positivi solamente nel corso della terza settimana di gravidanza, ovvero alla IV-V settimana dopo l’impianto di cui abbiamo parlato.

Le analisi del sangue invece, sono in grado mostrare il risultato positivo già 3-4 giorni dopo l’impianto, e sono comunque il modo più sicuro per avere la conferma di una gravidanza. A meno che tu non l’abbia già fatta, questo periodo potrebbe essere il momento giusto per fare una visita pre-concezionale.

Abbiamo già detto che durante la terza settimana di gravidanza la maggior parte delle donne ancora non sa di essere incinta. Quelle che già lo sanno, hanno l’opportunità di iniziare ad introdurre subito gli opportuni cambiamenti nella propria dieta e nel proprio stile di vita.

Per prima cosa è bene iniziare a prendere nota dell’evoluzione del proprio peso per avere una traccia di come – nel corso dei nove mesi successivi – stai ingrassando. Nel caso non ne avessi già una, ti consigliamo l’acquisto una bilancia pesapersone digitale.

Sin da questa settimana, prima di sottoporti ai dei raggi X anche solamente per delle cure dentali, non dimenticarti di informare della tua gravidanza il personale sanitario addetto. Saranno poi loro a decidere se e come procedere. Evita di stare nelle vicinanze di sostanze dannose, come i pesticidi, le quali sostanze potrebbero interferire con la divisione cellulare. E’ utile assumere, dietro indicazioni del medico, delle vitamine prenatali contenenti dell’acido folico, le quali sono utili a prevenire la maggior parte di quei difetti riguardanti il cervello ed il midollo spinale del bambino, che potrebbero determinarsi durante le prime settimane di nascita.

Ed infine, potrebbe essere utile essere seguita, nei prossimi 9 mesi, oltre che da un medico, anche da un’ostetrica (da non confondere con la figura professionale del ginecologo) che il Decreto Ministeriale 14 settembre 1994, n° 740 qualifica come “l’operatore sanitario che, in possesso del diploma universitario abilitante e dell’iscrizione all’albo professionale, assiste e consiglia la donna nel periodo di gestazione, durante il parto e nel puerperio, conduce e porta a termine parti eutocici con propria responsabilità e presta assistenza al neonato“.

Letto dalle mamme