Nei primissimi mesi di vita il sistema immunitario non è ancora in grado di proteggere in maniera efficiente il bambino dagli agenti infettivi, per tale motivo è importante eseguire una corretta igiene personale del bambino, di chi se ne prende cura e di tutti gli oggetti che vengono in contatto diretto con le mucose del bambino.

In particolare parliamo della disinfezione e sterilizzazione del biberon, delle tettarelle e del ciuccio. Prima di procedere con la descrizione della procedura e dei vari suggerimenti, definiamo la differenza tra i due concetti:

  • per disinfezione(o detersione)si intende l’insieme di tutte quelle manovre che allontanano meccanicamente lo sporco, in associazione all’utilizzo di apposite soluzioni disinfettanti che inattivano o uccidono la maggior quantità di microrganismi patogeni.
  • la sterilizzazione invece, è il risultato finale di un processo che ricorre alla tecnologia avanzata e che tende a garantire la condizione in cui la sopravvivenza dei microrganismi è altamente improbabile. Le normative internazionali indicano che una popolazione di oggetti può essere considerata sterile quando vi è la probabilità di trovare un oggetto non sterile su un milione di oggetti.

In virtù di quanto esposto in precedenza, possiamo dedurre che pulire il biberon significa non solo lavarlo per eliminare i residui del cibo, ma soprattutto sterilizzarlo in modo da eliminare la presenza di eventuali germi. Per fare questo si può ricorrere al metodo naturale della bollitura in acqua calda(100 C°)per alcuni minuti, oppure ricorre al metodo chimico, utilizzando appositi disinfettanti.

Prima di procedere con la sterilizzazione è necessario attuare la pulizia del biberon che consiste nel lavaggio del presidio con acqua calda corrente, strofinare attentamente con uno scovolino prima la superficie interna e poi quella esterna, utilizzando una piccola quantità di un comune detersivo. Terminato il lavaggio si sciacqua il biberon cercando di rimuovere attentamente tutti i residui alimentari e del detersivo, quindi procedere con la sterilizzazione.

Se si opta per una sterilizzazione chimica si deve immergere il biberon in un recipiente contenente acqua sterile e soluzione disinfettante, lasciando agire la soluzione dai 30 ai 90 minuti circa; se invece si preferisce una sterilizzazione non chimica, si deve immergere il biberon in un pentolino contenente acqua(non necessariamente sterile)e attendere fino alla bollitura, quando l’acqua avrà raggiunto una temperatura prossima ai 100 C°(se è possibile utilizzare un termometro a immersione per verificare la T.).

La sterilizzazione è una procedura importante, utile nei primissimi  mesi di vita e può essere effettuata con minor attenzione dopo i primi 6 mesi, quando il sistema immunitario comincia ad essere più efficiente e in concomitanza con lo svezzamento.

Ricordiamo che la procedura non deve essere eseguita in maniera fobica perché l’eccessiva sterilità degli oggetti in un bambino sano non favorisce la stimolazione e il rafforzamento del sistema immunitario, quindi ricercare sempre il giusto equilibrio mantenendo in generale una buona igiene del bambino e ponendo più attenzione solo agli oggetti che entrano in contatto con le mucose.

Di seguito elenchiamo una serie di suggerimenti che possono essere utili per una corretta disinfezione e sterilizzazione dei presidi che utilizziamo per l’alimentazione del neonato e del lattante sano, quali il biberon e le tettarelle nonché del ciuccio:

  • Preferire l’utilizzo di un biberon in vetro e non in plastica, perché quest’ultima può contenere sostanze nocive per il bambino e, inoltre, potrebbe subire delle alterazioni se sottoposta ai comuni processi di sterilizzazione. Acquistare tali presidi sempre in Farmacia affidandosi ai consigli degli esperti; questa pratica ci deve sicuramente allertare sull’uso che il bambino farà del biberon, poiché con il vetro al posto della plastica aumentano le possibilità di incedenti dovuti a rottura, tuttavia è l’igiene l’argomento cardine di questa guida.
  • La sterilizzazione del biberon va eseguita dopo ogni poppata, mentre il ciuccio può essere sterilizzato anche 3, massimo 4 volte al giorno.
  • Per la disinfezione va bene qualunque soluzione farmaceutica appositamente preparata, per esempio l’amuchina, utilizzandola seguendo le istruzioni riportate sul foglietto illustrativo in quanto le modalità possono cambiare a seconda della concentrazione e della composizione del prodotto.
  • Una volta preparata la soluzione (acqua sterile + disinfettante) ricordiamo che ha una durata di 24 H, per cui va sostituita ogni giorno.
  • Non è necessario risciacquare il biberon per poterlo utilizzare.
  • Si consiglia comunque di optare per la sterilizzazione naturale tramite bollitura, per evitare l’uso di agenti chimici. Ovviamente in caso di bambino con processo infettivo in atto, oppure qualora nell’ambiente domestico vi sia un familiare affetto da una patologia infettiva, utilizzare la sterilizzazione chimica per ottenere un risultato più sicuro.
  • Se si è in possesso di un macchinario per la sterilizzazione, utilizzarlo sempre secondo le indicazioni riportate sulla confezione del prodotto e ricordare che, in ogni caso, prima di inserire i presidi da sterilizzare nell’apparecchio, questi devono essere sempre lavati accuratamente, disinfettati e asciugati bene.

In generale possiamo concludere affermando che la sterilizzazione è sicuramente una procedura importante, ma ancora di più lo è la disinfezione. In un bambino sano, che non ha subito alcun processo di ospedalizzazione, un’accurata disinfezione, anche senza l’utilizzo di sostanze chimiche,  può già essere sufficiente al fine di proteggerlo da potenziali agenti patogeni.

Pertanto, si consiglia alle neo-mamme di lavare accuratamente con acqua calda il biberon, facendo attenzione a rimuovere tutti i residui alimentari, dopo ogni poppata, nel bambino sano e dopo i sei mesi di vita. Nei primi sei mesi al lavaggio accurato del biberon, delle tettarelle e del ciuccio associare anche la sterilizzazione, preferibilmente naturale.

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