Come abbiamo più volte sottolineato nei nostri articoli, la prevenzione è l’arma più efficace che possediamo per proteggere i nostri bambini dal contrarre numerose malattie infettive; pertanto, con questo articolo vogliamo informare i genitori riguardo le nuove normative emanate per regolare l’attività di vaccinazione.

Prima di procedere, è opportuno fare, di seguito, una piccola premessa spiegando che cos’è un vaccino e come è nato.

Che cos’è un vaccino?

In termini medici la definizione di vaccino è la seguente : preparazione rivolta a indurre la produzione di anticorpi protettivi da parte dell’organismo, conferendo una resistenza specifica nei confronti di una determinata malattia infettiva (virale, batterica, protozoaria).

L’utilizzo del vaccino ha inizio nel 1796 grazie agli studi scientifici del medico inglese E. Jenner, il quale aveva osservato che  i soggetti guariti dal vaiolo che colpiva i vaccini (cow-pox), non contraevano, o lo contraevano in maniera attenuata, il vaiolo umano. La scoperta di Jenner fu di enorme portata, dal momento che, nel tempo e dopo progressivi perfezionamenti, avrebbe modificato profondamente la salute dei cittadini; tant’è vero che le vaccinazioni hanno la caratteristica che il beneficio ottenuto dal singolo individuo viene esteso a tutta la collettività.

Pertanto, l’attuazione di strategie preventive basate sulla vaccinazione di massa ha consentito di ottenere nei Paesi sviluppati, il controllo e a volte l’eliminazione di molte malattie infettive, un tempo letali o invalidanti, quali, ad esempio, il vaiolo e la poliomelite.

I vaccini possono essere costituiti da:

  • anatossine o tossoidi;
  • microrganismi uccisi o virus inattivati;
  • microrganismi vivi e attenuati;
  • frazioni di microrganismi o virus;
  • antigeni purificati;
  • peptidi sintetici o proteine ricombinati.

Le anatossine sono costituite da esotossine batteriche, chimicamente modificate, in modo da determinare perdita della tossicità pur mantenendo la capacità antigenica. I vaccini antitetanico e antidifterico sono un esempio di vaccino costituito da un’anatossina.

I microrganismi usati per i vaccini possono essere inattivati mediante calore, UV, formolo, fenolo, beta-propriolattone (virus rabbico). Hanno il vantaggio di essere molto sicuri, ma lo svantaggio di essere, a volto, poco efficaci. Un esempio di vaccino costituito da microrganismi uccisi è il vaccino antipolio, i vaccini anti-influenzale, anti-pertosse, anti-colerico, anti-tifo e paratifo.

I vaccini possono anche essere costituiti da microrganismi a potere patogeno attenuato, usando:

  • microrganismi patogeni per altre specie animali, che nell’uomo determinano lieve o nessuna malattia (es. vaiolo);
  • microrganismi artificialmente attenuati (es. BCG Turbercolosi);
  • varianti naturali poco patogene (es. influenza).

I vantaggi di questi vaccini sono soprattutto due: essendo vivi, compiono lo stesso il ciclo infettivo del patogeno naturale, senza provocare malattia, ma stimolando il sistema immunitario anche a livello locale, se somministrato per os, con produzione di Iga; si ha immissione nell’ambiente di varianti apatogene che possono competere con il patogeno naturale (es. vaccino di Sabin antipolio).

Lo svantaggio rappresentato da questi vaccini è il rischio di riattivazione.

I vaccini costituiti da microrganismi o virus attenuati sono: antipolio tipo Sabin, antimorbillo, antirosolia, antiparotite, antivaricella, BCG, antitifo.

I vaccini costituiti da frazioni di microrganismi o virus sono: il vaccino anti-pertosse acellulare, il vaccino antinfluenzale. Il vaccino antipertosse acellulare, che contiene solo alcune parti del batterio della pertosse, ha sostituito il vaccino antipertosse tradizionale o cellulare, costituito da batteri interi uccisi e purificati. Il vaccino antipertosse acellulare è più sicuro per la minore incidenza di effetti collaterali, ma possiede una relativa reattogenicità.

I vaccini costituiti da antigeni purificati hanno il vantaggio di evitare reazioni indesiderate (ad es. reazioni locali o allergiche), ma presentano lo svantaggio di essere meno immunogeni. Per la formazione dei vaccini si utilizzano gli antigeni immunodominanti immunoprotettivi, che rappresentano i principali fattori di patogenicità, come i polisaccaridi capsulari di Haemophilus influenzae di tipo B, i polisaccaridi capsulari di pneumococco, l’emoagglutinina e la neuraminidasi dei virus influenzali.

I vaccini costituiti con peptidi sintetici o proteine ricombinanti sono sintetizzati con la tecnica del DNA ricombinante. Tale tecnica permette di isolare i soli geni virali che codificano le proteine  di superficie del virus e, mediante opportuni vettori, di trasferirli in entità biologiche che produrranno la proteina, che risulterà priva delle frazioni di DNA o RNA virale che sostengono la virulenza. La proteina così prodotta, dopo opportuna purificazione, costituisce un vaccino efficace, sicuro e privo di effetti collaterali. Un esempio di vaccino in cui si è utilizzata questa tecnica è il vaccino anti-epatite B.

La maggior parte dei vaccini utilizzati sono efficaci nell’ 85-95% dei riceventi. La somministrazione di più dosi per il completamento del ciclo vaccinale di base, nonché di richiami, con cadenza periodica nell’infanzia e nell’adolescenza, assicurano la validità della risposta immunitaria conferita dalla vaccinazione e la sua durata nel tempo.

Il raggiungimento di coperture vaccinali adeguate è indispensabile per l’eradicazione di alcune malattie infettive, come si è verificato nel caso del vaiolo e della poliomelite, malattie eradicate in Europa grazie alle capillari campagne di vaccinazione effettuate.

Legge vaccini obbligatori

Il decreto- legge 7 giugno 2017 n. 73, entrato in vigore l’8 giugno, dispone di una serie di nuovi regolamenti per quanto riguarda gli obblighi e i diritti in materia vaccinale, nonché il nuovo calendario vaccinale.

Secondo la legge, attualmente sono 10 i vaccini obbligatori :

  1. anti-poliomielitica;
  2. anti-difterica;
  3. anti-tetanica;
  4. anti-epatite B;
  5. anti-pertosse;
  6. anti-Haemophilus influenzae tipo b.

Invece, i vaccini obbligatori fino a diversa e successiva valutazione sono quelli relativi ad alcune malattie esantematiche ed altre, quali:

  1. anti-morbillo;
  2. anti-rosolia;
  3. anti-parotite;
  4. anti-varicella.

I vaccini non obbligatori, ma fortemente raccomandati sono:

  1. meningococco B
  2. meningococco C
  3. pneumococco
  4. rotavirus.

Queste vaccinazioni sono gratuite ed erogate da tutte le Regioni e Province autonome. Il sistema di erogazione delle suddette vaccinazioni segue le indicazioni del Calendario vaccinale relativo all’anno di nascita; ciò vuol dire che, i nati tra il 2001 e il 2016 dovranno seguire il Calendario vaccinale vigente in quel lasso di tempo, mentre ai nati tra il 2012 e il 2016, il calendario prevede la somministrazione gratuita delle vaccinazioni antimeningococcica C e anti-pneumococcica. Infine, ai nati a partire  dall’anno 2017 sono offerte gratuitamente le vaccinazioni antimeningococcica B, anti-meningococcica C, antipneumococcica e anti-rotavirus.

È obbligatorio essere vaccinati per l’ammissione a scuola?

Per quanto riguarda l’acceso dibattito sull’obbligatorietà vaccinale come requisito per l’iscrizione scolastica, la legge ha disposto che tale requisito sia obbligatorio per l’ammissione all’asilo nido e alle scuole dell’infanzia; pertanto la fascia d’età interessata va da i 0 ai 6 anni di età. In caso di domanda di iscrizione per la scuola primaria (elementare) e per le classi successive, i bambini possono accedere ugualmente a scuola; tuttavia, in caso non siano stati rispettati (in precedenza) gli obblighi vaccinali, può essere attivato un percorso per recuperare le vaccinazioni. Nel caso in cui non vengano rispettati tali obblighi vaccinali, è possibile incorrere in sanzioni di tipo amministrative.

Lo scopo del nuovo provvedimento è quello di aumentare la copertura vaccinale del nostro Paese e, secondo l’OMS, la soglia di copertura vaccinale ottimale, per garantire la cosiddetta immunità di gregge” deve essere uguale o maggiore del 95%; al fine di garantire protezione anche a coloro che, per motivi di salute, non posso effettuare il vaccino.

Quali sono i documenti da presentare insieme alla domanda d’iscrizione?

Per l’iscrizione scolastica sara’ necessario dimostrare l’adempimento agli obblighi vaccinali secondo legge; pertanto i genitori dovranno esibire i seguenti certificati a seconda della condizione vaccinale del proprio figlio:

  1. idonea documentazione attestante l’effettuazione delle vaccinazioni;
  2. idonea documentazione attestante l’omissione o il differimento della somministrazione del vaccino;
  3. idonea documentazione attestante l’esonero per intervenuta immunizzazione per malattia naturale;
  4. copia della prenotazione dell’appuntamento presso l’azienda sanitaria locale.

In alternativa può essere anche presentata un’autocertificazione da parte del genitore e, successivamente, consegnare una copia del libretto sanitario; inoltre è sufficiente presentare all’ ASL la domanda di richiesta di vaccinazione per poter procedere con l’iscrizione a scuola, in attesa che la stessa ASL provveda alla somministrazione dei vaccini entro il termine dell’anno scolastico.

Quali sono le modalità di somministrazione dei vaccini?

Le modalità di somministrazione dei vaccini saranno le già note iniezioni intramuscolari; ciò che il nuovo decreto ha introdotto è il diverso schema di somministrazione, in quanto non saranno più necessarie 10 differenti iniezioni, vediamo perché:

  • sei vaccini possono essere somministrati contemporaneamente (vaccinazione esavalente): anti-poliomielite, anti-difterite, anti-tetano, anti-epatite B, anti-pertosse e anti-Haemophilus Influenzae tipo b
  • quattro vaccini possono essere somministrati contemporaneamente (vaccinazione quadrivalente): anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella.

Chi è obbligato a fare il vaccino?

Per poter adempiere agli obblighi di legge, i genitori possono recarsi all’ ASL di riferimento e ricevere tutte le informazioni dettagliate per quanto riguarda i tempi e le modalità di somministrazione vaccinale dei propri figli; tuttavia, vediamo insieme, alla luce dei cambiamenti sopra descritti, chi ha l’obbligo vaccinale:

  • i nati dal 2001 al 2004 devono sottoporsi (ove non abbiano già provveduto) alle quattro vaccinazioni già imposte per legge (anti-epatite B; anti-tetano; anti-poliomielite; anti-difterite) e l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse e l’anti-Haemophilus influenzae tipo b, raccomandate dal Piano Nazionale Vaccini 1999-2000;
  • ai nati dal 2005 al 2011 devono essere somministrate, oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge, anche l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’antipertosse e l’anti-Haemophilus influenzae tipo b, previsti dal Calendario vaccinale incluso nel Piano Nazionale Vaccini 2005- 2007;
  • i nati dal 2012 al 2016 devono effettuare, oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge, anche l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse e l’anti-Haemophilus influenzae tipo b, previste dal Calendario vaccinale incluso nel Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2012-2014;
  • i nati dal 2017 devono eseguire, oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge, anche l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse, l’anti-Haemophilus influenzae tipo b e l’anti-varicella, previste nel nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019.

Ricordiamo che, tutti i vaccini obbligatori previsti dalla legge sono erogati in maniera gratuita e che, anche in caso di recupero delle somministrazioni dei vaccini obbligatori non eseguiti nei tempi previsti, il servizio resta gratuito e può essere fornito in qualsiasi momento.

Chi può non fare il vaccino?

Potranno essere esonerati dall’obbligo vaccinale tutti i soggetti immunizzati per effetto della malattia naturale; ovvero tutti colore che, per esempio, hanno già contratto il morbillo, non dovranno vaccinarsi per tale malattia. Saranno esclusi dall’attività vaccinale, tutti coloro che a causa di specifiche condizioni cliniche, opportunamente documentate ed attestate dal medico, non possono effettuare il vaccino; quest’ultimo potrà essere posticipato ed eseguito quando il medico certificherà la condizione del paziente come idonea alla somministrazione del vaccino.

Ad ogni modo, la somministrazione di un vaccino non comporta alcun rischio per il soggetto già immunizzato, può solo rafforzare le difese immunitarie e svolgere la funzione di richiamo vaccinale.

Cosa succede se non vaccino mio figlio?

Se il genitore (tutore, affidatario) non presenta alla scuola tutta la documentazione che attesta l’adempienza agli obblighi vaccinali secondo le modalità previste dalla legge, sopra descritte, i bambini da 0 a 6 anni non possono accedere agli asilo nido e alle scuole dell’infanzia; mentre i bambini da 6 a 16 anni possono accedere a scuola. In tutti i casi, il dirigente scolastico avrà l’obbligo di segnalare la violazione della legge all’ ASL di riferimento entro 10 giorni.

Successivamente l’ente ASL contatterà i genitori per un incontro educativo-informativo riguardo le modalità e i tempi entro i quali dovranno essere effettuate le vaccinazioni obbligatorie; se i genitori non presiedono all’incontro, oppure se, dopo l’avvenuto colloquio, non provvedono alla somministrazione dei vaccini, l’ ASL procede con la contestazione formale della violazione dell’obbligo di legge.  Dopo la contestazione da parte dell’ ASL, se il genitore persevera nell’inosservanza della legge, verrà applicata una sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 500 euro, a seconda della gravità dell’inadempimento (per es. in base al numero delle vaccinazioni mancate).

 

La sanzione non viene applicata quando i genitori provvedono alla somministrazione del vaccino o della prima dose del ciclo previsto dal calendario vaccinale, entro il termine indicato dalla ASL al momento della contestazione, a condizione che il ciclo vaccinale venga completato secondo le tempistiche stabilite dalla ASL.

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